Ascopiave investirà 675 milioni: «Per crescere servono unioni»

Il presidente Nicola Cecconato presenta gli obiettivi al 2029: «Valutiamo partnership e puntiamo anche al Centro-Sud. Il partner ideale deve essere di natura industriale, con una view di lungo periodo»

Roberta Paolini

Ascopiave alza l’asticella e mette sul tavolo un piano da 675 milioni di investimenti in quattro anni, 246 milioni dedicati alla crescita per linee esterne e 361 milioni al perimetro di gestione attuale.

Il cda, riunito sotto la presidenza di Nicola Cecconato, ha approvato il piano strategico 2026-2029, tracciando una rotta che punta su consolidamento, diversificazione e disciplina finanziaria. L’obiettivo è chiaro: crescere ancora nel gas regolato, rafforzare la presenza nel Nord Italia e garantire dividendi in progressivo aumento, senza forzare la leva.

Al 2029 il gruppo prevede un Ebitda di 191 milioni di euro, in aumento di 39 milioni rispetto al preconsuntivo 2025. Il risultato netto è atteso a 43 milioni di euro, dato non comparabile con il 2025 per la presenza, quest’anno, di componenti non ricorrenti di rilievo. La posizione finanziaria netta si attesterebbe a 911 milioni, pari a 4,8 volte rispetto al margine operativo lordo.

«Una leva in leggera crescita - spiga Cecconato - rispetto al dato di fine 2025 che è di 4 volte, ma abbiamo spazio fino ad un rapporto tra indebitamento e margine lordo di 5,5 volte. E questo perché gruppi come il nostro sono fortemente patrimonializzati oltre ad avere una visibilità lunga e stabile sui ricavi». Sul fronte della remunerazione, la guidance indica un dividendo di 16 centesimi per azione sull’esercizio 2025, destinato a crescere di un centesimo l’anno fino al 2028.

«Tutte le cose che abbiamo previsto nel piano siamo in grado di farle mantenendo gli equilibri finanziari e garantendo la crescita di valore», ha spiegato ancora, rivendicando un’impostazione prudente ma non difensiva.

Dopo le operazioni chiuse nel 2025 – oltre 600 mila utenze acquisite e un rafforzamento significativo in Lombardia – Ascopiave gestisce oggi circa 22 mila chilometri di rete e un milione e mezzo di utenze, con una Rab (valore dell’infrastruttura)prossima a 1,41 miliardi di euro. La distribuzione degli asset vede la Lombardia pesare per il 51% e il Veneto per circa il 43%.

L’acquisizione della gestioni delle reti dal gruppo A2A, ha portato, infatti, a un incremento della base utenti del 69%, spingendo Ascopiave al secondo posto nel mercato italiano della distribuzione. Il piano punta anche su acquisizioni e possibili partnership. Nel 2026 è prevista l’acquisizione di asset in provincia di Padova dal gruppo Italgas, nell’ambito delle dismissioni richieste dall’Autorità Antitrust in relazione all’operazione su 2i Rete Gas. Parallelamente, la società ha individuato un portafoglio di gare Atem a cui intende partecipare, con priorità definite e focus su territori contigui, in particolare nel Nord Italia. Non è escluso il ricorso a partnership per aumentare le probabilità di successo e distribuire i rischi finanziari e operativi.

«Non abbiamo valorizzato le partnership nel piano - avverte il presidente -. Quello che abbiamo previsto lo facciamo con le nostre forze. Però crediamo che, per crescere, si debbano mettere in comune le forze», ha spiegato Cecconato.

Il partner ideale, ha poi aggiunto «deve essere di natura industriale, con qualità operative e una view di lungo periodo. Il nostro è un business che ha un respiro molto ampio. Nel Nord Est restano aperti i dialoghi con operatori territoriali, tra cui Magis (ex Agsm-Aim, nei territori di Verona e Vicenza) in un’ottica di possibili sinergie industriali sulle reti». Ma Ascopiave guarda anche oltre il perimetro storico, valutando opportunità nel Centro-Sud.

«Le reti del gas sono oggi più che mai una infrastruttura strategica per la sicurezza energetica del nostro Paese», ha poi sottolineato Cecconato. «L’attuale regolazione, rigida e frammentata, rallenta però l’ammodernamento, mentre ogni ipotesi di riduzione del numero degli Atem rischia di rendere le gare meno contendibili, riducendo così la dinamica concorrenziale del settore».

Accanto al core business regolato, il piano insiste sulla diversificazione. Oggi Ascopiave gestisce un parco di generazione idroelettrica ed eolica per oltre 84 MW. Sono in sviluppo impianti fotovoltaici greenfield per ulteriori 37 Mw, oltre al revamping di un parco eolico in Campania da 14 MW. A questo si aggiunge l’avvio di progetti nella produzione e distribuzione di idrogeno verde, destinati a entrare a regime oltre l’orizzonte del piano. Il perimetro delle opzioni strategiche si allarga anche a settori contigui come gas sintetico, idrico e distribuzione elettrica.

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