Wilier Triestina compie 120 anni e punta ai mercati extra europei
«Nel 2025 abbiamo raggiunto un fatturato consolidato di 70 milioni, stiamo lavorando per crescere in Nord e Sud America, Asia e Australia»

«Abbiamo festeggiato i nostri primi 120 di storia, ma sono tutti rivolti al futuro: siamo ricchi di esperienza, know-how e risultati sportivi. Necessari per continuare ad innovare. Il nostro obiettivo nei prossimi anni è raggiungere un target sempre più giovane di appassionati». Andrea Gastaldello, ceo del gruppo Wilier Triestina, ha celebrato lo storico traguardo in Villa Contarini a Piazzola sul Brenta con l’evento “120 Years Forward”, valorizzando i pilastri del marchio vicentino delle due ruote (heritage, evoluzione tecnologica, persone, design e cultura sportiva).
Nel corso della serata è stata presentata la “Filante Ultimate”, bicicletta celebrativa realizzata in soli 120 esemplari numerati. Il gruppo di Rossano Veneto festeggia il compleanno tornando a crescere, dopo due anni di assestamento. «Nel 2025 abbiamo raggiunto un fatturato consolidato di 70 milioni – spiega Gastaldello - e il 2026 si sta sviluppando con una crescita dei volumi del 7% rispetto al 2025. Quest'anno puntiamo a raggiungere un margine operativo lordo pari al 10% dei ricavi: un segnale concreto della solidità e della maturità del nostro modello di business».
La società guarda già al 2030, con l'obiettivo di 80 milioni di ricavi. «Siamo ottimisti anche per i prossimi anni. Puntiamo a valorizzare i segmenti di mercato dove sappiamo esprimere meglio il nostro know-how, ovvero nelle bici muscolari, in ambito corsa, gravel e mtb. Il nostro target è quello dell'alta gamma, settore più limitato ma con una marginalità più alta».
Wilier Triestina produce due ruote per atleti professionisti, cui si affiancano gli “amatori”: le bici vanno da 3 a 15 mila euro, mentre per l'ultima nata per il 120 esimo occorre sborsare 18 mila euro. Il mercato principale è l'Italia, con il 20% del fatturato, mentre l'export per ora è concentrato principalmente sull'Europa. «Stiamo lavorando per crescere in Nord America, Asia, Australia e Sudamerica – aggiunge il ceo - dove ci sono ampi spazi».
Oggi la società è guidata dalla famiglia Gastaldello, proprietaria della maggioranza dell'azienda, mentre la quota di minoranza è di Pamoja Capital (investitore svizzero-canadese entrato nel 2020 tramite aumento di capitale). La sede principale con 65 dipendenti è a Rossano Veneto, ma la storia inizia più a Est.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale il Territorio Libero di Trieste era conteso tra gli alleati e la Jugoslavia. Pietro Dal Molin, che nel 1906 aveva rilevato a Bassano del Grappa il marchio Wilier (all'epoca realtà inglese semisconosciuta), decise di sposare la causa triestina affiancando al marchio e al relativo acronimo (W l'Italia LIbera E Redenta) la parola Triestina, a sostegno del controllo italiano della città di Trieste.
Come simbolo scelse l'alabarda di San Sergio, effige della città, ed ingaggiò un corridore nativo di quella terra: Giordano Cottur. Un messaggio chiaro. Mario Dal Molin comprese fin da subito l'importanza di una squadra di ciclismo professionistico, potente mezzo di ritorno promozionale. E il ciclismo diventò lo sport più seguito nell'Italia del secondo dopoguerra.
Nel 1952, si registra la chiusura improvvisa dell'azienda: la motorizzazione aveva cambiato la mobilità di massa. A fine anni Sessanta la rinascita avviene grazie ai fratelli Lino e Antonio Gastaldello, che acquistarono il marchio e portarono la produzione a Rossano Veneto. Sulle due ruote Wilier Triestina hanno corso e vinto grandissimi campioni: dal primo Giro d’Italia vinto da Fiorenzo Magni nel 1948, all’Alpe d’Huez conquistata da Marco Pantani nel 1997, passando per il trionfo di Alessandro Ballan a Varese nel 2008, per arrivare nel 2024 alla 35esima vittoria al Tour de France di Mark Cavendish. A Rossano Veneto si guarda all'imminente partenza del Tour de France con la fornitura delle biciclette al Team Groupama-FDJ United. E si scommette sul giovane e talentuoso francese Romain Grégoire, che ha scelto la nuovissima Filante Ultimate (numero 7) per il debutto su strada.
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