Webuild sfida Icop e lancia un'Opa su Trevi da 295 milioni

Webuild stima sinergie a regime pari a 80-90 milioni di euro di Ebitda annuo, con un contributo complessivo all'Ebitda del gruppo stimato in 150-170 milioni di euro, comprese le sinergie

La redazione

Webuild entra nella partita per il controllo di Trevi. Il consiglio di amministrazione del gruppo ha approvato il lancio di un'offerta pubblica di acquisto volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie della società di ingegneria del sottosuolo, quotata su Euronext Milan. L'operazione, si configura come un'offerta concorrente rispetto a quella annunciata da Icop lo scorso 28 giugno.

L'offerta di Webuild prevede un corrispettivo interamente in contanti pari a 4,50 euro per azione, che valorizza Trevi circa 295 milioni di euro. Il prezzo incorpora un premio del 29,8% rispetto alla chiusura del titolo del 26 giugno, ultimo giorno di Borsa aperta prima dell'annuncio dell'offerta di Icop, e una valorizzazione superiore del 14,4% rispetto a quella implicita nell'offerta concorrente.

Rispetto a quella di Icop, Webuild sottolinea che l'offerta riconosce agli aderenti una valorizzazione più elevata delle azioni Trevi, fornisce certezza economica del corrispettivo, che è previsto interamente in contanti, anziché attraverso l’assegnazione di azioni Icop oggi non quotate su un mercato regolamentato, con flottante limitato e prive di un track record di negoziazioni su Euronext Milan, prevede una condizione soglia pari al 66,7%, di più probabile realizzazione, rispetto alla soglia del 90% dell’Offerta Icop, non è condizionata, a differenza dell’Offerta Icop, al mancato esercizio del diritto di recesso da parte delle banche finanziatrici di Trevi.

Dal punto di vista industriale, l'operazione punta a rafforzare la presenza di Webuild nel settore delle fondazioni speciali e dell'ingegneria del sottosuolo, attività considerate strategiche per la realizzazione di grandi infrastrutture. Il gruppo ritiene che l'integrazione consentirebbe un maggiore controllo sull'esecuzione dei progetti, un rafforzamento del posizionamento competitivo nelle grandi gare internazionali e la generazione di sinergie industriali e commerciali.

Per Trevi, secondo Webuild, l'ingresso nel gruppo permetterebbe di mantenere la propria identità italiana e il centro direzionale nel Paese, ampliando al tempo stesso l'accesso a nuovi mercati, clienti e commesse grazie alla presenza internazionale del gruppo. Webuild stima sinergie a regime pari a 80-90 milioni di euro di Ebitda annuo, con un contributo complessivo all'Ebitda del gruppo stimato in 150-170 milioni di euro, comprese le sinergie. La società evidenzia inoltre possibili benefici sul fronte finanziario, grazie a un minore costo del debito, a un migliore accesso ai mercati dei capitali, al rafforzamento dei sistemi di gestione dei rischi e della compliance.

L'efficacia dell'offerta resta subordinata al rilascio delle autorizzazioni regolamentari, al raggiungimento di una partecipazione almeno pari al 66,7% dei diritti di voto e all'assenza di eventi straordinari che possano incidere in modo significativo sulla situazione di Webuild, Trevi o del mercato. L'obiettivo finale è acquisire l'intero capitale di Trevi e, qualora ne ricorrano i presupposti, procedere al delisting della società da Euronext Milan. Se al termine dell'offerta Webuild arriverà a detenere almeno il 90% del capitale, eserciterà il diritto di acquistare le rimanenti azioni di Trevi ai sensi dell’art. 111 TUF. Il periodo di adesione sarà definito con Borsa Italiana dopo la pubblicazione del documento di offerta e avrà una durata compresa tra 15 e 40 giorni di Borsa aperta. Il completamento dell'operazione è previsto nel corso del secondo semestre del 2026, subordinatamente al verificarsi delle condizioni previste.

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