Da Trieste a Torre di Mosto, Brussi Costruzioni al lavoro a Nordest
Cantieri in corso e progetti dell’impresa edile del gruppo trevigiano Grigolin che nella città giuliana sta ricostruendo due ponti seguendo il ciclo delle maree. «Negli ultimi anni molti interventi infrastrutturali di particolare complessità»

Chi passeggia sulle Rive di Trieste, a pochi passi da piazza Unità d’Italia, lo nota subito: i lavori di demolizione e ricostruzione di Ponte Bianco e Ponte Verde sono entrati nel vivo.
Ad occuparsene è Brussi Costruzioni, società del Gruppo Grigolin, colosso veneto noto per produrre materiali da costruzione. Il progetto del valore complessivo di circa 2 milioni, prevede la ricostruzione completa dei due ponti, il rifacimento delle strutture portanti e il rinnovo dei sottoservizi, degli impianti tecnologici, dei marciapiedi, dei parapetti e dell’illuminazione pubblica. L’obiettivo è di restituire alla città infrastrutture più sicure, efficienti e adeguate agli attuali standard funzionali.
Il cantiere procederà in tre fasi distinte per non bloccare la viabilità cittadina e l’accesso all’area portuale. Durante i lavori sarà sempre possibile percorrere l’infrastruttura, in quanto la demolizione e la ricostruzione procederanno per sezioni.
Ora gli interventi stanno avvenendo sul Ponte Bianco, mentre in autunno prenderanno il via quelli sul Ponte Verde.
La complessità del progetto risiede nella fase della realizzazione delle nuove fondazioni, perché i lavori avvengono sotto il livello del mare ed è necessario pianificarli in base alla bassa e all’alta marea. Durante la bassa marea, le squadre operano direttamente sulla struttura, mentre con l’alta marea entrano in azione operatori subacquei specializzati per la posa dei casseri e l’esecuzione delle lavorazioni più complesse. In questo periodo dell’anno, le condizioni di lavoro migliori si hanno nelle ore notturne e di prima mattina, quando la bassa marea consente di avanzare nella costruzione delle nuove spalle dei ponti.
«Le sfide maggiori emergeranno in autunno con le lavorazioni al Ponte Verde», spiega Simone Casagrande, responsabile tecnico di Brussi Costruzioni. «Sarà necessario intervenire conciliando le lavorazioni con la presenza della viabilità contermine che dovrà continuare a essere garantita, oltre che con l’andamento delle maree. Dovremo lavorare in spazi angusti con macchinari di ridotte dimensioni e ricorrendo a diffuse fasi di lavoro in orario notturno», afferma il responsabile tecnico. Il cantiere lavorerà per circa un anno per rinnovare uno dei principali nodi della viabilità triestina.
Specializzata in infrastrutture (dalle strade agli acquedotti, fino ai ponti e alle gallerie), pavimentazione (sia stradale sia speciale per aeroporti) e movimento terra, Brussi ha portato avanti molte opere nel Nordest. Nel 2025 ha realizzato un fatturato di circa 63 milioni di euro e un Ebitda pari al 13 per cento.
«Negli ultimi anni abbiamo realizzato numerosi interventi infrastrutturali di particolare complessità», dice Casagrande, «tra questi le opere propedeutiche al nuovo terminal dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, il rifacimento di due ponti per la provincia di Padova, il nuovo Ponte delle Galle sul Muson a Loreggia, completato di recente, il Ponte Ottavi a Treviso e la passerella di 50 metri di collegamento all’aeroporto Canova di Treviso».
L’azienda sta completando la realizzazione di un tratto di 20 chilometri della ciclovia n. 21 nella provincia di Venezia, tra Torre di Mosto e Jesolo. Ben presto Brussi sarà impegnata in altri cantieri, come il progetto del Terraglio est, con cui sarà realizzata una nuova viabilità di collegamento tra la zona industriale di Casier e la tangenziale sud di Treviso, a cui si aggiunge la realizzazione di nuove piste ciclabili tra Susegana e San Fior e un sottopasso ferroviario a Castello di Godego. Nel settore autostradale sta svolgendo i lavori nelle aree di servizio di Fratta nord e Fratta sud e guarda ai prossimi interventi legati alla terza corsia dell’A4 nel tratto tra Portogruato e San Donà di Piave.
Per il 2026 l’azienda prevede di mantenersi su volumi di fatturato superiori ai 60 milioni, mentre il portafoglio ordini già acquisito per il 2027 ammonta a circa 40 milioni.
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