Terziario resiliente in Fvg, la guerra porta timori per i prezzi
Differenziale positivo nel quarto trimestre 2025. Regione pronta a eventuali misure straordinarie di sostegno

La guerra entra nella quotidianità delle imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia, con strascichi inevitabili in tema di fiducia. Ma, dalla loro, possono contare su solide fondamenta. Una resilienza costruita affrontando pandemia, crisi energetica e inflazione; un quarto trimestre del 2025 caratterizzato da un clima di aspettativa positiva; il sostegno della Regione che «è pronta a intervenire – se necessario – anche con misure straordinarie di sostegno al sistema produttivo».
Con queste parole l’assessore Sergio Emidio Bini, intervenuto a Pordenone alla presentazione dell’Osservatorio di Confcommercio Fvg, si è impegnato a continuare a sostenere le imprese del terziario. «In uno scenario internazionale che torna a farsi drammaticamente instabile – è il commento del presidente di Confcommercio Fvg Gianluca Madriz, con i colleghi presidenti delle Confcommercio di Pordenone Fabio Pillon, Trieste Antonio Paoletti e con il vicepresidente di Udine Antonio Dalla Mora –, con la nuova guerra e il rischio concreto di un’escalation militare e di nuove tensioni sui mercati energetici, il dato che emerge dal nostro Osservatorio è quello di un sistema imprenditoriale regionale che, pur consapevole delle incognite, non si lascia paralizzare dall’incertezza».
Eccoli, dunque, i dati salienti elaborati da Format research e presentati da Pierluigi Ascani. Alla luce dell’evoluzione del quadro internazionale, i ricercatori hanno esplorato nuovamente il tema della fiducia delle imprese nella propria attività economica per saggiarne la tenuta dopo l’inizio della guerra. Il dato, rispetto allo scenario precedente, scende di due punti (da 55 a 53), ma resta comunque al di sopra della linea di espansione.
L’indicatore relativo ai ricavi passa da 52 a 50. A preoccupare maggiormente sono i prezzi. Al 25 febbraio, le imprese che temevano un peggioramento dei costi praticati loro dai fornitori erano il 33 per cento, oggi la percentuale potrebbe essere pari al 50 per cento. Ma è sul credito terziario del Fvg dimostra la sua solidità. Il 63 per cento delle imprese che hanno chiesto credito nel quarto trimestre 2025 ha visto accogliere interamente la richiesta, contro il 49 percento a livello nazionale.
Il 38, 5 per cento delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi del Fvg ha fatto richiesta di credito per fare investimenti (27,8 per cento a livello nazionale). In diminuzione la percentuale delle imprese che hanno chiesto credito perché in difficoltà: sono state l’8,5 per cento, erano l’11 per cento il trimestre precedente.
Segnali che fanno ben sperare soprattutto nella prospettiva di attrarre i giovani: per un terzo del panel il terziario è un’opportunità concreta, se dimostra dinamismo e valorizzazione delle competenze. «Come sistema dobbiamo fare di più» commentano le Confcommercio regionali.
Da parte sua la Regione osserva con soddisfazione «il forte differenziale rispetto alla media nazionale su indicatori fondamentali come investimenti, ricavi e accesso al credito: un segnale chiaro della maggiore solidità e capacità di crescita delle imprese regionali, frutto anche del lavoro condiviso negli ultimi anni tra istituzioni, categorie economiche e imprenditori».
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