Sereni Orizzonti si allarga: «Obiettivo 15 mila posti letto entro il 2030»
L’azienda di Udine ha chiuso il 2025 con 300 milioni di ricavi consolidati e ora punta a espandersi ancora sia al Sud che all’estero, dove dopo la Spagna guarda alla Gran Bretagna

La prima residenza per anziani risale al 1996. Trent’anni fa, quando il privato, nell’ambito dei servizi residenziali per la terza età, in Italia ancora non esisteva. A farla da padrone era il pubblico, che già allora però faticava a rispondere alle richieste, che negli anni successivi sarebbero aumentate in modo esponenziale. Una traiettoria intuita da un giovanissimo Massimo Blasoni, che decide così, insieme a Giorgio Zucchini (oggi fuori dalla compagine societaria), di aprire la prima residenza. Il claim recita “un’alternativa alla casa di riposo” e la struttura, un ex hotel preso in gestione, si trova in via Podgora a Udine. I posti letto sono sessanta e vanno esauriti nell’arco della prima settimana. «Il paradosso? Quando decidiamo di muovere i primi passi in questo mondo non c’era nemmeno una legge che consentiva al privato profit di operare. Il mercato in Italia era costituito totalmente dall’offerta pubblica e dalla cooperazione sociale», ricorda Blasoni che torna alle origini dell’azienda seduto nel suo ufficio, all’interno dello splendido palazzo Beretta oggi sede di Sereni Orizzonti, un edificio del XVII secolo affacciato su via Vittorio Veneto a Udine che dopo il sisma del 1976 ospitò la Segreteria straordinaria della Regione istituita per accompagnare la rinascita del Friuli.
A trent’anni di distanza, Sereni Orizzonti è arrivata a tagliare il traguardo delle 100 strutture tra Rsa, comunità psichiatriche e per i minori tra Italia e Spagna, Paese dove la società di Blasoni è sbarcata nel 2018 e dove si accinge a rilevare una nuova struttura. Sereni Orizzonti si piazza al primo posto tra le società italiane attive nel settore per crescita del numero di posti letto: mille in più nel 2025 che portano il totale a quota 7 mila. Se si guarda invece ai ricavi, l’azienda friulana – «orgogliosamente friulana», sottolinea Blasoni – si piazza al secondo posto con 300 milioni di ricavi consolidati nel 2025, in decisa crescita sui 250 dell’anno precedente, con un Ebitda del 25%, a sua volta aumentato.
Risultati ai quali, oltre a Sereni Orizzonti, contribuiscono 3A Milano, Lifecare e per oltre 50 milioni la temporary agency “Work on time”, l’unica agenzia generalista con sede legale in Friuli Venezia Giulia. Iniziativa imprenditoriale, quest’ultima, che dimostra una volta in più la poliedricità di Blasoni, che negli anni non si è accontentato di fare l’imprenditore – «di prima generazione» sottolinea con riconoscenza nei confronti dei genitori, papà impiegato, mamma casalinga –: Blasoni si è dedicato anche alla politica, è stato consigliere comunale a Udine, poi in Regione ed è arrivato a un passo dalla candidatura al Senato, poi sfumata tanto da far tramontare le sue ambizioni politiche, ma non i rapporti con i protagonisti di quel mondo, come ben testimoniano le fotografie in bella mostra sul tavolino vicino a lui, ritratto insieme a Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, solo per citarne due.
Dalla politica ai giornali che ha a lungo frequentato (è giornalista pubblicista) da editorialista ma anche da potenziale editore (ha più volte tentato di far sua qualche testata nazionale). E per non farsi mancare nulla ha anche fondato il centro studi di ispirazione liberale ImpresaLavoro e scritto il saggio “Privatizziamo!”.
Scrive ancora? «Molto meno di un tempo, sono molto occupato dall’azienda», racconta Blasoni che traduce quell’impegno ancora in numeri: «Abbiamo una pipeline di sviluppo di 20 nuove strutture da realizzare entro i prossimi quattro anni (tra le prime ce ne sarà una a Monfalcone) e puntiamo a 15 mila posti letto entro il 2030 con forti interventi anche nel Sud del Paese e con un ampliamento ulteriore fuori dai confini nazionali. In Spagna ma non solo. Stiamo guardando ad esempio anche alla Gran Bretagna». Quanto agli ultimi mesi, il proprietario di Sereni Orizzonti ricorda: «Nell’ultimo trimestre del 2025 abbiamo acquisito due Rsa in Lazio per 120 posti letto, e una in Lombardia, a Milano».
Lo sviluppo è sostenuto dal ceto bancario, da operazioni di sales&lease back con i principali fondi immobiliari europei e ora anche da emissioni obbligazionarie e cartolarizzazioni per 200 milioni di euro in fase di preparazione. «Diversamente dalla maggioranza dei competitor - rivendica Blasoni – la nostra peculiarità è di affiancare ad operazioni di M&A, con le quali acquistiamo Rsa già funzionanti, l’attività di sviluppo immobiliare. Cerchiamo i terreni, facciamo la progettazione e costruiamo residenze moderne e innovative».
Residenze che oltre a ospitare gli anziani, per lo più non autosufficienti, in strutture via via più ecosostenibili e domotiche, garantiscono loro livelli sempre elevati di assistenza sanitaria. «Le Rsa – evidenzia l’imprenditore friulane – non sono più case di riposo, ma residenze che oggi assumono connotati molto più sanitari. È una conseguenza naturale della contrazione dell’offerta ospedaliera e della maggiore attenzione all’appropriatezza delle cure. Non ha senso mantenere ricoverato per mesi un anziano in ospedale, con costi molto più elevati – conclude –, se può ricevere un’assistenza adeguata e continua in una struttura protetta».
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