Qualità e origine del vino: il Nord Est certificherà un miliardo di bottiglie
A San Vito al Tagliamento costituito il Polo vitivinicolo del Triveneto con Consorzi e organi di controllo. Pinot grigio delle Venezie, Prosecco Doc e Friuli Doc uniti per competere nel mercato globale

Qualità e origine del vino: il neocostituito Polo vitivinicolo del Nord Est certificherà un miliardo e più di bottiglie.
Ovvero le produzioni annuali della Doc Prosecco, della Doc Pinot grigio delle Venezie, della Doc Friuli e di altre realtà del panorama veneto e friulano.
Ieri a San Vito al Tagliamento, nel Pordenonese, l’inaugurazione ufficiale del nuovo quartier generale, nel ristrutturato palazzo del centro storcio che un tempo ospitava la filiale cittadina della Banca popolare di Vicenza.
Il percorso, avviato una decina di anni fa da Triveneta certificazioni, ha riunito enti di controllo e Consorzi di tutela, con l’obiettivo, ciascuno per le proprie specifiche competenze, di assicurare la conformità ai disciplinari, tutelare i produttori, rafforzare la credibilità delle denominazioni e offrire ai consumatori una garanzia concreta di autenticità, trasparenza e fiducia.
Il Polo rappresenta oggi una quota rilevantissima della produzione vinicola italiana certificata e svolge un’opera di presidio importante in un territorio che copre il 30% dell’imbottigliato nazionale, diventando quindi il più grande sistema coordinato di organismi di controllo e Consorzi del Paese e un modello di governance unico e replicabile.
Nel suo intervento, nell’ambito del convegno svoltosi per fare il punto sulle criticità attuali del settore, Francesco Liantonio, presidente di Triveneta certificazioni, ha illustrato le ragioni alla base dell’istituzione del Polo e la sua centralità come asset nazionale: «Triveneta certificazioni – che oggi opera a supporto di 60 mila viticoltori, 9 mila vinificatori e oltre 22 milioni di ettolitri di vino tra Doc e Igt, per un totale di oltre un miliardo di bottiglie che va sul mercato e che raggiunge quindi altrettanti consumatori – è un esempio virtuoso di come tre organismi di certificazione (Ceviq, Siquria e Valoritalia) si siano uniti per creare un punto di incontro e per certificare e tracciare l’intera filiera della Doc Pinot grigio Delle Venezie. Attorno a questo nucleo si sono poi aggregati gli attori del Polo Vitivinicolo del Triveneto. Quella che inauguriamo è una realtà che può diventare un’esperienza da prendere come modello in tutta Italia, con l’obiettivo di creare sinergie tra Consorzi, istituzioni e organismi di certificazione e presentarsi uniti sul mercato. La vera forza di questo progetto è il fattore umano: competenze che si riconoscono, fiducia costruita nel tempo e una squadra che sceglie di lavorare insieme ogni giorno, al servizio delle imprese, accompagnandole e rendendo più semplice il raggiungimento dell’obiettivo: la qualità certificata».
Con un intervento video, il Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida ha espresso il pieno sostegno al progetto e apprezzamento per il lavoro sinergico svolto dagli enti di controllo, evidenziando il ruolo centrale dell’agroalimentare italiano. «L’Italia - ha detto Lollobrigida - è la prima economia agricola europea e il Triveneto è un pilastro della Dop economy. Per questo continueremo a investire nel settore, eccellenza del sistema italiano riconosciuto in tutto il mondo, valorizzando i prodotti».
A portare i saluti istituzionali anche l’onorevole Emanuele Loperfido in rappresentanza del ministro Luca Ciriani e l’assessore regionale del Fvg all’agricoltura Stefano Zannier.
A fare luce sui temi più attuali per il comparto, come sostenibilità, bio-integrato e certificazioni di territorio, è intervenuto Luca Rigotti, presidente del Consorzio Pinot grigio Doc delle Venezie e del Gruppo di lavoro Vino del Copa-Cogeca.
«Iniziative di collaborazione tra enti come il Polo Vitivinicolo del Triveneto sono oggi più che mai una strada importante da percorrere per fare sistema e presentarci con maggiore coesione, dinamicità e tematiche condivise nei mercati di tutto il mondo - ha spiegato Rigotti - . In questo scenario, ci sono fattori importanti da considerare, a partire dalla sostenibilità ambientale, economica, fino a quella sociale, che, come Consorzio, abbracciamo attraverso la partnership con Wine in moderation, restando in prima linea nella promozione di un consumo moderato e responsabile. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, la creazione di sinergie e di strumenti di coordinamento, secondo noi è la giusta strada per sviluppare questo importante ambito di lavoro, auspichiamo questo tipo di approccio anche per lavorare al tema della certificazione di sostenibilità a livello nazionale».
Rigotti ha infine evidenziato anche il ruolo del segmento low/no alcol nel mercato vitivinicolo: «Il Consorzio Doc Delle Venezie sta portando avanti sperimentazioni sui vitigni resistenti e sul Pinot grigio a bassa gradazione naturale: entrambe queste strade rappresentano una soluzione green». —
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