Ovs, risultati record nel 2025 (+7%) e il dividendo sale del 27%

Le vendite nette raggiungono i 1.746 milioni di euro, Ebitda margin al 12,5%. L’ad Beraldo: «Risultati eccellenti e crescita in tutte le principali insegne»

Giorgia Pacino

«Un anno dai risultati eccellenti con una crescita che ha riguardato tutte le principali insegne e brand». È la sintesi del 2025 di Ovs fatta dall'amministratore delegato Stefano Beraldo, a commento di numeri record registrati dal gruppo nell'esercizio concluso lo scorso 31 dicembre. Le vendite nette raggiungono i 1.746 milioni di euro, in crescita del 7% rispetto al 2024, trainate sia dalla crescita a parità di superfici, superiore al mercato, sia dal consolidamento di Goldenpoint, che nel periodo ha registrato performance molto positive.

Ottimo andamento delle vendite per tutte le principali insegne e brand. In particolare nell’abbigliamento donna e nel beauty, che anche nel 2025 cresce a doppia cifra. Il margine commerciale rettificato sale a 1.033 milioni di euro, +8,8% rispetto al 2024, e l’Ebitda rettificato cresce a 218,2 milioni di euro (+22,9 milioni in aumento dell'11,7%) rispetto al 2024. L’Ebitda margin al 12,5% aumenta di 50 punti rispetto all’anno precedente. L’utile netto rettificato è pari a 89,4 milioni di euro, facendo registrare una crescita di 11,6 milioni di euro (+14,8%) rispetto al 2024.

La generazione di cassa è stata di 90milioni di euro (+21,4 milioni, pari a un aumento del 31,2% rispetto al 2024), con un cash flow return on investment di circa il 26%. La posizione finanziaria netta rettificata scende a 145,9 milioni di euro ed evidenzia un miglioramento anche dopo gli effetti finanziari derivanti dell’acquisizione di Goldenpoint, la distribuzione di dividendi per 27,1 milioni di euro e l’acquisto di azioni proprie per 12,9 milioni. La leva finanziaria si riduce così a 0,7x sull’Ebitda.

Positivo l'avvio del 2026, che mostra fin qui una significativa crescita rispetto al 2025 grazie all’«accoglienza molto positiva» delle nuove collezioni. Alla luce dell’andamento e delle prospettive di crescita previste in termini di marginalità e generazione di cassa, il consiglio di amministrazione ha deliberato di proporre all'assemblea un incremento del dividendo a 0,14 euro per azione, in crescita del 27% sul precedente.

Per Beraldo l'ottima performance 2025 «conferma la validità di un posizionamento basato su qualità, ricerca stilistica e sostenibilità che hanno elevato il valore percepito dei brand, intercettando con efficacia una crescente domanda di prodotti di qualità a prezzo accessibile. Durante l’esercizio - ha aggiunto - Ovs ha continuato a lavorare sulla strategia di sviluppo e valorizzazione del proprio portafoglio di marchi, ognuno con una identità distinta e rivolto a differenti target di clienti».

Significativa la crescita dell’offerta rivolta al mondo femminile, sia nell’abbigliamento che nel beauty, quest'ultimo sostenuto anche dalle aperture di 10 negozi stand-alone Shaka. Upim ha proseguito il suo percorso di crescita anche attraverso l’apertura in location di centro città. Positivo l’andamento di Stefanel. Goldenpoint chiude i primi sette mesi di consolidamento con una crescita delle vendite di circa il 10%, merito per l'ad di «una offerta più contemporanea, coerente con le aspettative dei clienti» e del «rinnovo dello store concept, reso più attrattivo. L'integrazione operativa ha generato le attese sinergie negli acquisti, con un sensibile incremento dei margini».

Centrale resta la valorizzazione dei punti vendita: le vendite dei negozi diretti sono state pari a 1.431,3 milioni di euro (+8,2% rispetto al 2024, corrispondente ad una crescita escluso Goldenpoint del +3,6%). Il canale franchising e B2B ha registrato ricavi per 314,7 milioni di euro. La strategia di internazionalizzazione di Ovs, promette Beraldo, è in accelerazione, supportata da una posizione finanziaria solida e dal successo dell'offerta femminile: nel 2026 è prevista un’espansione nei mercati più promettenti.

Secondo l’analisi del gruppo, il mercato italiano dell'abbigliamento dopo l’inizio del conflitto in Medio Oriente sta mostrando una buona resilienza (+1,6% nel mese di marzo). Sul fronte dei costi, Ovs ritiene di «non essere esposta ad impatti significativi. In particolare, i paesi di provenienza della merce non sono coinvolti e le rotte navali non transitano per lo stretto di Hormuz. Le tariffe dei noli, bloccate nel medio periodo, ancorché suscettibili di aumenti non comporteranno impatti sostanziali sul costo complessivo delle merci». 

Anche sul fronte energetico l’esposizione alle dinamiche di prezzo è minima grazie alla quota di autoconsumo, ad accordi a medio-lungo termine con produttori di energia rinnovabile e ad acquisti forward. Le iniziative legate al prodotto, ai brand, all'espansione del network dei negozi, allo sviluppo di insegne come Shaka e di Goldenpoint, secondo le stime dell’azienda, dovrebbero favorire la crescita delle vendite.

Sul fronte della marginalità l’apprezzamento dell’euro sul dollaro da aprile 2025 ha determinato risparmi sui costi di acquisto delle merci ora in vendita, vantaggi che andranno prevalentemente a beneficio della redditività. Si prevede una generazione di cassa in ulteriore miglioramento rispetto a quella del 2025.

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