Nautica, il settore oggi vale 13 miliardi di euro

Con 168 mila occupati, l’Italia resta leader nella produzione. Export a 4 miliardi. Formenti: «Solidità e visione strategica»

Giorgia Pacino

Migliorano le prospettive dell’industria nautica italiana. Con oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati, in aumento del 5,6%, gli imprenditori del settore registrano aspettative positive in tutti i segmenti. Forti anche di un dato sull’export che consolida la posizione di leadership italiana e conferma la nautica tra i comparti con i maggiori tassi di crescita dell’ultimo decennio: tra novembre 2024 e ottobre 2025 il valore delle esportazioni ha superato i 4 miliardi di euro.

I numeri contenuti nei rapporti “La Nautica in Cifre Monitor – Trend di mercato 2025/2026”, realizzato dall’ufficio studi di Confindustria Nautica e Fondazione Edison, e “Geografie della Filiera Nautica Italiana 2026”, curato dalla Fondazione Symbola, raccontano un settore diversificato, ma solido nei fondamentali. Il segmento superyacht, dopo aver chiuso il 2025 con un aumento di fatturato per il 50% delle aziende e una situazione di stabilità per un altro 25%, registra ora una stabilizzazione dei tassi di crescita nell’attuale portafoglio ordini. Metà dei cantieri mantengono infatti il proprio order book allineato ai livelli di 12 mesi fa e un quarto segnala anche dati in crescita. Tendenza confermata dal Superyacht Global Order Book 2026: a fronte di una riduzione degli ordini mondiali di circa il 4% – passati da 1.138 a 1.093 – la quota italiana è data in crescita di due punti al 52%, con un numero di unità pari a 568 ordini.

Aspettative in miglioramento per la produzione cantieristica fino ai 24 metri: se le stime di chiusura del 2025 riportavano un dato generalizzato di contrazione, dall’indagine attuale emergono trend per l’anno nautico 2025/26 più positivi, con un aumento delle imprese che prevedono una crescita del volume di affari, passate dal 23% al 46%. Meno di un quarto delle società prevede una flessione del fatturato. Confermano un recupero di produttività anche i dati delle reti di vendita di unità da diporto. Il 2025 si era chiuso con previsioni negative per il 62% delle imprese, percentuale scesa ora al 37%. La metà del campione ipotizza una situazione di stabilità e un 13% stima una crescita del fatturato.

Aumentano le risposte positive anche per le aziende del comparto degli accessori e degli equipaggiamenti – salite dal 30% al 39% – e per i motori marini. Per quest’ultimo segmento la metà delle imprese ipotizza una stabilità del volume di affari e la percentuale di chi prevede una crescita sale dal 25% al 38%. Risultati soddisfacenti per le imprese di locazione e noleggio: nel 2025 quasi sei aziende su dieci hanno migliorato i ricavi e, laddove la flessione c’è stata (nel 29% dei casi), è stata contenuta sotto il 10%. Aspettative decisamente positive, infine, per turismo nautico, porti e servizi: tre quarti delle società stimano una crescita del fatturato.

«In un contesto globale caratterizzato da cambiamenti economici e geopolitici rilevanti, la nautica da diporto italiana continua a dimostrare solidità, capacità di adattamento e visione strategica», sottolinea il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti. «Le dinamiche restano differenziate tra i segmenti: la grande nautica cresce, la fascia media tiene, mentre la piccola nautica risente maggiormente della consumer confidence attualmente attenuata da complesse condizioni congiunturali».

Secondo il report curato da Fondazione Symbola, inoltre, la nautica si conferma un potente moltiplicatore economico: per ogni euro prodotto dai cantieri si attivano complessivamente 5,2 euro di valore aggiunto e, per ogni addetto impiegato nel core, si generano 7,1 posti di lavoro lungo l’intera catena. Nonostante l’exploit dell’export, a preoccupare maggiormente gli imprenditori del settore, accanto agli elevati tassi di interesse e agli stock in giacenza, sono oggi le tensioni politiche. Per Marco Fortis, vicepresidente di Fondazione Edison, nell’attuale contesto geopolitico l’industria nautica deve salvaguardare le proprie quote di mercato e mantenere l’eccellenza qualitativa raggiunta in un settore che ha oltre il 50% del mercato globale. «Questo richiede efficacia e qualità eccezionali, non solo per soddisfare il cliente, ma anche per offrire maggiore libertà operativa e margini». 

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