Doc Friuli: rotta su Roma e Napoli
Approvato il programma del Consorzio della più grande denominazione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia. Il presidente Trinco: margini di crescita grazie a quantità e rapporto qualità-prezzo

Oltre alle grandi vetrine mondiali del vino, come il Vinitaly di Verona da poco terminato, oltre le grandi piazze internazionali, la Doc Friuli punta anche sui mercati dietro l’angolo con ancora margini di crescita.
Uno di questi è il Centro e Sud Italia, dove il Consorzio punterà la rotta con il proprio programma di presentazioni e degustazioni, appena approvato dal consiglio di amministrazione.
Napoli e Roma, appunto, e poi ancora Pompei e nuovamente la capitale. Senza comunque dimenticare di presidiare il proprio territorio, vista la partecipazione al Ribolla Gialla Wine Festival a San Vito al Tagliamento e al festival culturale Pordenonelegge.
Una selezione delle 92 aziende consorziate, quindi, sarà dal 17 al 19 maggio a Napoli per il Salone “Vitigno Italia”, giunto alla ventesima edizione.
All’interno del suo programma, lunedì 18 maggio il Consorzio friulano organizza la masterclass “Friulano vs Sauvignon”, dove saranno presentate e messe a confronto diverse espressioni del vitigno autoctono più rappresentativo della regione e di quello internazionale che storicamente si è ben ambientato nel nostro territorio.
Relatore sarà Tommaso Luongo, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier (Ais) della Campania.
Si passa quindi a metà settembre con la partecipazione al Vinoforum di Roma e, spostandosi nuovamente in Campania, con l’evento “Pompeii, dell’antichità della vite e del vino - parco archeologico”.
Il programma annuale si conclude con l’anteprima della nuova vendemmia di Vitigno Italia sempre a Napoli a metà novembre e al Bollicine Wine Fest in Villa Piccolomini a Roma a inizio dicembre.
Come detto, il Consorzio Doc Friuli presidia anche il proprio territorio, quale protagonista del Ribolla Gialla Wine Festival a San Vito al Tagliamento dal 30 maggio al 2 giugno e con la selezione per l’edizione 2027 della guida Vini Buoni d’Italia.
«Il vino friulano deve guardare a nuovi mercati esteri, senza però trascurare quelli più vicini e che già conoscono la nostra produzione – commenta il presidente Stefano Trinco –. La Doc Friuli vanta due leve competitive strategiche: la quantità e il rapporto qualità-prezzo e ha quindi ancora interessanti margini di crescita proprio nel mercato domestico italiano».
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