Mido 2026 si inaugura il 31 gennaio: espositori da 50 nazioni nei padiglioni rinnovati

Il cuore pulsante della fiera dell’occhialeria a Fieramilano sarà la “Fashion square”. Gli impenditori del distretto bellunese: «Alla fiera non si manca, qui si fanno gli affari»

La redazione

Sono previsti circa 1.200 espositori da 50 paesi, con 140 new entry e visitatori da oltre 160 nazioni. Questi i numeri della 54ª edizione di Mido, il più grande evento internazionale dell’occhialeria, in programma dal 31 gennaio al 2 febbraio a Fieramilano Rho.

La Fashion Square, cuore pulsante del Padiglione 1, si presenterà completamente rinnovata. Nel padiglione 4, la piazza sarà animata da un’installazione dedicata a DaTE (mostra che si terrà a Napoli, 12–14 settembre). Nei Padiglioni 2 e 4 torna l’iconica area Design, hub di sperimentazione e creatività: qui arriveranno espositori in crescita e nuovi ingressi, compreso il passaggio di alcuni brand che lasciano l’Academy per approdare in quest’area. L’Academy, confermata al Padiglione 6, rafforza la sua missione di acceleratore per i giovani marchi e ospiterà oltre 90 aziende. La sezione Start Up vedrà la partecipazione di circa 20 nuove realtà pronte a presentare progetti e soluzioni all’insegna dell’innovazione.

Il programma di incontri, approfondimenti e workshop di Mido prevede circa 20 appuntamenti con giornalisti, attori, sportivi, esperti di sostenibilità, analisti di mercato e rappresentanti del settore medico e ottico. Tra i temi centrali che saranno trattati la responsabilità sociale, i trend di mercato, i comportamenti d’acquisto e le prospettive del mercato USA.

Mido si svolgerà a pochi giorni dall’inaugurazione delle Olimpiadi, in una città in pieno fermento. Per questo il salone ha predisposto una serie di strumenti per facilitare l’organizzazione del proprio soggiorno a Milano, tra cui un tool di prenotazione online, che permette di organizzare viaggio e alloggio in pochi clic per garantirsi esperienze uniche, i servizi dedicati agli ottici italiani, come i treni gratuiti che si possono prenotare, mappe della città per vivere Milano tra cultura, food e shopping e l’esclusivo YesMilano City Pass, che riserva uno sconto del 10% a tutti i possessori del pass di Mido su trasporti pubblici, accesso al Duomo e ai principali musei cittadini.

Al padiglione 6, infine, nuovo allestimento per la mostra “The Lens of Time”, ideata da Anfao, che ripercorre l’evoluzione dell’occhiale dalle origini ai giorni nostri, mettendone in luce valore culturale, artigianale e di stile.

Parlano gli imprenditori di settore

In ordine orario Marco Castellani, Elvio Reolon, Alessandro De Vecchi e Lara D'Alpaos
In ordine orario Marco Castellani, Elvio Reolon, Alessandro De Vecchi e Lara D'Alpaos

«A Mido siamo presenti da 40 anni, dal 1985. Per noi è l’appuntamento più importante dell’anno perché non si tratta solo di una vetrina, lì si fanno affari». Marco Castellani, classe 1968, è il titolare dell’omonima azienda creata dal padre Danilo nel 1967 e che si caratterizza per il 100% di made in Italy dei suoi prodotti. «Per una piccola impresa come la nostra», dice Marco, «è fondamentale farci vedere dai nostri clienti almeno due volte all’anno, a Milano con Mido e a Parigi con Silmo. Da soli non potremmo certo girare tutto il mondo in cui abbiamo clienti, mentre tutti ci trovano in fiera. Ed è l’occasione per scambiare idee, firmare ordini e bere un buon prosecco con i clienti, che sono ormai un migliaio di ottiche fra Italia e estero, in 47 Paesi».

«Siamo molto flessibili nel realizzare singoli modelli o intere collezioni su richiesta e disegno della stessa clientela. Il nostro segreto? Fare un prodotto classico», spiega, «che vendiamo sempre; non abbiamo ovviamente le dimensioni per fare tendenza, per imporre una moda, ma sappiamo fare occhiali di qualità, dallo stampo al prodotto finito, e sappiamo farli bene, tutti rigorosamente in Italia».

Una dozzina di dipendenti 1,5 milioni di fatturato nel 2025 (circa l’85% all’estero), marchi propri come Castellani, Sover, Noend, I borghesi, e Manila Grace in licenza, 180 mila paia di occhiali prodotti all’anno, una clientela affezionata e un unico grande cruccio. «Il lavoro non manca, anzi, siamo sommersi in questo periodo; ma non posso crescere di più a causa delle tasse, che si mangiano gran parte di quello che paghiamo ai nostri dipendenti, e della burocrazia che è asfissiante».

«Mido è per l’occhialeria l’evento più importante dell’anno, in assoluto: una manifestazione internazionale, coinvolgente, bella, concreta, completa, che unisce la possibilità di esprimere la propria creatività ed anche di trovare clienti in tutto il mondo»: Lara D’Alpaos (classe 1984) di Trichiana è laureata in architettura e ha iniziato a lavorare nel mondo dell’occhiale nel 2010. «La collezione Lara D’», spiega, «rappresenta il mio modo di essere libero e visionario. Sono un architetto innamorato del design industriale, rigoroso e innovativo insieme. Il progetto Lara D’ cresce con me, le mie aspirazioni e le mie esperienze nel mondo. La Mido? Partecipo dal 2012, perché è l’occasione per una giovane imprenditrice, com’ero allora, per farsi conoscere e apprezzare da un pubblico internazionale».

Oltre alla sua linea, Lara è attiva nel private label; ed esporta in particolare in Germania, con gruppo d’acquisto di 600 negozi, e in Canada di 200. Fa parte del cda di Anfao e fattura circa un milione di euro, di cui il 15/20% in Italia. E sulle prospettive dell’anno dice: «Io sono ottimista per natura, altrimenti non farei l’imprenditrice; ma è chiaro che non si può prescindere, in un settore come il nostro vocato all’estero, dalle dinamiche geopolitche in atto».

Arriveranno alla Fiera di Milano Rho, per Mido, con la loro Fiat 500 F del 1967, Yachal Mom, olandese, e Alessandro De Vecchi, bellunese, i due soci di Mad in Italy, azienda di Alano di Piave. La creatività è sempre stato il lato distintivo di questa azienda, che finora ha puntato molto sul colore. «Ma quest’anno», anticipa De Vecchi, «a Mido presentiamo anche l’altra faccia della nostra azienda, ovvero il marchio “Bricola”, che si rifà alla Venezia del 1500, con la nebbiolina che sale dai canali. Colori nero e avana, in acetato, vogliamo presentare una collezione tipicamente italiana, ben riconoscibile e con una fascia di prezzo al pubblico più contenuta, sui 150 euro, rispetto alle nostre altre collezioni in titanio».

«Mido», prosegue De Vecchi, «è l’unica vera tappa essenziale a livello globale. Una fiera che fa la differenza, dove i buyer vengono a trovare i marchi e scelgono fra una immensa varietà di proposte. Per questo noi cerchiamo di caratterizzarci in maniera molto chiara e identificabile. L’identità veneta la sottolineiamo anche per contrastare marchi spagnoli che si stanno allargando sul mercato e stanno iniziando a fare una vera concorrenza».

Mad in Italy ha chiuso il 2025 con un fatturato di 12 milioni di euro, in un bilancio che consolida anche altre aziende della holding.

Dalla Fiat alla Lamborghini il passo è breve: basterà spostarsi allo stand della Polar di Elvio Reolon. «Abbiamo acquistato la licenza mondiale per questo glorioso marchio da Tonino Lamborghini, figlio del mitico Ferruccio», annuncia Elvio Reolon, titolare dell’azienda Revert che produce la Polar, «ed è chiaro che daremo ampio spazio a questa collezione alla prossima Mido, che ci vedrà presenti come sempre, evento imprescindibile per noi». «È un impegno importante», prosegue Reolon, «ma i risultati ripagano di tutto; merito in particolare del nostro gruppo di lavoro, che ringrazio per la competenza e la dedizione nel trattare con tantissimi clienti».

Cinquanta collaboratori, 10 milioni di fatturato (80% all’estero) e una considerevole visibilità, Revert è un’azienda affermata da anni nel settore e specializzata in particolare in particolare nel clip on. «Si tratta di una mascherina che aderisce alla montatura grazie a una calamita, trasformando in un attimo un occhiale da vista in uno da sole. I materiali ci consentono oggi di avere montature leggere e con minimi spessori, così da rendere esteticamente molto gradevole questa soluzione, che consente di avere due occhiali in uno. Siamo stati i primi a proporli e oggi siamo leader in questo mercato». —

 

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