Mezzo miliardo di ricavi e portafoglio record, il grande salto di Icop

Il fatturato aggregato 2025 beneficia delle due operazioni di M&A messe a segno durante l’anno. Le commesse acquisite valgono 1,5 miliardi. Tra i cantieri anche quelli al porto di Trieste

Maura Delle Case

Continua la sua corsa Icop, società di ingegneria del sottosuolo tra i principali operatori europei in ambito di fondazioni speciali e microtunneling. Grazie a una consistente crescita organica e a due acquisizioni messe a segno nel corso del 2025 – Atlantic Geoconstruction Holdings (AGH) negli Stati Uniti e Palingeo in Italia – il gruppo con quartier generale a Basiliano, quotato a Piazza Affari, compie un decisivo salto dimensionale con ricavi aggregati che nel 2025 superano il mezzo miliardo, attestandosi a 505,2 milioni, un Ebitda aggregato rettificato di 93,2 milioni e un backlog che si attesta a quasi 1,5 miliardi.

 

L’effetto delle due acquisizioni sui conti si vedrà pienamente solo alla fine dell’anno in corso, quando sia Agh che Palingeo rientreranno nel perimetro di consolidamento per tutti e dodici i mesi a differenza del 2025, per il quale il contributo delle due prende il via all’indomani del closing e vale rispettivamente nove e quattro mesi. Contributo dunque parziale ma già di grande rilievo: i ricavi consolidati di Icop l’anno passato si sono attestati a 428,3 milioni, in crescita del 135% rispetto al 2024, l’Ebitda rettificato è stato pari a 84,6 milioni (+108%), l’Ebitda margin rettificato al 20,3% e il risultato netto rettificato a 36,6 milioni (+92%).

Alla luce dei risultati ottenuti, il consiglio di amministrazione, contestualmente al progetto di bilancio ieri ha approvato di sottoporre all’assemblea degli azionisti, in programma per il prossimo 7 aprile 2026, una proposta di distribuzione di un dividendo pari a 0,14 euro per azione in circolazione con stacco della cedola il 13 aprile, record date il 14 e data di pagamento il 15 dello stesso mese.

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Basiliano. La sede dell’impresa di costruzioni Icop a Basiliano

«Il 2025 conferma un percorso di crescita organica solido e continuo, sostenuto da un backlog record che ci offre visibilità pluriennale e basi robuste per il futuro – ha dichiarato l’amministratore delegato Piero Petrucco che ha voluto ringraziare tutti i collaboratori (oltre 1.100) del gruppo –. Abbiamo ampliato la nostra presenza internazionale mantenendo disciplina esecutiva e selettività nelle scelte industriali. Nel corso dell’anno abbiamo dimostrato concretamente l’efficacia della strategia di aggregazione: l’ingresso di realtà altamente specializzate, con cui condividiamo cultura tecnica e visione di lungo periodo, sta rafforzando il Gruppo e generando sinergie operative e commerciali tangibili; cresciamo integrando competenze».

Tornando ai conti, le attività specialistiche di ingegneria del sottosuolo incidono per l’84% del totale, mentre quelle come impresa generale per il 16%. Sotto il profilo geografico, l’Italia pesa per più della metà, l’America per circa un quarto e l’ Europa (prevalentemente Germania e Francia) per la rimanente parte.

Il patrimonio netto ha superato 131 milioni, con un incremento del 45%. L’indebitamento finanziario netto rettificato si è attestato a 129,6 milioni. L’aumento è riconducibile da un lato alle acquisizioni, dall’altro allo sviluppo e alla realizzazione di RoboGO, il sistema robotico semi-sommergibile per la manutenzione portuale, che ha richiesto 20 milioni di investimenti.

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Le operazioni al Molo Settimo del porto di Trieste (Silvano)

Il gruppo sta portando avanti diversi cantieri molti dei quali in opere di rilievo come, in ambito fondazionale, le attività per la Linea 18 del Grand Paris Express a Parigi, su quello marittimo, i cantieri Noghere, Molo VI e Molo VII, nonché nelle attività nell’area della Ferriera di Servola, funzionali al futuro Molo VIII, inclusa una partnership con Hhla Plt il cui iter procedurale è in fase avanzata. Un impegno, quello di Icop al porto di Trieste, che promette di generare ricavi per i prossimi 15 anni.

Guardando agli Usa, Agh costituisce una piattaforma strategica per l’espansione in un mercato geotecnico da 36 miliardi di dollari nel quale Icop ha già iniziato a posizionarsi con commesse eseguite, tra gli altri, per la SpaceX Launch Station in Florida.

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