Mercosur, il Parlamento europeo frena: via libera rinviato alla Corte di giustizia
L’Eurocamera stoppa von der Leyen. Esultano gli agricoltori del Nord Est. Confindustria: «Siamo perplessi»

Si ingarbuglia la vicenda dell’accordo Ue-Mercosur. A pochi giorni dalla firma della presidente della Commissione Ursula von der Leyen in Paraguay, dopo 25 anni di trattative, il Parlamento europeo ieri, con una decisione a maggioranza e uno scarto di 10 voti, ha rinviato l’impianto dell’accordo alla Corte di Giustizia per verificarne la conformità ai Trattati, prendendo tempo sulla ratifica.
La risoluzione presentata dalla Sinistra e sostenuta in modo trasversale da eurodeputati di diversi gruppi, inclusi i Patrioti che comprendono la Lega, è passata con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astensioni.
Alla vigilia del voto i Popolari e i Socialisti si erano schierati per la difesa dell’intesa, mentre i Liberali si erano detti a favore di ricorrere alla Corte.
Tuttavia durante il voto di ieri, Ppe, S&D e Renew si sono spaccati e a prevalere sono state le logiche nazionali. Si sono divise, e non è la prima volta che accade, anche la maggioranza di governo e l’opposizione italiane, con la Lega, il M5S e Avs a favore del ricorso, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Pd contrari.
Cosa succederà adesso? La Corte di giustizia dovrà valutare la base giuridica dei due testi che costituiscono il patto con Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay: l’accordo di partenariato Ue-Mercosur e l’accordo commerciale provvisorio, che tecnicamente può comunque entrare in vigore in via temporanea, su iniziativa della Commissione.
E questo è il nodo politico su cui si gioca la delicata partita: ovvero se la Commissione Ue, sostenuta dagli Stati membri che hanno votato a favore, andrà avanti in ogni caso, senza attendere il pronunciamento dei giudici.
In una nota la Commissione ha espresso «profondo rammarico» per la decisione del Parlamento e ha annunciato che «si consulterà con il Consiglio e i deputati prima di decidere le prossime mosse». Mosse che potrebbero ulteriormente agitare le forze politiche di Strasburgo e Bruxelles.
La decisione dell’europarlamento ha avuto riverberi a Nord Est. Da un lato gli agricoltori - che martedì avevano manifestato la loro forte contrarietà al Mercosur proprio a Strasburgo - gongolano. Dall’altro gli industriali esternano grande preoccupazione per la piega che hanno preso le cose.
Secondo Coldiretti Veneto e Coldiretti Fvg la decisione «rappresenta una risposta politica alle follie della presidente von der Leyen e della sua ristretta cerchia di tecnocrati che hanno tentato di imporre un accordo cancellando ruolo, dignità e potere dell’europarlamento».
Coldiretti parla di «un primo passo importante ottenuto dalle mobilitazioni degli agricoltori. Il Parlamento europeo impedisce una forzatura pericolosa e riafferma il proprio ruolo costituzionale».
Plaude anche Confagricoltura Verona. «Il voto dell’europarlamento è in linea con la posizione che Confagricoltura ha sempre difeso e mostra chiaramente quanto questo accordo sia divisivo e non vantaggioso per l’agricoltura italiana ed europea», commenta il presidente Alberto De Togni.
Diametralmente opposta la visione confindustriale. «Siamo perplessi rispetto a un voto che presta il fianco a scelte conservative per singoli settori invece di guardare al bene complessivo e allo sviluppo della influenza dell’Unione europea nel mondo - dichiara Barbara Mastrotto, Advisor internazionalizzazione e attrazione investimenti di Confindustria Veneto - . Rinviare il testo dell’accordo all’esame della Corte di giustizia, non fa che allungare di mesi la sua attuazione definitiva. Nel frattempo, sarebbe necessario procedere in via provvisoria. Ci aspettiamo che la Corte agisca in tempi brevi per evitare lo stallo per una votazione che ha l’unico scopo di ritardare, di far passare tempo prezioso. Si tratta di un accordo strategico per l’industria veneta, in grado di dare nuova spinta alle filiere e di incidere sulle catene globali del valore in un’area ad alto potenziale di sviluppo».
Sulla stessa lunghezza d’onda Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine. «Per il Friuli Venezia Giulia - osserva Pozzo - regione orientata all’export e caratterizzata da una manifattura d’eccellenza, il Mercosur apre prospettive concrete di crescita, proprio mentre alcuni mercati storici si chiudono o si stanno chiudendo. La Corte di giustizia europea allungherà i tempi dell’entrata in vigore, non si sa di quanti mesi. Ma la situazione geopolitica è molto complessa e bisogna agire. C’è instabilità generale, i mercati ne risentiranno, gli investimenti diminuiscono e l’economia rischia una frenata. È vero, l’agricoltura protesta, ma la bilancia Mercosur pende dalla parte della positività per il sistema economico italiano ed europeo».
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