Materie prime strategiche, Ue premia i progetti veneti

Alkeemia e 9-Tech tra i cinque finalisti italiani del Critical raw material act per l’impianto di purificazione della grafite e quello di riciclo dei pannelli solari. L’obiettivo è ridurre la dipendenza europea dall’approvvigionamento esterno

Arianna Salvatori

Alkeemia e 9-Tech. Due dei cinque progetti selezionati dalla Commissione Europea nell’ambito del Critical raw material act, sono veneti. La normativa, entrata in vigore nel 2024 ha come obiettivo quello di ridurre la dipendenza dell’Europa dall’approvvigionamento di materie prime critiche essenziali per l’industria e la transizione green.

Nella prima call, terminata nel 2025, erano stati scelti quattro progetti italiani, tra cui Recover-It, promosso dalla padovana Circular Materials. A questo giro, secondo fonti del Sole 24 Ore, se ne aggiungono altre due.

 

9-Tech, fin dalla sua fondazione nel 2020, ha iniziato a lavorare alla realizzazione di un impianto pilota per il riciclo di pannelli fotovoltaici. Nel 2024, finita la sperimentazione, è stato avviato l’iter autorizzativo per la realizzazione di un vero e proprio impianto industriale a Meolo. Iter che si è concluso positivamente l’anno scorso.

«Ora siamo alla ricerca di investitori», racconta il Ceo e fondatore Pietrogiovanni Cerchier. «Questo sicuramente è un riconoscimento che ci può supportare».

I pannelli fotovoltaici hanno una vita utile di circa 25 anni, range che con l’aumento di grandinate e di eventi catastrofici, diventa anche inferiore. «Attualmente le tecnologie prevedono di macinare il pannello e recuperare principalmente la cornice di alluminio e il vetro», spiega Cerchier. «Noi abbiamo invece sviluppato un processo che vuole valorizzare tutti i materiali, in particolare quelli critici e strategici, come il silicio e l'argento».

Per quanto riguarda il silicio, l’Ue ne consuma circa 400 mila tonnellate l’anno e ne importa circa l’85%, principalmente da Cina, Brasile e Norvegia. La produzione dell’argento, invece, è concentrata soprattutto in Messico, Cina e Perù. «L’argento al momento non è strategico, ma lo sarà a breve», spiega Cerchier. «Gli Stati Uniti l'hanno già inserito nella loro lista». Questo viene infatti utilizzato per la produzione di pannelli solari e nell’elettronica. Inoltre, è un materiale eccellente per la gestione del calore, e viene dunque utilizzato nei sistemi di raffreddamento, come quelli utilizzati per i data center. «Il nuovo impianto», sottolinea il Ceo, «con una capacità di trattamento di 4.000 tonnellate/anno di pannelli fotovoltaici, dovrebbe recuperare annualmente circa 100 tonnellate di silicio, 28 di rame, 600 di alluminio, 1,2 di argento e 2.600 di vetro».

Il progetto di Alkeemia, uno dei maggiori produttori europei di acido fluoridrico e fluoroderivati, si chiama PureGraph. E riguarda l’avvio, a Porto Marghera, di un impianto dedicato alla purificazione della grafite naturale, materiale destinato alle batterie, alle tecnologie dell’idrogeno, all’elettronica e ad altre applicazioni avanzate. Il macchinario dovrebbe espandere gradualmente la propria capacità di purificazione della grafite, aumentando la capacità fino a 20 mila tonnellate l’anno entro il 2030.

Al momento, è la Cina il fornitore dominante di grafite purificata per l’Unione Europea. Secondo i dati di World Integrated Trade Solution, nel 2024 ne ha importate 127 mila tonnellate. Si tratta del primo importatore, seguito dagli Stati Uniti, con 115 mila tonnellate.

E di queste 127 mila tonnellate, il 66% è stato importato proprio dalla Cina. L’obiettivo dell’Europa, è far sì che entro il 2030, nessun paese terzo costituisca da solo più del 65% dell’approvvigionamento di queste materie prime critiche.

 

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