Luve spinge su data center e AI: firmato accordo da 100 milioni

Il gruppo quotato, che ha stabilimenti in Veneto e in Friuli Venezia Giulia (ex Refrion), rafforza la strategia nelle tecnologie per il raffreddamento ad alta efficienza

La redazione
Lo stabilimento ex Refrion di Talmassons, oggi nel gruppo Luve
Lo stabilimento ex Refrion di Talmassons, oggi nel gruppo Luve

Luve, gruppo quotato allo Star, accelera nel mercato strategico dei data center e dell’intelligenza artificiale.

Il gruppo italiano specializzato nei sistemi di scambio termico che ha uno stabilimento anche in Friuli Venezia Giulia, la ex Refrion di Talmassons, ha annunciato la firma di un accordo quadro pluriennale con un hyperscaler globale per la fornitura di tecnologie di raffreddamento ad alta efficienza.

L’intesa, il cui valore potenziale supera i 100 milioni di euro nei primi due anni, rappresenta un passo significativo nella strategia di crescita del gruppo, sempre più orientata verso applicazioni ad alto contenuto tecnologico e a maggiore marginalità.

Il contratto resta legato all’effettiva esecuzione dei progetti e alle richieste del cliente, ma evidenzia una pipeline di business rilevante in uno dei segmenti più dinamici dell’economia digitale.

Il cuore dell’accordo riguarda la fornitura di soluzioni di raffreddamento per data center di nuova generazione, infrastrutture caratterizzate da elevata densità computazionale e da un crescente utilizzo di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.

La crescente diffusione di modelli AI e servizi cloud sta infatti determinando un forte aumento della domanda di capacità di calcolo, con conseguente necessità di sistemi di raffreddamento sempre più efficienti per garantire prestazioni, sicurezza e sostenibilità energetica.

Il settore dei data center rappresenta oggi uno dei principali driver di crescita per l’industria Hvacr (tecnologie per climatizzazione, refrigerazione).

In questo contesto, Luve punta a consolidare il proprio ruolo nelle applicazioni di raffreddamento critiche, dove competenze ingegneristiche e innovazione tecnologica costituiscono barriere all’ingresso rilevanti.

L’accordo con un hyperscaler – categoria che include i grandi operatori globali del cloud – rafforza ulteriormente la visibilità internazionale del gruppo e ne conferma la capacità di competere su scala globale.

L’intesa si inserisce in una strategia di medio-lungo periodo focalizzata su sostenibilità ed efficienza energetica. I data center, infatti, sono tra le infrastrutture più energivore e richiedono soluzioni avanzate per ridurre l’impatto ambientale.

«Questo accordo fa parte della nostra strategia verso obiettivi di medio e lungo termine e conferma la solidità del nostro posizionamento nel settore delle applicazioni di raffreddamento critiche, nonché la nostra capacità di supportare i clienti nella transizione verso infrastrutture di data center più sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico» ha spiegato Matteo Liberali, presidente e ceo di Luve.

Luve, con unità produttive in Veneto e Fvg, già terzo operatore mondiale e secondo in Europa nel settore degli scambiatori di calore ad aria, punta a sfruttare questo trend per rafforzare la propria presenza nei mercati tecnologici più avanzati, facendo leva su una rete produttiva globale e su investimenti continui in ricerca e sviluppo.

L’operazione segnala un cambio di passo per il gruppo italiano, che consolida la propria esposizione a un segmento ad alta crescita come quello dei data center.

Se confermato nei volumi previsti, l’accordo potrebbe contribuire in modo significativo ai ricavi dei prossimi esercizi, migliorando al contempo il posizionamento competitivo di Luve in un mercato sempre più guidato dalla rivoluzione digitale e dall’intelligenza artificiale. —

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