Linea Fabbrica arriva a 37 milioni con le commesse per le Olimpiadi

Quasi 6 mila i pezzi realizzati per l’evento sportivo di Milano-Cortina. I ricavi del gruppo nel 2025 sono cresciuti del 25% in Italia

Maura Delle Case

Quasi 6.000 sedute, l’anno scorso, Linea Fabbrica le ha spedite a Cortina. Destinate all’allestimento delle zone lounge e degli uffici allestiti in occasione delle Olimpiadi invernali. Una maxi commessa che ha contribuito a spingere in alto la quota di ricavi generata in Italia dall’impresa di Manzano e dal relativo gruppo di circa il 25% rispetto all’anno precedente. Segno più, quello registrato sul mercato interno, che ha più che compensato i contraccolpi che il settore legno-arredo ha pagato invece sui mercati internazionali, ancora fortemente instabili.

Il gruppo Linea Fabbrica ha chiuso il 2025 con 37 milioni di ricavi totali, in crescita di due milioni sull’anno precedente e come detto con un significativo contributo del mercato domestico. La compagnia, presieduta da Massimiliano Zamò, oggi conta su cinque società (4 in Italia, tra Manzano e Parma, e una in Francia), 23 mila metri quadrati tra di superfici produttive ed espositive, 600 mila sedute prodotte l’anno da 70 dipendenti e distribuite in oltre 60 Paesi del mondo e settori: dalle sedute per ufficio a quelle per stadi e centri sportivi, ma anche a scuole, università, navi, traghetti, aeroporti, stazioni, hotel e ristoranti, teatri, spazi medicali e produttivi. Insomma, una seduta per ogni tipo di esigenza. Versatilità che deve aver attirato l’attenzione di uno dei fornitori delle Olimpiadi di Milano-Cortina spingendolo a contattare Linea Fabbrica.

«Abbiamo ricevuto una richiesta sulla più generale delle nostre email, dove arriva di tutto, poteva anche finire in spam. Fortunatamente l’abbiamo vista e tempestivamente abbiamo risposto».

Un fattore, la tempestività, che a sentire Zamò è stato decisivo, almeno quanto la qualità e le certificazioni che accompagnano i prodotti. «Da settembre a dicembre abbiamo consegnato due lotti per un totale di 5.732 pezzi di cui oltre 3 mila erano poltroncine per le zone comuni, dalle lounge alle aree ristoro, 1.500 erano sedute operative destinate a uffici, 300 divani anch’essi per aree comuni e infine circa 800 pezzi di complementi d’arredo» fa sapere Zamò, soddisfatto del risultato, messo a segno in pochi mesi, e dell’ennesima occasione di visibilità per il gruppo e il suo brand Nahu a livello internazionale.

Oggi la quota export si è attestata a circa il 75% con l’Europa a farla da padrona, ma Linea Fabbrica lavora anche per diversi Paesi extraeuropei e più volte, in anni recenti, ha firmato rilevanti commesse in Medio Oriente. Dai divani per Expo Village di Dubai, nel 2020, agli imbottiti per le zone silver, gold e vip lounge dello stadio King Abdullah Sports City Stadium, a Gedda, in Arabia Saudita, a fine 2023 per il campionato mondiale di calcio dei club.

Nonostante la ripetuta presenza sui mercati dell’area, l’azienda non ha accusato scossoni a causa della crisi in corso. «Diciamo che un po’ di sofferenza su quei mercati si sente già da qualche anno – spiega Zamò – da un lato per via della sauditizzazione delle produzioni, dall’altra per i tempi troppo brevi che caratterizzano le commesse. Detto questo non è un’area che intendiamo abbandonare, anche in questo momento abbiamo in corso dei progetti, che com’è ovvio stanno andando al rilento. Non ha comunque un peso tale da incidere negativamente sul nostro fatturato. Paghiamo ovviamente tutto il resto: i contraccolpi sulla supply chain e l’aumento del costo dell’energia».

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