LegnoArredo, il Nord Est traina le esportazioni: superati i tre miliardi
Veneto in crescita del 4,2% con un’incidenza su totale Italia pari al 23%. Fvg su dell’8,2%. Claudio Feltrin: «Portare a casa un segno positivo, seppur piccolo, è una buona notizia»

Aziende del Nord Est protagoniste nell’export del LegnoArredo nei primi sei mesi del 2025. Il settore manda in archivio un anno positivo, nonostante dazi, guerre e tensioni geopolitiche. Il fatturato nazionale alla produzione è stato infatti pari a 52,2 miliardi, registrando una crescita dell’1,3% rispetto al 2024.
«Numeri positivi, inaspettati ad inizio 2025, quando l'annuncio dei dazi americani aveva preoccupato tutti», precisa il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, «portare a casa un segno positivo, seppur piccolo, è una buona notizia. A contribuire è stato anche l’andamento del mercato interno, grazie ad alcuni incentivi fiscali legati alla riqualificazione del patrimonio immobiliare, con una maggior spinta del non residenziale».
Il segmento è cresciuto dell’1,8%, raggiungendo i 32,9 miliardi. Il macrosistema arredamento italiano raggiunge nel 2025 un fatturato alla produzione di 27,7 miliardi (+0,6% sul 2024). La crescita della produzione destinata al mercato interno (13,5 miliardi, +2,1%) compensa la lieve flessione delle esportazioni (14,2 miliardi, -0,8%).
Il macrosistema legno (compreso il commercio legno) cresce del 2%, raggiungendo un fatturato di 24,5 miliardi. Il dato però è determinato in parte dall’andamento dei prezzi e da una ripresa delle esportazioni (5,2 miliardi, +3,8%). Il mercato interno (19,3 miliardi) registra un +1,5%. «I dati certificano la filiera del Nordest e italiana, pur alle prese con un contesto articolato, complesso e incerto», aggiunge Feltrin, di ritorno dal lancio del Salone del Mobile a Milano, «ha saputo mettere in campo strategie e azioni di adattamento e sviluppo che si sono tradotte in una sostanziale tenuta».
Secondo i dati diffusi dal Centro Studi di FederlegnoArredo l’export della filiera LegnoArredo per il Veneto è stato pari a 1,85 miliardi nel periodo gennaio-giugno 2025 (+4,2% sullo stesso periodo del 2024), con un’incidenza su totale Italia pari al 23%. Per il Friuli Venezia Giulia l’export semestrale è stato pari a 1,19 miliardi, in crescita dell'8,2% sull’anno prima (il 14,8% rispetto al nazionale).
A fine 2024 in Veneto le imprese sono 6.204 (tra legno, arredo, mobili e illuminazione) per 45mila lavoratori, in Fvg sono 1.657 aziende per oltre 18mila dipendenti. A livello nazionale sono stabili le esportazioni (+0,4%) che si attestano a 19,3 miliardi (37% del totale) pur mostrando segnali di debolezza in alcuni mercati strategici come Francia e Stati Uniti.
«Per quanto riguarda i mercati esteri», aggiunge il presidente, «il nostro Centro studi sui dati aggiornati ad ottobre scorso evidenzia un andamento di sostanziale tenuta, confermando il peso strategico dell’export sui risultati del settore». Di particolare interesse nella top 10 delle esportazioni la Germania, che nei primi dieci mesi 2025 torna con un segno positivo (1,7 miliardi; +1%), mentre si registra ancora la debolezza della Francia (2,5 miliardi; -1,3%) che dopo il biennio 21-22 di forte espansione, rallenta nonostante un lieve recupero negli ultimi mesi. Gli Stati Uniti segnano un -2,5% (1,7 miliardi), dopo il rimbalzo del 2024, con un andamento mensile influenzato dall’anticipazione degli acquisti nei mesi primaverili in vista dei dazi.
Scende anche la Cina, grazie anche alla politica che invita a comprare prodotti locali. Federlegno chiede controlli serrati sull'import dal paese asiatico, che spesso non rispetta le normative europee. Feltrin si dice poi fiducioso dell'accordo sottoscritto tra Unione Europea e India, che aprirà l'accesso ad un mercato di 1,5 miliardi di persone, ma invita a fare attenzione.
Il pericolo è che si trasformi in un nuovo Mercosur, dove il taglio dei dazi annunciati in origine, si è poi fortemente dimensionato nel corso delle diverse stesure. «E per il 2026 non possiamo certo dire che ci troviamo di fronte a una ripresa strutturale e che possiamo sentirci al riparo dalle turbolenze» , conclude il presidente Feltrin.
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