La corsa di HiRef ai data center Firma il più grande hub digitale
Infrastruttura da 28 milioni di euro vicino a Roma per una società pubblica, l’impianto, costruito in cinque settimane, avrà una capacità di 200 rack. Il progetto garantisce il funzionamento operativo anche in condizioni estreme

La HiRef di Tribano, in provincia di Padova, ha realizzato il più grande data center prefabbricato d’Italia, un’infrastruttura da 28 milioni di euro nei pressi di Roma destinata a supportare i servizi digitali di una primaria società pubblica (il nome non è stato diffuso), con un ruolo fondamentale nella gestione e nella protezione dei dati.
HiRef, specializzata nel settore degli impianti di condizionamento di precisione per infrastrutture tecnologiche, per il condizionamento dei processi industriali e per il terziario, ha chiuso il 2025 con 84,5 milioni di fatturato ed è al vertice del gruppo che comprende sette spin off e ha raggiunto, complessivamente, 136 milioni di fatturato aggregato. «Abbiamo messo a sistema le diverse competenze presenti all’interno del nostro gruppo, integrando diversi ambiti, dalla progettazione alla tecnologia fino alla capacità industriale» dice l’ad e presidente di HiRef, Alberto Salmistraro, «l’obiettivo è quello di realizzare un’infrastruttura che possa rappresentare un punto di riferimento per il territorio».
Il centro si sviluppa su una superficie di 1.200 metri quadrati, con una capacità di oltre 200 rack e una potenza IT installata pari a 1,5 MW. L’infrastruttura è stata progettata con un’architettura in grado di garantire la massima continuità operativa. Realizzato attraverso un sistema modulare prefabbricato, costituito da 44 moduli, il data center è stato completato in cinque settimane. «Questo progetto rappresenta un passaggio importante non solo per HiRef, ma per l’intero settore delle infrastrutture digitali», prosegue il manager, «la sfida non era solo quella di realizzare un data center di grandi dimensioni, ma anche di costruire un sistema in grado di garantire sicurezza, continuità e sostenibilità in un contesto altamente critico».
La struttura è stata progettata seguendo le caratteristiche “disaster safe”, che ne garantiscono il funzionamento anche in condizioni estreme. Particolare attenzione è stata riservata, inoltre, alla resilienza sismica: l’infrastruttura è completamente antisismica, grazie all’impiego di isolatori avanzati sviluppati con il Politecnico di Milano. Tra gli elementi distintivi del progetto, anche l’approccio costruttivo: il data center è stato realizzato con materiali riciclabili al 100%, senza l’utilizzo di cemento tradizionale. Il data center si inserisce in un contesto di crescita a doppia cifra che apre nuove opportunità nel mercato, ma presenta una difficoltà nel reperimento della manodopera: «Questo sviluppo registrato nell’ultimo anno è dovuto al fatto che operiamo nel mondo dei data center e questo è di traino per tutte le aziende del gruppo», prosegue l’ad, «di fatto, in questo momento la domanda è maggiore dell’offerta e, paradossalmente, ci troviamo in condizioni di problemi di crescita: in pratica, la domanda è molta e necessitiamo di figure professionali ma abbiamo trovato difficoltà nel recruitment, tanto da vederci costretti ad attivare un percorso di formazione interno all’azienda».
La HiRef ha in programma l’assunzione di almeno 40 persone, come primo effetto della realizzazione del data center, ma questo numero potrebbe aumentare considerando la richiesta del mercato: «Siamo attivi nella ricerca di personale ormai da mesi», dice Salmistraro, «oggi contiamo 250 collaboratori e sicuramente c’è spazio per arrivare a 300 nell’arco di pochissimo tempo. Stiamo ricercando professionisti in tutti i reparti, a partire da quello della produzione, in particolare operai specializzati nella saldo-brasatura e elettricisti e cablatori. Serviranno tecnici e amministrativi per la progettazione e la gestione».
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