Il Frie e CiviBank finanziano l’investimento di Danieli a Trieste

Il nuovo stabilimento industriale sarà destinato alla produzione di polveri lubrificanti (mold flux) per stampi utilizzati nei processi di colata continua per la produzione di acciai speciali di alta qualità

Maurizio Cescon

Saranno il Frie e CiviBank a finanziare la realizzazione, da parte della joint venture Danieli-Shinagawa, nella zona franca di Bagnoli della Rosandra, a Trieste, del nuovo stabilimento industriale destinato alla produzione di polveri lubrificanti (mold flux) per stampi utilizzati nei processi di colata continua per la produzione di acciai speciali di alta qualità. L’investimento complessivo, da parte di Danieli e della multinazionale giapponese, è superiore a 12 milioni di euro e avrà significative ricadute occupazionali, con una previsione di 30 assunzioni a regime. Si parla spesso di “sistema Friuli Venezia Giulia” come modello virtuoso di collaborazione tra imprese, istituzioni e finanza. E in questi giorni se n’è avuta un’ulteriore, concreta dimostrazione.

Il progetto sarà sviluppato nell’area del sistema logistico-industriale dell’Interporto di Trieste, infrastruttura strategica del Nord Adriatico, anche in virtù del regime di Punto franco internazionale, con un ruolo sempre più centrale nel supporto alla manifattura avanzata regionale. La nuova società operativa, Shinagawa Danieli Advanced Materials Spa, nasce come joint venture 51% Shinagawa – 49% Danieli, con l’obiettivo di portare in Europa il know-how giapponese nelle tecnologie refrattarie e integrarlo con le competenze ingegneristiche e impiantistiche sviluppate da Danieli a livello globale.

«Con soddisfazione riusciamo, grazie al know-how sviluppato in questi anni, ad accompagnare controparti strutturate nei loro progetti volti ad aumentare l’attività economica nelle regioni che presidiamo e che vedono, come in questo caso, l’ingresso di multinazionali estere che trovano nel nostro territorio di origine un unicum per qualità delle infrastrutture e strumenti di finanza agevolata a supporto», sottolinea il direttore generale di CiviBank, Luca Cristoforetti.

Lo scorso dicembre, nel quartier generale di Buttrio, era stato firmato il protocollo d’intesa tra la neo costituita joint venture italo-giapponese Shinagawa Danieli Advanced Materials Spa e l’Interporto di Trieste per la realizzazione di un polo industriale e distributivo che vedrà la luce in una parte di capannone ex Wärtsilä adiacente al sito Bat, dove saranno prodotte 10 mila tonnellate all’anno di aggregati, ovvero le polveri di colata. Un investimento complessivo, da parte della nuova società, di circa 20 milioni di euro. Lo stabilimento, che sarà operativo nella seconda metà del 2026, darà lavoro a una trentina di addetti, tra operai e tecnici specializzati, vista la presenza di laboratori di innovazione, dove saranno integrate e adattate al contesto europeo le più avanzate competenze tecnologiche giapponesi e italiane. Il fatturato della nuova realtà produttiva, che vede l’ingresso per la prima volta in Italia della multinazionale Shinagawa, ammonterà a 30 milioni di euro.

Le polveri – miscele complesse di aggregati nobili – sono utilizzate nella colata continua per creare una sorta di “pelle” fluida tra le piastre di colata e il flusso di acciaio liquido proveniente dalla paniera (a circa 1.550 gradi centigradi), con l’obiettivo di uniformare lo scambio termico e lubrificare le superfici, evitando difetti e consentendo elevate velocità di produzione. Le macchine di ultima generazione operano a ritmi molto elevati e richiedono fino a 0,5 chili di polveri per ogni tonnellata di acciaio.

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