Geox, primo test di rilancio: la redditività torna a salire
I numeri al 30 giugno mostrano vendite in calo dell’11,4% a 270 milioni. Pesa il mercato difficile ma la riorganizzazione sostiene i margini operativi. A fine anno il debito bancario è atteso quasi dimezzato a 40-45 milioni

Ricavi in calo, ma redditività in recupero e debito bancario in diminuzione. È il bilancio del primo semestre di Geox, il gruppo di Montebelluna che continua a fare i conti con un mercato difficile facendo leva sul piano di razionalizzazione della rete e di efficientamento dei costi.
I dati del periodo gennaio-giugno, diffusi ieri dopo la chiusura di Piazza Affari, evidenziano ricavi consolidati per 270,4 milioni di euro, in contrazione dell'11,4% rispetto ai 305,3 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. Se si considera il perimetro omogeneo, ovvero depurando il dato dalle chiusure volontarie di negozi e dalla dismissione di clienti e canali non redditizi, la flessione dei ricavi si attesta all'8,8%.
La contrazione delle vendite del gruppo di Montebelluna ha attraversato in modo trasversale tutte le linee distributive, risentendo del persistente calo del traffico nei punti vendita e della generale debolezza dei consumi a livello internazionale, accentuata dalle incertezze geopolitiche e da una domanda di beni discrezionali che continua a mostrarsi debole nei principali mercati. Il canale wholesale è arretrato del 13% a 87,5 milioni, penalizzato dalla campagna ordini della collezione primavera-estate. Il retail diretto ha ceduto l'8,5% per il minor traffico nei negozi, mentre il digitale ha perso il 14%, pur con segnali positivi dell'e-commerce proprietario.
Il calo ha interessato tutte le principali aree geografiche, con una flessione più marcata nei mercati extraeuropei. Nonostante il quadro, il conto economico mostra un chiaro recupero della redditività operativa, guidato dall'aumento del margine lordo (52,6% dei ricavi contro il 51,2% del primo semestre 2025, grazie alla revisione delle collezioni e al diverso bilanciamento dei canali di vendita) e da una drastica riduzione della base costi, grazie a un piano di efficientamento (anche sul fronte del personale) che ha ridotto la base costi di 19,1 milioni di euro, consentendo di compensare in parte la contrazione dei ricavi. Il risultato operativo netto rettificato ha chiuso in positivo per 5,6 milioni di euro, a fronte dei soli 600 mila euro registrati un anno prima. Il semestre si chiude tuttavia con un risultato netto rettificato negativo per 3,1 milioni, sostanzialmente in linea con il rosso di 3,15 milioni dello stesso periodo del 2025, a causa del peso degli oneri finanziari e della fiscalità.
«Abbiamo affrontato un mercato difficile e in forte contrazione», ha ricordato l‘amministratore delegato, Francesco Di Giovanni, per poi ricordare gli investimenti in ricerca e sviluppo, citando il nuovo Climasandal, basato sulla tecnologia brevettata Ventilated Cushioning System e destinato a diventare uno dei prodotti di punta della collezione primavera-estate 2027 dopo il sold out registrato nella fase di anteprima.
Sul fronte finanziario prosegue anche il lavoro di riduzione del debito. La diminuzione delle scorte, scese a 194,4 milioni di euro dai 246,9 di un anno prima, ha contribuito a ridurre il capitale circolante operativo a 125,6 milioni, pari al 21,9% dei ricavi degli ultimi dodici mesi. Il debito bancario è così sceso a 95,3 milioni, rispetto ai 100,5 di giugno 2025.
In merito alle prospettive per la seconda parte dell'anno, il management ha confermato le stime riviste a maggio, prevedendo per la fine del 2026 ricavi in calo con una percentuale “high single digit” rispetto al 2025, per un totale annuo nell'ordine dei 550 milioni. La società stima di chiudere l’esercizio con un Ebitda rettificato di circa 34 milioni di euro. L'ulteriore riduzione del debito bancario, atteso a fine anno tra i 40 e i 45 milioni di euro (dai 93 milioni di fine 2025), sarà supportata anche dal completamento della seconda fase dell'aumento di capitale da 30 milioni di euro in agenda nel terzo trimestre. In ogni caso, se ne saprà di più a settembre, quando la società presenterà al mercato il nuovo piano industriale per il triennio 2027-2029.
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