Gdo, il carrello cresce a Nord Est: in nove superano il miliardo

Il rapporto Mediobanca evidenzia i risultati dei gruppi veneti. Visotto al top per crescita dal 2019. L’intelligenza artificiale generativa viene ormai utilizzata dall’80% delle imprese

Luigi Dell'Olio

Nonostante un’inflazione che morde meno, il carrello della spesa degli italiani continua a cambiare pelle. Lo studio annuale dell’Area Studi Mediobanca sulla grande distribuzione organizzata scatta la fotografia di un settore in salute ma profondamente trasformato dalle nuove abitudini di consumo, con il Nord Est che emerge come uno dei motori principali del mercato nazionale.

Per l’esercizio 2025, gli analisti di Piazzetta Cuccia stimano (i bilanci sono quasi tutti ancora da approvare) una crescita delle vendite intorno al 4,3% rispetto ai 109,8 miliardi registrati nel 2024. A sostenere i ricavi non è più solo l’adeguamento dei listini, ma una gestione più efficiente che ha spinto gli investimenti.

Il report identifica il Triveneto come un mercato contraddistinto da una forte competitività e da un attaccamento viscerale al territorio, con ben cinque aziende del territorio che hanno superato la quota del miliardo di fatturato nel 2024, aggiungendosi ai quattro gruppi attivi su scala nazionale che hanno sede a Nord Est e sono sopra quella soglia, come le veronesi Eurospin (9 miliardi) e Lidl Italia (7,4) e le veneziane Pam (1,7) e In’s Mercato (1,4), collegate fra loro.

Il gruppo vicentino Unicomm guida la classifica delle aziende territoriali con oltre 3,1 miliardi di ricavi, seguito dalla veronese Finbre con 2,7 e da Aspiag Service, il braccio operativo di Despar nel Nord Est, con 2,2.

Completano questa cinquina di giganti regionali i Supermercati Tosano Cerea con 1,5 miliardi e la padovana Alì Group con quasi 1,3 miliardi. Se si analizza la dinamica della crescita, il panorama del territorio offre performance ancora più brillanti.

I trevigiani Supermercati Visotto guidano la classifica della dinamicità con un tasso di crescita medio annuo del 12,9% nel periodo 2019-2024, tallonati dai veronesi Migross (10,9%) e Rossetto (10%). Proprio quest’ultimo si distingue a livello nazionale per la redditività del capitale investito, raggiungendo un indice del 20,8%, il migliore nel segmento della distribuzione organizzata.

A livello nazionale, la classifica degli utili premia, però, un modello diverso: Eurospin si afferma come regina assoluta con 1, 9 miliardi di euro di utili cumulati tra il 2019 e il 2024. Questo successo conferma che i discount non sono più considerati canali di seconda scelta, avendo ormai raggiunto una quota di mercato che sfiora il 25% dell’intero settore. In termini di efficienza pura (misurata sulle vendite per metro quadro), tuttavia, Esselunga resta imbattibile con oltre 16 mila euro per metro quadro, superando ampiamente tutti i principali operatori internazionali come i colossi britannici J Sainsbury e Tesco. Vincitori e vinti cambiano nel tempo in base alla capacità di cavalcare i mutamenti tra le abitudini d’acquisto. Dallo studio emerge che il consumatore odierno cerca di far convivere convenienza e qualità, con quasi la metà degli italiani che mette il risparmio al primo posto, seguito però con decisione dall’attenzione al benessere e alla sostenibilità. I prodotti biologici, dopo un periodo di stasi, sono tornati a crescere nel 2025 a ritmi superiori rispetto all’intero comparto alimentare.

Guardando a cosa finisce effettivamente nel carrello, si nota un’esplosione di categorie legate a nuovi stili di vita: i sostitutivi del formaggio sono i prodotti che hanno registrato il maggior incremento di acquirenti, seguiti dal Kefir e dai semi. Un altro segnale dei tempi è l’umanizzazione degli animali domestici: il mercato del Pet Food vale oggi 3,3 miliardi, alimentato da famiglie che considerano i propri animali membri effettivi del nucleo familiare. Infine, lo studio di Mediobanca evidenzia come l’innovazione tecnologica stia diventando una leva indispensabile. L’intelligenza artificiale generativa viene ormai utilizzata dall’80% delle imprese per migliorare la logistica e personalizzare l’offerta, mentre l’e-commerce alimentare continua la sua corsa crescendo del 12% nel 2025.

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