Fincantieri: ordini per 60 miliardi di euro

I dati di bilancio del colosso della cantieristica in occasione del Capital Market Day: nel 2025 ricavi per 9 miliardi e utile netto di 110 milioni di euro. Previsto un piano di distribuzione di dividendi nel 2028, sulla base dei risultati di esercizio del 2027. Folgiero: a Monfalcone le nuove gru a cavalletto per la realizzazione delle mega navi da crociera

La redazione
Lo stabilimento Fincantieri di Monfalcone: le vecchie gru saranno sostituite con quelle più grandi adatte alla realizzazione di mega navi da crociera
Lo stabilimento Fincantieri di Monfalcone: le vecchie gru saranno sostituite con quelle più grandi adatte alla realizzazione di mega navi da crociera

Fincantieri prevede di chiudere il 2025 con un utile netto di 110 milioni di euro.

Lo rende noto l'azienda in occasione del Capital Market Day. Confermate le stime sui ricavi per 9 miliardi, con ordini in cantiere (backlog) per circa 60 miliardi di euro.

Per il 2030 il più importante gruppo italiano della cantieristica navale prevede di accrescere i propri ricavi del 40% a 12,5 miliardi, con un margine operativo lordo di circa 1,25 miliardi, in crescita del 90% rispetto a quello del 2025 e ordini a quota 50 miliardi.

Commentando i dati con gli analisti finanziari l'amministratore delegato Pierroberto Folgiero sottolinea che gli ordini «consentono di guardare con fiducia ai prossimi anni».

«Con il Piano Industriale 2026-2030 - spiega - il gruppo compie un ulteriore deciso passo in avanti nella propria traiettoria di crescita, confermando la solidità della visione strategica dello scorso triennio, combinata con un aumento della capacità produttiva per assecondare i macrotrend della domanda, dimostrando la capacità di generare valore molto sostenibile nel tempo».

Fincantieri prevede inoltre l'avvio di un «piano di distribuzione di dividendi a partire dal 2028, sulla base dei risultati dell'esercizio 2027. E' quanto afferma il gruppo presentando il Piano industriale 2026-2030.

Successivamente l’azienda punta all'azzeramento del debito, con una posizione finanziaria netta a credito a partire dal 2032.

Previsti poi «circa 5 miliardi di euro di nuovi ordini nei prossimi 6 mesi» legati all'incremento della domanda nel settore della difesa, raddoppiando la capacità produttiva dei suoi cantieri italiani in questo segmento.

Si tratta del primo dei 4 pilastri su cui si fonda il Piano Industriale 2026-30 dell gruppo. Gli altri 3 riguardano l'aumento della produttività, il rafforzamento dei progetti strategici e la crescita nelle cosiddette 'adiacenze', costituite dai sistemi, dalle componenti e dalle infrastrutture a supporto di tutte le attività del gruppo.

Per raggiungere gli obiettivi sono previsti investimenti complessivi per circa 1,9 miliardi di euro, di cui 250 milioni destinati all'incremento della capacità produttiva sul sistema dei cantieri attuali e altrettanti legati all'eventuale raddoppio della produzione di navi per le operazioni su acque profonde (offshore) in Vietnam, con l'introduzione di un secondo cantiere.

Seicento milioni sono dedicati alle attività di produzione, incluso l'acquisto delle nuove gru a cavalletto per la costruzione di mega navi da crociera nel cantiere di Monfalcone, in Friuli Venezia Giulia, e 650 milioni per la manutenzione.

Fincantieri è al lavoro anche sul nucleare.

Lo afferma l'amminisrtratore delegato Pierroberto Folgiero. Per il manager si tratta di «una visione strategica, sicuramente un colpo lungo, però come tutte le grandi rivoluzioni devi cominciare domani, quindi stiamo lavorando oggi, anzi già da un po'». Aperto anche il confronto con la Marina Militare che «sta definendo la sua traiettoria tecnologica che si chiama 'Minerva' e che dà una misura di quanto la marina sia lungimirante».

Ma Fincantieri lavora anche in proprio e sta valutando «gli impatti ingegneristici delle alternative del nucleare a mare, dei reattori di quarta generazione». «L'assunzione - conclude Folgiero - è che il nucleare a mare deve andare su una traiettoria tecnologica diversa di quella del nucleare a terra».

Riproduzione riservata © il Nord Est