Estrima, riassetto e rilancio per puntare sugli incentivi

Il fondatore della società Matteo Maestri è sceso al 9,99% lasciando spazio ai nuovi azionisti. I principali sono il piemontese Andrea Zucchelli (28%) e la società padovana Zetronic (24,28%)

Maura Delle Case
La produzione dei Birò all’interno della Brieda a Portogruaro
La produzione dei Birò all’interno della Brieda a Portogruaro

Cresce ancora il flottante di Estrima, la società pordenonese quotata su Euronext Growth Milan produttrice dei veicoli elettrici Birò.

Il fondatore ed ex Ceo, Matteo Maestri, ha diminuito ulteriormente la propria partecipazione al capitale sociale che, dopo essere passata lo scorso mese di ottobre dal 19,37% al 14,98%, si è ridotta al 9,99%.

Le azioni, cedute al mercato, sono andate ad aumentare il flottante della società arrivato a sfiorare il 30%. Quotata dal dicembre 2021 a Piazza Affari, la società ieri ha chiuso a 0,14 euro, meno 94,85% dalla prima campanella.

Il resto delle quote fa capo al piemontese Andrea Zucchelli (28%), alla padovana Zetronic (24,28%) e a Sdp Finanziaria (7,74%). Rilevata lo scorso aprile da Zetronic (che poi ha diluito l’iniziale partecipazione del 52% a favore di Zucchelli), la società è reduce da una procedura di composizione negoziata della crisi che si è positivamente conclusa lo scorso mese di agosto consentendo alla società di rimettersi in marcia. Il primo semestre ha risentito della situazione: Estrima ha chiuso i conti a 13 milioni contro i 19,4 del 30 giugno 2024, con un Ebitda negativo per 22 mila euro a fronte dei 276 mila del primo semestre dell’anno precedente. Patrimonio netto e Pfn sono entrambi migliorati rispetto al 31 dicembre 2024 a seguito dell’aumento di capitale da 3 milioni interamente sottoscritto da Zetronic: il primo è passato da 5,2 a 7,2 milioni, la seconda da 4,9 a 1,6 milioni.

Estrima realizza i Birò nello stabilimento di Portogruaro della Brieda, società che controlla al 100% e che produce principalmente cabine per veicoli agricoli e di movimento terra (del gruppo fa parte anche Sharbie, impresa con sede a Roma che si occupa di car sharing). Conclusa la composizione negoziata della crisi, il progetto imprenditoriale che fa riferimento alla nuova compagine societaria ha preso a camminare: «Stiamo lavorando per mettere in ordine i numeri e adottando un rigido controllo sui costi e sull’andamento della società per riprendere a guardare a una crescita del business legato al Birò» dichiara il direttore generale di Estrima, Pasquale Salvatore.

Una ripartenza che sul mercato interno guarda con fiducia agli ecoincentivi statali sui quadricicli elettrici previsti per il 2026. «Il decreto attuativo – continua Salvatore – dovrebbe arrivare a breve. Sarà un momento molto importante». La società guarda in parallelo anche ai mercati esteri, con l’Olanda, che resta storicamente il primo Paese destinatario delle esportazioni del piccolo quadriciclo elettrico prodotto tra Friuli e Veneto, apprezzato, seppur in misura minore, anche in Francia, Svizzera e Belgio. «Oggi siamo molto concentrati sui mercati dove siamo già presenti per crescere, ma passo dopo passo prevediamo di estendere la nostra presenza anche ad altre piazze» aggiunge il manager.

Il Birò piace agli enti pubblici – diversi a Nord Est (e non solo) se ne sono dotati –, ma anche a chi risiede nelle grandi città e nel quadriciclo elettrico «trova una buona soluzione alternativa per muoversi nei centri urbani – conclude Salvatore – specie in quelli con accesso veicolare limitato. Ad apprezzarla in modo particolare poi sono le donne».

Riproduzione riservata © il Nord Est