Edison punta sul Veneto: servite 35 mila imprese
Il gruppo copre il 36% dei consumi della manifattura. Nel 2024 il valore economico distribuito sul territorio ha superato i 57 milioni di cui 45 milioni per i fornitori locali. Terenghi: «Marghera un modello di impianto moderno»

Oltre 1 GW di capacità installata, più di 35 mila siti produttivi serviti e oltre 57 milioni di euro distribuiti sul territorio: sono questi i numeri che fotografano il peso di Edison in Veneto, al centro del report che sarà presentato oggi in occasione della Settimana della Sostenibilità di Confindustria Veneto Est.
Una presenza che vale circa il 36% dei consumi energetici della manifattura regionale e che si articola tra produzione energetica, servizi e sviluppo della filiera locale. «In Veneto con le nostre attività rispondiamo ai fabbisogni energetici degli attori locali, accompagnandoli nel percorso di transizione energetica. È una delle regioni dove siamo storicamente presenti, con la nostra centrale termoelettrica di Marghera Levante», spiega Barbara Terenghi, direttrice sostenibilità del gruppo.
Un presidio che negli anni è stato profondamente trasformato: «Abbiamo consegnato al territorio una centrale completamente reingegnerizzata, attraverso quello che tecnicamente si chiama repowering: la stessa produzione di energia oggi viene fatta con un impianto più moderno, con fattori emissivi più contenuti e quindi ambientalmente più efficiente».
In Veneto Edison gestisce oggi oltre 1 GW di capacità installata, pari a circa il 12% del fabbisogno elettrico regionale, contribuendo alla stabilità del sistema energetico. «Accanto alla produzione termoelettrica», sottolinea Terenghi, «aggiungiamo impianti fotovoltaici e valorizziamo anche le produzioni di altri operatori. Raccogliamo energia da oltre 30 impianti fotovoltaici locali valorizzando al meglio le produzioni rinnovabili», sottolinea Terenghi.
Il baricentro dell’azione comprende inoltre i consumi e i servizi. Edison fornisce energia elettrica e gas a oltre 35 mila siti produttivi, per un totale di circa 8,3 TWh, coprendo il 36% dei consumi della manifattura regionale. «La nostra azione», aggiunge Terenghi, «mira a supportare il fabbisogno energetico del territorio: le imprese chiedono non solo fornitura, ma supporto nell’autoproduzione e nell’efficienza energetica».
Una dinamica che si intreccia anche con il credito. «Le banche chiedono sempre più alle aziende qual è il loro profilo di sostenibilità energetica. E poi c’è un tema concreto: autoprodurre energia nei propri siti industriali significa ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi. Anche avere solo il 20% di energia autoprodotta vuol dire essere schermati per quella quota. Mettiamo inoltre le nostre tecnologie e soluzioni a servizio di oltre 200 siti pubblici e delle municipalità con importanti risparmi energetici».
Accanto alle imprese cresce il ruolo della pubblica amministrazione. In Veneto Edison gestisce oltre 250 siti pubblici e circa 60 mila punti luce. «La sfida è garantire lo stesso livello di servizio consumando meno, attraverso interventi di relamping e digitalizzazione», spiega Terenghi. A Venezia, questi interventi hanno portato a un risparmio energetico di oltre il 30% e a una riduzione di oltre 5.800 tonnellate di anidride carbonica all’anno.
Il radicamento territoriale passa anche dalla filiera: Edison coinvolge circa 300 fornitori veneti e una rete di installatori locali. Nel 2024 il valore economico distribuito sul territorio ha superato i 57 milioni di euro, di cui quasi 45 milioni destinati ai fornitori locali. «La transizione non si fa da soli, ma costruendo una filiera con imprese, università e scuole», sottolinea Terenghi. In questo quadro il polo di Marghera torna centrale. «Può avere una seconda vita nella transizione e noi lo stiamo dimostrando: investire 400 milioni nella centrale di Marghera Levante è stata una scommessa importante e dimostra che può essere un polo di competenze e valore tecnologico e energetico».
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