Ascopiave sotto esame in Consob. Oggi l’informativa al consiglio

Audito il presidente Nicola Cecconato, dopo le tensioni sul tentativo della Holding di cambiare lo Statuto

Roberta Paolini

​​​​​Il caso Ascopiave finisce sotto il faro della Consob. Nella giornata di ieri, Nicola Cecconato — presidente, amministratore delegato e direttore generale della multiutility trevigiana, secondo operatore italiano nella distribuzione del gas — è stato audito dalla Commissione ai sensi dell’articolo 115 del TUF, nell’ambito di una richiesta di informazioni integrative. L'obiettivo principale della norma è permettere alla Commissione di vigilare sulla correttezza delle informazioni fornite al pubblico, garantendo la trasparenza del mercato finanziario.

L’incontro, durato circa mezz’ora, ha visto Cecconato presentare documentazione a supporto. Gli esiti dell’audizione saranno illustrati oggi al consiglio di amministrazione di Ascopiave attraverso un’informativa dedicata.

Al momento non sono noti i contenuti del confronto, ma diversi elementi di contesto possono aver spinto Consob a intervenire. Tra questi, l’andamento del titolo in Borsa — che negli ultimi dieci giorni ha registrato una flessione di circa l’11% — e le crescenti tensioni tra i Comuni soci riuniti in Asco Holding, azionista di maggioranza della società quotata.

Non è escluso, inoltre, che una richiesta analoga possa essere indirizzata anche alla holding, alla luce del recente scambio di comunicazioni tra le due entità. Sul tavolo restano questioni delicate: il tentativo (poi ritirato) di modifica dello statuto, la richiesta di chiarimenti avanzata dai soci pubblici e il confronto interno sulla governance, in particolare in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione.

A rafforzare le preoccupazioni del mercato è arrivato anche un nuovo report di Intesa Sanpaolo, dopo quello di Kepler della settimana scorsa, che evidenzia i rischi legati alle attuali dinamiche di governance. Secondo gli analisti, il potenziale di “re-leveraging” della società e le opportunità di crescita ancora inesplorate nel core business della distribuzione del gas restano i principali driver di sostegno per il titolo. In quest’ottica, il gruppo potrebbe proseguire nel percorso di semplificazione della propria equity story, già avviato con le operazioni straordinarie dello scorso anno.

Tuttavia, le recenti tensioni sulla governance — tra cui le ipotesi di modifica statutaria e la revisione dei ruoli manageriali proposta da alcuni azionisti pubblici — vengono interpretate come un aumento del profilo di rischio. In particolare, torna a emergere il timore di una possibile influenza politica nella gestione e nell’implementazione della strategia aziendale, fattore che negli ultimi anni sembrava essersi attenuato ma che il mercato sembra ora aver nuovamente scontato nel prezzo del titolo. Sul fronte assembleare, è stata fissata per il 25 marzo (prima convocazione) e il 26 marzo (seconda convocazione) l’assemblea dei Soci Pubblici, con all’ordine del giorno le informative relative alle modifiche statutarie e alle proposte di nomina del nuovo consiglio di amministrazione. La holding Asco Holding terrà invece la propria assemblea sugli stessi temi il 31 marzo in prima convocazione e il primo aprile in seconda.

Resta infine aperto il nodo delle nomine. Tra le ipotesi circolate, Gianni Zoppas viene indicato come possibile presidente, mentre sul futuro di Cecconato non è ancora stata trovata una soluzione condivisa. Nei giorni scorsi è stata respinta la proposta di mantenerlo nel ruolo di direttore generale, privandolo però della carica di amministratore delegato.

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