De Wave trasloca a Villesse:10 milioni sugli spazi ex Stone
Il gruppo sposta le quattro sedi di Monfalcone e punta i 520 milioni di ricavi

De Wave cresce, investe sul Nordest e trasloca. La società che realizza allestimenti per navi da crociera e yacht di lusso, testa a Genova e molte braccia in Friuli Venezia Giulia e Veneto, si prepara a lasciare Monfalcone. Non un addio al territorio, ma la volontà di concentrare le attività in un unico spazio, individuato nella vicina Villesse. L’annuncio arriva assieme a quello dei primi risultati del bilancio 2025, che l’azienda chiude con 450 milioni di fatturato: cento più del 2024, per effetto della crescita del business e delle nuove acquisizioni. L’obiettivo del 2026 alza l’asticella a 520 milioni di ricavi e un Ebitda in aumento rispetto ai 50 milioni dell’ultimo anno.
Il trasferimento
A Monfalcone ci sono quattro sedi. «Si tratta», spiega l’amministratore delegato Riccardo Pompili, «del polo che segue Fincantieri a Monfalcone e Marghera, con un ufficio in crescita per la parte logistica e di project management». Qui nasce l’esigenza di «stabilizzare e costruire futuro», modificando l’assetto organizzativo. Che nel comune isontino vede localizzati lo spazio che ospita showroom, logistica e project management; i due stabilimenti storici dell’ex Demont per la realizzazione di pannelli e soffitti delle cabine; la sede della controllata Tecnavi che produce e installa componenti per la refrigerazione.
De Wave conferma «l’acquisto di uno spazio importante a Villesse: 25.000 metri quadrati coperti e 110.000 scoperti». L’area è quella della Stone italiana, azienda veronese che nell’impianto produceva lastre di quarzo e marmo per il settore cucine. A Villesse si insedieranno le quattro realtà monfalconesi, ospitate in spazi il cui futuro è ora da decifrare. Pompili dice che «dall’autunno costruiremo uno stabilimento nuovo e meno impattante, ma anche strutture per la comunità, come campi sportivi e palestra. Villesse diventerà lo specchio della nostra sede di Genova». Vi si trasferiranno i circa 200 dipendenti di Monfalcone e troveranno spazio nuove lavorazioni di carpenteria. L’investimento vale 10 milioni fra acquisto del sito e lavori, ma le prospettive incoraggiano, perché «abbiamo già dieci anni di lavoro visibile davanti, tra portafoglio ordini e previsioni sull’andamento della cantieristica».
La crescita
Nata nel 2014 a Genova come spin-off di Demont, specializzata in impiantistica industriale per l’oil & gas, De Wave ha visto il fondo americano Platinum Equity rilevare nel 2019 le quote del fondo Xenon. Ne è derivato un incremento della capacità di investimento, che ha permesso di perseguire negli ultimi anni una crescita basata su linee esterne, in una fase di espansione del cruise, delle costruzioni di nuovi yacht e del comparto refitting. L’ultima acquisizione in ordine di tempo riguarda la francese Dl Services, che progetta e realizza cucine professionali in ambito navale, offrendo i relativi contratti di manutenzione.
Ma la lista di operazioni è lunga: sono dieci le aziende entrate in cinque anni nell’orbita di De Wave, per integrare il processo produttivo, consolidare il ruolo di general contractor e presentarsi al mercato come «hub italiano della filiera cantieristica». Ecco la padovana Ivm (arredi per le crociere), la vicentina Pm4 (carpenteria metallica), la monfalconese Tecnavi (condizionamento e refrigerazione), la trevigiana Inoxking (componenti di acciaio per mobili e refrigerazione), la pavese Er (elementi radianti), la genovese Wingeco (vetrate), la pisana Mobile Line (allestimenti per yacht) e le torinesi Electrical Marine (impiantistica), Om Project (carpenteria metallica) e Cantieri navali San Carlo (costruzione di imbarcazioni).
Pompili sottolinea che «la produzione è soprattutto a Nordest, che è il nostro hub per la progettazione e la realizzazione della parte cruise: un’area dove fatturiamo 200 milioni, quasi il 40% del totale, grazie al lavoro dei nostri 500 dipendenti». Su questo totale, la produzione del cosiddetto Sistema cabina a Monfalcone genera ricavi per 130 milioni. Ma oltre al rapporto privilegiato con Fincantieri, De Wave presidia anche il mercato francese attraverso la sede di Saint-Nazaire, dove operano i Chantiers de l’Atlantique, nonché la Croazia con la partecipazione alla realizzazione delle navi da crociera di lusso Scenic, costruite al cantiere 3. Maj di Fiume. De Wave offre inoltre servizi di refitting all’80% degli operatori del cruise e ha sedi anche a Papenburg in Germania, Turku in Finlandia, Lipno in Polonia, cui si aggiungono basi operative negli Stati Uniti, in Cina e a Singapore.
I piani
Nei sei anni caratterizzati dalla proprietà del fondo Platinum Equity, De Wave è andata incontro a una crescita importante, raggiungendo nel 2025 un fatturato di 450 milioni, con un margine Ebitda di 50. «Per il 2026 l’outlook è di ricavi per 520 milioni con un Ebitda in aumento», prospetta Pompili. I programmi prevedono che la politica delle acquisizioni sia sostenuta nel prossimo triennio con un piano di investimenti da oltre 50 milioni: per sviluppare Villesse, rifare lo stabilimento Electrical Marine, ampliare la Ivm e finanziare ulteriori eventuali operazioni di M&A. L’azienda prospetta inoltre nel prossimo biennio «150 nuove assunzioni per arrivare a quota 1.600, crescendo soprattutto nel ramo yacht». Come dice l’ad, «il 2026 è un anno di digestione dopo la mangiata degli anni scorsi, ma ripartiremo con un altro round di acquisizioni dal 2027. La strategia è creare una filiera che presidi tutto il sistema accomodation, soprattutto in ottica impiantistica. La scommessa dell’integrazione e di acquisire una posizione dominante è vinta, ora dobbiamo creare efficienza e stabilità, ma abbiamo settori che ancora non copriamo e siamo molto proattivi».
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