Crisi Rizzani De Eccher, ecco quali saranno gli ammortizzatori dopo lo stop al cantiere per la bretella di Tessera
I sindacati hanno incontrato i lavoratori del Consorzio Desium, chiesti chiarimenti al Gruppo. Garantita la tutela occupazionale e la copertura salariale per 15 settimane a 83 dipendenti, previsti periodi con contratto di solidarietà

I segretari veneziani di Filca Cisl, Andrea Grazioso, Fillea Cgil, Laura Pastrello e Feneal Uil, Giulio Agnoletto, hanno incontrato in assemblea le lavoratrici e i lavoratori del Consorzio Desium, guidato dal Gruppo Rizzani De Eccher, per spiegare le ragioni che hanno portato a ricorrere agli ammortizzatori sociali dopo il blocco del cantiere della bretella ferroviaria per l'aeroporto Marco Polo di Venezia.
Come riferiscono i sindacalisti del settore costruzioni, si è deciso di garantire la tutela occupazionale e una copertura salariale per 15 settimane a 83 dipendenti su 100 coinvolti nel cantiere. Parallelamente, una parte del personale continuerà a essere impiegata con operatori di mezzi, ferraioli e carpentieri. Inoltre l'organizzazione del lavoro prevede cinque squadre da 15 operai che si alterneranno, con una settimana di attività e quattro settimane in regime di contratto di solidarietà.
«È una soluzione complessa ma necessaria», spiega Pastrello, «per attraversare questa fase critica senza disperdere professionalità e senza ricorrere a licenziamenti». I rappresentanti delle tre sigle sindacali faranno delle verifiche periodiche, ogni 15 giorni, augurandosi che ci siano dei miglioramenti e il cantiere possa ripartire a pieno ritmo, per ritornare a impegnare il 100% dei dipendenti.
Le lavoratrici e i lavoratori chiedono chiarimenti al Gruppo Rizzani De Eccher sulle prospettive per una pronta ripartenza dei lavori del cantiere della bretella ferroviaria, ma anche quali sono le prospettive di Sacaim (controllata da Rizzani De Eccher), impegnata in altri cantieri di rilievo per la città.
«Vorrei anche ricordare», sottolinea Grazioso, «che la bretella per l'aeroporto è un'opera importante per il territorio, attesa dalla comunità e strategica per lo sviluppo locale. Tenerla ferma significa rallentare crescita, servizi e opportunità».
Agnoletto chiede infine di «avere risposte chiare, non solo far ripartire i lavori ma restituire serenità alle famiglie e valore a un progetto che interessa tutta la collettività».
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