Cresce l’Acetaia Midolini: investimento di 2,5 milioni
A Manzano inaugurato l’ampliamento: nuovi impianti e aree per eventi. L’export vale un terzo del fatturato: crescono Austria, Germania e Australia. In Giappone c’è il principale mercato per il balsamico invecchiato 50 anni

Due milioni e mezzo di euro per ampliare lo stabilimento, potenziare gli impianti e sostenere la crescita sui mercati esteri.
Acetaia Midolini, azienda familiare di Manzano arrivata alla terza generazione, inaugura i nuovi spazi dopo circa due anni di lavori e porta la superficie complessiva della struttura a 1.580 metri quadrati, di cui 797 di ampliamento.
Gli spazi sono stati inaugurati alla presenza di numerosi imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, a partire dal presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, intervenuto insieme agli assessori regionali Cristina Amirante e Stefano Zannier.
«Siamo orgogliosi di avere un’azienda come la vostra e una famiglia che ha fatto crescere, anche in periodi difficili, questa produzione», ha detto Fedriga durante l’inaugurazione dell’investimento che ha visto l’installazione di nuovi impianti per l’imbottigliamento, l’etichettatura e cottura, nonché l’automatizzazione della fase di confezionamento delle diverse linee di prodotto.
Obiettivo: rendere più efficienti i processi e sostenere la crescita dell’attività. Tanto in Italia quanto all’estero, dove l’Acetaia friulana, piccolo gioiello dell’economia friulana, realizza circa il 30% del suo fatturato – poco più di 280 mila euro i ricavi 2025 –, su mercati quali Austria, Germania e Australia. Ma anche Giappone, principale mercato per l’aceto balsamico invecchiato 50 anni.
La struttura produttiva si inserisce in una realtà fortemente legata alla componente agricola: Midolini dispone di 100 ettari di proprietà, di cui 35 di vigneti.
Fondata nel 1958 da Lino Midolini a Manzano, l’azienda ha costruito il proprio sviluppo sulla produzione di aceto balsamico, nata inizialmente come una passione e diventata poi un’attività imprenditoriale.
«Oggi i prodotti sono 15, differenti per stagionatura e caratteristiche, fino ad arrivare a selezioni di 50 anni» ha raccontato ieri la figlia del fondatore, Gloria Midolini, che insieme alla figlia Angelica guida l’azienda di famiglia, entrata nel 1998 nel Guinness World Records come la più grande acetaia al mondo.
Modena? «Il nostro balsamico è diverso – spiega Midolini –. Ha un’acidità inferiore e abbiamo scelto di puntare su un prodotto più morbido e più dolce. Una scelta che devo dire si sta rivelando pagante».
Tornando all’ampliamento, a beneficiare dei nuovi metri quadrati a disposizione non è solo la produzione. Una parte degli spazi è stata infatti destinata allo showroom e alle attività di accoglienza, con aree per eventi aziendali, incontri, visite e degustazioni.
L’idea della proprietà è affiancare alla vendita del prodotto un’attività sempre più strutturata legata all’ospitalità.
«Questo ampliamento rappresenta per noi molto più di un investimento produttivo – ha proseguito ieri Midolini –. Abbiamo voluto creare nuovi spazi e nuove opportunità, mantenendo sempre il balsamico al centro della nostra identità, ma aprendoci al tempo stesso a un modo più ampio di raccontarlo e di farlo conoscere».
Un’evoluzione che, nelle intenzioni della titolare, nasce anche dalla consapevolezza che per un prodotto di nicchia l’accoglienza rappresenta ormai un elemento importante.
«Vogliamo che l’Acetaia sia sempre più un luogo da vivere – ha detto ancora –, dove la produzione incontri l’accoglienza, la gastronomia, gli eventi e il territorio. Perché crediamo che far conoscere un nostro prodotto significhi anche raccontare il Friuli e creare occasioni per scoprirlo direttamente qui, nel luogo in cui tutto nasce».
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