Ascopiave, si apre l’era Zoppas. I soci bocciano i compensi
L’assise rinnova il cda e chiude la stagione di Nicola Cecconato al vertice. Via libera al bilancio 2025 e alla distribuzione del dividendo da 0,16 euro. L’82,3% dei votanti ha respinto però la politica di remunerazione 2026

Ascopiave volta pagina. L'assemblea degli azionisti riunitasi ieri ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028, affidando la presidenza a Giovanni Zoppas e chiudendo formalmente la lunga stagione guidata da Nicola Cecconato. Un passaggio di consegne che arriva al termine di una stagione di profonda trasformazione industriale e finanziaria per il gruppo di Pieve di Soligo.
L'assemblea ha approvato il bilancio 2025, deliberato la distribuzione di un dividendo di 0,16 euro per azione e rinnovato sia il consiglio di amministrazione sia il collegio sindacale. Ma la seduta ha registrato anche un segnale significativo proveniente dagli azionisti: la prima sezione della relazione sulla remunerazione, relativa alla politica retributiva 2026, è stata respinta con voto vincolante. Sul punto si sono concentrati infatti l'82,34% dei voti espressi in assemblea pari al 63,69% dei diritti di voto complessivi.
Via libera invece, con voto consultivo, alla relazione sui compensi corrisposti nel 2025. Sarà ora il cda, che dovrebbe riunirsi la settimana prossima a determinare il nuovo schema di remunerazione.
La nuova governance riflette gli equilibri dell'azionariato. La lista presentata da Asco Holding ha ottenuto oltre l'84% dei voti e ha espresso sei dei sette consiglieri del nuovo board: Luisa Vecchiato, Giovanni Zoppas, Federica Monti, Stefano Faè (che sarà nominato ad), Alessandra Gazzola e Matteo Conoscitore. Dalla lista di minoranza presentata da Asm Rovigo è stato invece eletto Guglielmo Ferrarese. Contestualmente l'assemblea ha nominato Zoppas presidente del consiglio di amministrazione.
Il cambio al vertice arriva al termine di un esercizio che segna una netta accelerazione delle dimensioni del gruppo. I ricavi consolidati sono saliti a 244,3 milioni dai 205 milioni dell'anno precedente, mentre il margine operativo lordo è balzato a 154,1 milioni rispetto ai 103,4 milioni del 2024. Ancora più marcata la crescita dell'utile netto consolidato, passato da 36,5 a 86,8 milioni di euro.

Dietro i numeri si intravede la nuova fisionomia di Ascopiave. Il 2025 è stato infatti l'anno della grande espansione nelle reti. Il gruppo ha investito complessivamente 93,7 milioni di euro e soprattutto ha destinato oltre 518 milioni all'acquisizione di partecipazioni, con l'operazione Ap Reti Gas North da 456,8 milioni e quella su Ap Reti Gas Next Grids da 46 milioni. Parallelamente sono state realizzate alcune cessioni strategiche, tra cui EstEnergy e Hera Comm, che hanno generato incassi complessivi per circa 290 milioni di euro.
È il prezzo della crescita dimensionale. La posizione finanziaria netta è salita a 614,2 milioni di euro dai 387,6 milioni di fine 2024, con un incremento di 226,6 milioni legato soprattutto all'intensa attività di acquisizioni. Una leva che il gruppo ha scelto di utilizzare per consolidare il proprio ruolo di operatore nazionale delle infrastrutture energetiche, in una fase in cui la distribuzione del gas continua a vivere un processo di concentrazione.
Per Zoppas si apre quindi una fase diversa da quella gestita da Cecconato. Se il decennio appena concluso è stato caratterizzato dalla costruzione di un campione territoriale capace di trasformarsi progressivamente in una piattaforma nazionale delle reti, il nuovo triennio sarà chiamato a dimostrare la capacità di integrare le acquisizioni, valorizzare gli asset acquisiti e riportare sotto controllo la leva finanziaria senza rallentare gli investimenti, compatibilmente con l’attuale struttura di capitale.
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