Alleanza tra piccoli caseifici: nasce Latterie del Medio Friuli
È la scelta che hanno compiuto la latteria sociale turnaria di Lavariano e la latteria sociale di Castions di Strada

In un settore sempre più complesso come quello lattiero caseario, per le piccole realtà l’unica strada possibile è quella di mettere insieme le forze. È la scelta che hanno compiuto la latteria sociale turnaria di Lavariano e la latteria sociale di Castions di Strada.
Le due società si sono fuse, a fine gennaio, dando vita alla cooperativa latterie sociali riunite del Medio Friuli, che conta su una dozzina di allevatori, 1,4 milioni di chili di latte vaccino e 14 mila chili di latte caprino conferiti, su una produzione di oltre 12 mila forme di latteria, 1,5 mila forme di Montasio e una vasta gamma di altri prodotti di qualità mozzarella, ricotta, yogurt e prodotti di nicchia. La nuova coop può contare su due spacci, attivi rispettivamente a Castions di Strada e Lavariano, che permettono di vendere i prodotti direttamente ai consumatori, mantenendo alta la qualità e valorizzando la filiera corta.
Obiettivo principale di questa unione è di rafforzare la posizione delle cooperative sul mercato locale, razionalizzare la produzione, ridurre i costi fissi e valorizzare al massimo la materia prima conferita dai soci. Una scelta dettata non solo dalle esigenze di mercato, ma anche da un percorso di adattamento alle mutate condizioni del settore, sempre più complesso e competitivo.
Il settore lattiero-caseario negli ultimi decenni ha attraversato profondi cambiamenti. La contrazione delle stalle attive, la diminuzione del numero di capi bovini allevati e le fluttuazioni dei prezzi del latte – passato dai 60 centesimi al litro alla stalla dei mesi scorsi ai 30 centesimi di questi giorni – che hanno messo a dura prova le cooperative e gli allevatori locali.
La produzione italiana ed europea, in questo periodo, si è trovata spesso in eccesso rispetto alla domanda, creando una situazione di surplus che ha reso difficile pianificare investimenti e strategie di mercato. A maggior ragione per i piccoli attori di questo settore che scontano anche alti costi fissi e una grande difficoltà nel ricambio generazionale.
«La variabilità del prezzo spot del latte rende difficile programmare le attività, ecco perché crediamo che questa unione possa rappresentare una risposta concreta e strategica» dichiara il presidente Michele Marello che sottolinea come di forza di questa nuova realtà sia la genuinità dei prodotti e la vendita diretta, «che permette di mantenere alta la qualità e di offrire un prodotto autentico ai nostri clienti».
L’auspicio è che la fusione sia la premessa per ulteriori collaborazioni e aggregazioni: «Dobbiamo crescere attraverso l’integrazione con altre cooperative del territorio – conclude Marello –, ottimizzare la capacità produttiva e aprirci a nuovi mercati, valorizzando le produzioni locali anche fuori Regione».
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