Alla Barilla di Muggia tra carrelli a guida laser e profumo di semola

Nel sito ex Pasta Zara il gruppo produce formati tradizionali, food service e pasta proteica: ammontano a 60 milioni le risorse investite in cinque anni per adeguare la capacità produttiva

Giorgia Pacino

Le dimensioni degli impianti sono impressionanti. Cinque linee produttive, due per i formati lunghi, tre per quelli corti, capaci di produrre dalle 4 alle 10 tonnellate l’ora. Sistemi di trasporto calano il prodotto dall’alto direttamente nelle confezioni.

Carrelli automatici a guida laser (Lgv) si muovono avanti e indietro dalle linee di confezionamento al magazzino: portano il materiale da imballaggio, avvolgono i cartoni nel cellophane e fanno ritorno con i pallet pronti alla spedizione. Ogni passaggio è calcolato al millimetro, sempre sotto lo sguardo vigile degli operatori.

Una fabbrica avveniristica se non fosse per due elementi, che fanno subito sentire a casa: il profumo di acqua e semola che si diffonde in tutta l’area produttiva, dall’essiccazione al confezionamento, e l’inconfondibile scatola di cartone blu che chiude la catena produttiva. Lo stabilimento Barilla di Muggia, ex Pasta Zara, è considerato uno dei più grandi al mondo nel settore: produce ogni anno circa 140 mila tonnellate di pasta, ma vanta una capacità che sfiora le 180 mila tonnellate.

Dal suo magazzino autoportante da 65 mila posti pallet partono ogni giorno almeno 10 container di pasta destinati al mercato europeo ed extraeuropeo. Acquisito nel 2020, dall’aprile del 2025 produce al 100% per la multinazionale di Parma. Si è infatti concluso l’accordo di “co-packing” che prevedeva il mantenimento per cinque anni delle attività di imballaggio, confezionamento ed etichettatura anche dei prodotti Zara.

«Ora la visione di sviluppo è tutta concentrata su Barilla, con un focus sulla gamma che si sta ampliando per formati e volumi», spiega il direttore del sito produttivo Pasquale Di Sarno. «È un’opportunità anche per rafforzare il senso di appartenenza delle persone che lavorano con noi. Stiamo portando avanti un piano di sviluppo e integrazione del sito produttivo al network Barilla, che investe in maniera trasversale tutti i processi: qualità, sicurezza, ambiente, energia, manutenzione, produzione, logistica. Abbiamo migliorato gli standard di qualità per essere in linea con quanto Barilla ha impresso sul mercato da 150 anni».

Il passaggio dalla vecchia alla nuova proprietà, un gruppo multinazionale da 4,8 miliardi di fatturato nel 2024 (+1,7% sul 2023), è stato vissuto con curiosità e attesa dai 170 dipendenti dello stabilimento. «Nonostante le dimensioni, l’azienda rimane davvero familiare. Per chi come me lavorava già qui è stata una bella sorpresa», assicura il responsabile delle Risorse umane Gian Paolo Bruschetta. «Quando è venuto a trovarci il signor Luca Barilla abbiamo mangiato tutti qui», racconta indicando l’ampio tavolo della sala riunioni. In cinque anni Barilla ha investito 60 milioni di euro per adeguare la capacità produttiva dello stabilimento agli standard del gruppo. «Ed è un investimento che continua – anticipa Di Sarno – abbiamo un piano di investimenti per rendere sempre più efficienti le linee, puntando su passione ed entusiasmo delle nostre persone. Attraverso le loro competenze e la loro dedizione garantiremo il miglioramento continuo della qualità dei nostri prodotti sul mercato».

I primi investimenti si sono concentrati su qualità e sostenibilità. Ereditando un impianto già altamente automatizzato, Barilla ha aumentato il livello di automazione introducendo nuovi macchinari per il food service e il retail. «L’automazione non toglie posti di lavoro: in 15 anni ho sempre visto una crescita dell’organico», fa notare ancora Bruschetta. «Parlare di operai è riduttivo: sono tecnici specializzati che gestiscono macchinari da milioni di euro, adeguando parametri e formati».

Sul fronte della sostenibilità, nel 2022 è stata avviata la realizzazione di un sistema di trigenerazione da 4,4 MWe che produce energia elettrica, termica e frigorifera e ha consentito di ridurre le emissioni di CO2 di circa il 16%. Nell’arco dei prossimi tre anni sono previste iniziative che prevedono l’utilizzo di ventilatori ad alta efficienza, sviluppati dalle persone di Barilla, per ridurre l’impatto dei consumi energetici in maniera strutturata, spiega ancora Di Sarno. Il prossimo passo è proseguire il percorso di digitalizzazione per facilitare ulteriormente il lavoro e garantire competitività allo stabilimento.

Vista la posizione, il plant di Muggia è orientato al mercato internazionale. Oltre il 98% della produzione va all’estero: Nord ed Est Europa in primis, ma anche oltreoceano, dagli Stati Uniti all’Australia. La gamma di prodotti è ampia: con cinque linee produttive – quella dedicata alla pasta corta è la più grande al mondo, installata qui come prototipo dal suo costruttore – lo stabilimento produce tutti i tradizionali formati nella classica blue box di cartone, a cui si affiancano le confezioni in cello per il canale food service e la nuovissima pasta Protein Plus, con il 20% di proteine. Una produzione che in Italia si fa solo a Muggia. «Il lancio è stato implementato nel corso del 2025 e ora si sta lavorando per portarla sulle tavole dei consumatori europei», aggiunge il direttore.

Nei piani del gruppo per Muggia si delinea un futuro che fa del sito triestino un polo sempre più strategico dal punto di vista distributivo, con un aumento dei flussi di ricevimento e spedizione del prodotto. «L’obiettivo è rendere il nostro magazzino un hub distributivo», spiega Di Sarno. «Negli ultimi due anni, e così sarà anche nel 2026, siamo impegnati nell’utilizzare la nostra capacità di magazzino e di spedizione. Si punta a far sì che i prodotti dello stabilimento di Muggia arrivino sulle tavole di tutto il mondo, dando al contempo supporto agli altri stabilimenti italiani per ricevere e distribuire i loro prodotti».

Altro elemento distintivo dello stabilimento è la scelta di concentrarsi sui prodotti premium per la ristorazione, aprendo anche al food service la linea Barilla trafilata al bronzo. «Una pasta di altissima qualità che vuole conquistare i clienti più esigenti che anche al ristorante portano Barilla nel cuore».

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