Ai e digitale: ecco come Abs riduce le emissioni e rimane competitiva

L’impianto da 450 milioni di euro garantirà il taglio del 25% della CO2 in atmosfera. Ma l’acciaieria del gruppo Danieli già da 10 anni è in prima linea nella decarbonizzazione, con costanti investimenti

Maurizio Cescon
Sono massicci gli investimenti che Abs (gruppo Danieli) fa per la decarbonizzazione
Sono massicci gli investimenti che Abs (gruppo Danieli) fa per la decarbonizzazione

Quindici milioni di metri cubi di metano, 60 milioni di kw/h di energia elettrica e il 14% in meno di emissioni di gas serra in atmosfera. Sono i risparmi che Abs, l’acciaieria del gruppo friulano Danieli, ha già effettuato negli ultimi 10 anni, grazie a un processo di decarbonizzazione avviato ben prima dell’introduzione dei parametri europei, che ha visto un ingente stock di investimenti e di azioni volte a migliorare l’efficientamento. Ma pur essendo già all’avanguardia in questo settore, Abs non sta certo ferma e guarda ai prossimi traguardi, in vista del 2030 e della realizzazione della nuova acciaieria, la terza, che sarà costruita nei prossimi mesi accanto alle altre due in attività.

La gestione responsabile delle risorse energetiche costituisce infatti per Abs una «priorità strategica imprescindibile», poiché tali risorse «incidono in modo determinante sull’intero ciclo produttivo, con una incidenza di circa il 30% sui costi di produzione degli acciai speciali. Contemporaneamente, ridurre e razionalizzare l’energia significa anche contenere le emissioni di CO2 e Abs è impegnata anche su questo fronte con un piano di decarbonizzazione che prevede di raggiungere nel 2030 il target del -30% delle emissioni di CO2 rispetto al 2023».

Un percorso che, nel quartier generale di Cargnacco, alla porte di Udine, è partito da lontano. «L’approccio attuale di Abs all’energia è frutto di una riflessione profonda fatta oramai dieci anni fa - si legge nelle pieghe dei bilanci di sostenibilità - , dove avevamo chiara la direzione: energia e cambiamenti climatici sarebbero diventati temi centrali per ogni impresa. Per questo abbiamo scelto di agire con un approccio strutturato, avviando un piano di efficientamento tecnologico integrato con un sistema di gestione certificato.

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La strategia energetica di Abs si basa infatti su un sistema di gestione dell’energia certificato, applicato sia negli stabilimenti italiani che in Croazia. Il modello prevede 3 filoni di azioni: monitoraggio costante e puntuale dei consumi, con test periodici riguardo le performance energetiche degli stabilimenti, per poter intervenire tempestivamente in caso di problemi. Abbiamo un sistema di oltre 700 contatori che monitorano in maniera continua i consumi di energia elettrica e metano. C’è un team trasversale su tutte le linee che si chiama proprio “team efficentamento” che si riunisce periodicamente per decidere strategie, sistemi e investimenti.

L’efficentamento energetico si raggiunge attraverso un piano di investimenti diretti negli impianti energetici e indiretti volti a diminuire i consumi, con un piano per utilizzare le fonti di energia rinnovabile come il fotovoltaico. La prima fase di sviluppo della produzione fotovoltaica on-site è arrivata a conclusione, con l’avviamento di tre impianti per un totale di 5,3 Mwp, pari ai consumi di 6 mila famiglie. Nell’anno fiscale 2023/24 Abs ha investito quasi 74 milioni di euro in modernizzazione degli impianti, iniziative strategiche e nella creazione della propria capacità di produzione di energia elettrica rinnovabile. Al 30 giugno 2025 tali investimenti hanno raggiunto 83,65 milioni di euro, di cui circa un milione dedicato alla strategia energetica. Sono inoltre già previsti ulteriori 47,36 milioni di euro entro l’esercizio fiscale 2027/28».

Nell’ambito delle procedure di incentivazione legate alle “Condizionalità Verdi”, Abs ha coperto il 30% del consumo di energia elettrica acquistata nel biennio 2024-2025 tramite Certificati di garanzia di origine, per un totale di 275 mila MWh. L’acciaieria anche quest’anno ha raggiunto il target di risparmio energetico fissato in 3.400 tonnellate equivalenti di petrolio (Tep), grazie all’attuazione di un piano pluriennale di upgrade dei sistemi di combustione. Questi interventi hanno consentito di mantenere i risultati di riduzione del 6% nei consumi di metano e del 4% nelle emissioni di CO2 rispetto alla partenza del progetto.

Ma non è finita qua, perché l’investimento di 450 milioni per il nuovo “Hybrid digital green plant” ha come obiettivo quello di ridurre ancora del 15% i consumi energetici grazie al nuovo forno elettrico Q-one con tecnologia Danieli. La linea del futuro permetterà la produzione di circa 700 mila tonnellate anno di prodotti a basse emissioni di CO2. Il cuore della linea sarà il forno digitale completamente chiuso e automatizzato, alimentato dal sistema Q-one di tecnologia Danieli e supportato da intelligenza artificiale che permetterà un preciso controllo di ogni fase del processo produttivo e, conseguentemente, la riduzione dei consumi di energia elettrica e gas.

L’energia di alimentazione dell’impianto potrà, inoltre, essere autoprodotta da fonti rinnovabili. Trasferimento efficiente dell’energia, automatizzazione del processo, recupero del calore residuo per scaldare il rottame in carica, sono caratteristiche che permetteranno di ottenere acciaio a bassa impronta carbonica. Il limitato impatto ambientale sarà anche assicurato dalla progettazione “zero water discharge” con il recupero totale delle acque di raffreddamento e “zero waste” con il recupero totale degli scarti di lavorazione. Tutte queste componenti garantiranno la riduzione delle emissioni CO2 del 25%, dei consumi elettrici del 15% e un consumo di metano inferiore dell’80% rispetto agli attuali forni. 

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