Agricoltori del Fvg anti Mercosur: «Regole uguali e alimenti sicuri»

Coldiretti, Confagricoltura e Cia sfilano in corteo: garanzie certe sulla qualità dei prodotti importati

Maurizio Cescon

 

Delegazioni di agricoltori dal Friuli Venezia Giulia compatte per protestare contro l’accordo Ue-Mercosur, ieri mattina a Strasburgo, sede del Parlamento dell’Unione dei 27. Coldiretti, Cia e Confagricoltura, un centinaio di persone in tutto, hanno schierato i loro presidenti e segretari regionali e provinciali, oltre ad alcuni rappresentanti dei giovani, per far sentire la voce della categoria.

La mobilitazione continua - assicurano le associazioni - finché l’intesa, firmata nei giorni scorsi dalla presidente Ue Ursula von der Leyen, che dovrà essere ora ratificata dal Parlamento europeo, non sarà modificata. Regole, reciprocità, controlli e nessuna importazione sleale: questi i capisaldi delle rivendicazioni degli imprenditori agricoli. Rivendicazioni su cui, giurano, non si arretrerà di un millimetro.

Confagricoltura ha affidato al presidente nazionale Massimiliano Giansanti il commento alla giornata. «Vogliamo le istituzioni europee più vicine agli agricoltori che garantiscono sicurezza alimentare e cibo di alta qualità - ha detto Giansanti - . Per questo motivo, da una parte, vogliamo dire no agli accordi commerciali sbagliati come il Mercosur e dall’altra chiediamo maggiori risorse per un settore fondamentale come l’agricoltura. Forniamo cibo sicuro agli europei, ma non possiamo farlo senza un giusto reddito. Chiediamo una politica agricola comune più vicina agli interessi degli agricoltori e delle aree rurali che ci permetta di rendere l’agricoltura europea sempre più competitiva. Vogliamo garantire la sicurezza alimentare, vogliamo garantire la democrazia del cibo ma non possiamo farlo se non abbiamo quegli strumenti necessari per poter garantire un giusto reddito agli agricoltori».

«Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza - hanno dichiarato il presidente regionale di Coldiretti Martin Figelj e il direttore Cesare Magalini, facendo proprie le parole del presidente nazionale Ettore Prandini - nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese. Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessità di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori. La nostra battaglia continuerà, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea».

«Siamo qui per denunciare la necessità che, partendo proprio dal Mercosur, tutti i prodotti che importiamo in Europa e soprattutto in Italia siano pienamente tracciabili - ha aggiunto il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo - . Noi abbiamo fotografato nel porto di Rotterdam quella che possiamo definire la porta degli inferi: le cose più schifose che arrivano in Italia. È quindi necessario che partendo da questa grande capacità di mobilitazione popolare, si possa arrivare non solo al concetto di reciprocità, ma a un controllo che riguardi tutte, tutte, tutte le merci che importiamo, sia dal punto di vista della qualità sia, soprattutto, da quello della salubrità».

A sfilare in corteo a Strasburgo anche una delegazione della Cia (Confederazione italiana agricoltori) regionale che sottolinea l’opportunità, attraverso l’accordo Ue-Mercosur, di tutelare i 57 prodotti Dop italiani (tra cui il crudo di San Daniele), con «i giusti presupposti: gli accordi commerciali hanno senso se e solo se creano efficienza, competitività e vantaggi reciproci. C’è tutto il tempo per correggere il tiro».

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