Accordo in Regione per Snaidero: niente esuberi, solidarietà per tutti
Salvo il reparto verniciatura con i 27 posti di lavoro: «Serve una strategia per riconquistare i mercati». Rosolen e Bini: «Lavoratori e azienda saranno affiancati nel percorso iniziato con gli strumenti necessari»

È salvo il reparto verniciatura della Snaidero, e con esso 27 posti di lavoro che fino a ieri risultavano ancora a rischio. Ha avuto esito positivo il tavolo di confronto - il terzo - fra le parti sindacali, i vertici aziendali, Confindustria Udine e gli assessori regionali al lavoro, Alessia Rosolen, e alle attività produttive, Sergio Emidio Bini, tenutosi ieri mattina nel palazzo udinese della Regione per mettere un punto fermo ad una vicenda che ha tenuto per lungo tempo col fiato sospeso i dipendenti della storica realtà produttiva di Majano.
Il passo indietro rispetto al piano di delocalizzazione del reparto (che, secondo i programmi iniziali, avrebbe dovuto essere dismesso il 2 febbraio) si unisce alla decisione di sottoscrivere un contratto di solidarietà in deroga, della durata di dodici mesi (il tempo necessario per trovare soluzioni più stabili), per la quasi totalità dei dipendenti, 259 su 274.
«L’incontro sulla vertenza Snaidero convocato dalla Regione - confermano Bini e Rosolen - ha consentito di riaprire il dialogo con le organizzazioni sindacali ed è appunto sfociato nella comunicazione, da parte dell’azienda, della prossima sottoscrizione di un contratto di solidarietà in deroga per i lavoratori, per un anno. Consideriamo questo passaggio positivo e costruttivo: è una conferma del valore del confronto istituzionale e sindacale».
Nel contempo resta, naturalmente, la consapevolezza che la partita non è chiusa in via definitiva e che l’evoluzione della situazione, pertanto, andrà monitorata con scrupolo e con continuità.
«Il percorso - rilevano infatti i due esponenti della giunta Fedriga - richiede attenzione costante e responsabilità condivisa. La Regione seguirà con zelo gli sviluppi, affiancando lavoratori e impresa con gli strumenti delle politiche del lavoro e del sostegno alle attività produttive».
Soddisfazione per il risultato raggiunto viene espressa pure dai sindacati: «La linea indicata, ovvero la rinuncia all’esternalizzazione del reparto verniciatura, è un segnale positivo», commenta Massimo Minen, segretario regionale della Feneal Uil, che ha partecipato al tavolo insieme ai colleghi Carlo Cimenti, di Fillea Cgil Udine, e Sonia Quatrida, della Filca Cisl.
«Abbiamo tutti apprezzato - prosegue - l’apertura dell’azienda, che ha dimostrato la volontà di condividere un percorso. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, chiaramente, i contatti dovranno proseguire, per capire come si possa gestire le criticità in essere, dal momento che i volumi di vendita restano bassi. Bisogna mettere a fuoco le strategie con cui riconquistare il mercato. Resta il fatto - conclude Minen - che un primo, fondamentale obiettivo è stato raggiunto. Ce ne rallegriamo, con l'impegno, ripeto, a monitorare l'andamento della situazione».
Sigle sindacali e Regione sono allineate sul punto, insomma. «La riunione di oggi - ribadiscono gli assessori Bini e Rosolen - ha confermato la condivisione di un iter che, anche grazie a un ulteriore anno di contratto di solidarietà, potrà accompagnare l’individuazione delle soluzioni più adeguate per sostenere la produzione e l'occupazione nel sito di Majano. È una direzione che la Regione ha sostenuto con coerenza fin dall'avvio del tavolo e che oggi viene avallata, insieme alla piena disponibilità a mettere a disposizione delle parti tutti gli strumenti di politica industriale e del lavoro».
Sul tema intervengono anche i consiglieri Fvg del Pd Massimiliano Pozzo e Manuela Celotti: «Adesso - osservano - resta aperta l’importante partita del rilancio industriale. Decisiva è stata l'azione sindacale, che non ha riguardato solo il reparto di verniciatura, ma il futuro della Snaidero nel suo insieme. Apprezziamo pure l'impegno della giunta regionale, che abbiamo chiesto fin da subito e cui abbiamo dato supporto».
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