Accordo sindacale, Diadora ristruttura: a casa 27 lavoratori
Intesa fra azienda e le sigle di categoria di Cgil e Cisl. Uscite volontarie, incentivi e scivoli verso la pensione

Nuovo assetto per sfidare l’instabilità dei mercati internazionali e puntare alla fascia alta del settore sportswear. La trevigiana Diadora, la storica firma delle calzature e dell’abbigliamento con sede a Caerano San Marco, controllata insieme a Geox dalla Lir di Mario Moretti Polegato, ha stilato un piano di riorganizzazione che prevede il taglio di 27 posizioni lavorative su un totale di 199 dipendenti.
Un passaggio delicato, gestito però attraverso un accordo sindacale che privilegia la volontarietà e la tutela del reddito. L’intesa è stata sottoscritta mercoledì scorso presso la sede di Confindustria Veneto Est a Treviso, al termine di un confronto tra la direzione aziendale e le sigle sindacali Femca Cisl Belluno Treviso e Filctem Cgil Treviso.
Alla base della ristrutturazione vi è la necessità di rispondere a un contesto globale sempre più complesso. La strategia di Diadora si sta evolvendo verso un rafforzamento delle linee di prodotto a maggiore valore strategico, con l'obiettivo di posizionare stabilmente il marchio nel segmento alta gamma.
«L’accordo - spiega in una nota Claudio Bora, amministratore delegato dell’azienda - è stato raggiunto al termine di un dialogo improntato alla collaborazione, nell’ambito di un percorso di ristrutturazione organizzativa e aziendale volto a rispondere alle mutate condizioni di mercato e all’evoluzione di crescita del gruppo con una strategia incentrata sullo sviluppo di nuovi mercati e sul rafforzamento delle linee di prodotto a maggiore valore rendono necessaria una riorganizzazione dei processi aziendali. L’accordo prevede il ricorso prioritario a uscite su base volontaria, accompagnate da incentivi economici, misure di supporto per i lavoratori coinvolti e, ove possibile, strumenti per l’accesso alla pensione».
In base all’accordo, per i dipendenti che matureranno i requisiti pensionistici entro la fine del prossimo anno, Diadora si è impegnata a garantire la continuità totale del reddito. Attraverso un’integrazione economica che si sommerà all’indennità di disoccupazione (la Naspi), i lavoratori coinvolti percepiranno un importo pari al 100% dell’ultima retribuzione mensile. Per chi invece non è prossimo alla pensione ma sceglierà la via dell’uscita volontaria, sono stati definiti incentivi legati all’anzianità di servizio. «Ora lasciamo il tempo ai lavoratori di digerire la notizia – commenta Simona Puzzo della Femca Cisl -. Entro marzo verranno valutate le richieste pervenute, analizzando le professionalità individuali rispetto alle nuove esigenze aziendali. Noi siamo sempre al fianco dei lavoratori, seguiremo passo dopo passo questo percorso».
Massimo Moretti della Filctem Cgil ha tracciato un parallelo con altre situazioni del distretto trevigiano, citando i casi Benetton e Geox. Proprio Geox con le organizzazioni sindacali ha raggiunto lo scorso 5 febbraio un accordo per la chiusura anticipata dei contratti di solidarietà, inizialmente prevista per il 12 aprile, un atto che ha chiuso una procedura per 130 esuberi nel quartier generale di Montebelluna. «Ragioniamo di volontarietà per dare la possibilità di fare esperienze diverse a chi lo desidera – spiega Moretti -. Nel caso, entro aprile, non si raggiungerà la quota di 27 adesioni, la situazione andrà rivalutata».
L’obiettivo dei sindacati è ora quello di vigilare sulla tenuta del piano industriale, come si farà anche in Geox. «Vogliamo che l’azienda porti quel valore aggiunto – chiude Moretti - che dovrà poi essere redistribuito ai lavoratori rimasti attraverso la contrattazione di secondo livello».
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