Unipol nel risiko bancario, accordo con Intesa su Mps

Nel perimetro del piano anche la possibile combinazione con Bper, di cui Unipol detiene circa il 20% del capitale, che insieme Banca Mps darebbe vita a un gruppo da circa 225 miliardi di euro di raccolta diretta e 170 miliardi di impieghi, con oltre 2.600 sportelli e sinergie stimate oltre 800 milioni.

La redazione

Il Consiglio di Amministrazione di Unipol Assicurazioni, riunitosi il 7 giugno, ha approvato la sottoscrizione di un accordo con Intesa Sanpaolo nell’ambito di un progetto strategico volto a rafforzare il posizionamento del Gruppo nel mercato bancario. Con questa operazione, Unipol scende nell’agone del risiko bancario, che si è riacceso nella giornata di ieri con la proposta di aggregazione rivolta da Banco BPM a MPS.

Secondo quanto comunicato da Unipol, l’intesa prevede che la società si impegni ad acquistare da Intesa Sanpaolo, subordinatamente al perfezionamento dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Banca Monte dei Paschi di Siena e all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie, «l’intero capitale sociale di una banca» che sarà titolare di uno specifico compendio aziendale di MPS, il cosiddetto Compendio Unipol.

Il perimetro includerà 635 filiali e le strutture centrali necessarie a operare in autonomia. Come precisa il comunicato, «poiché l’acquisizione è subordinata al conseguimento del controllo di Mps da parte di Intesa Sanpaolo nell’ambito e all’esito dell’Opas, né Intesa né Unipol dispongono di dati contabili e informazioni non pubbliche relative a Mps», motivo per cui il perimetro definitivo sarà definito solo dopo il completamento dell’operazione.

Sulla base delle stime preliminari, al 31 dicembre 2025 il Compendio Unipol sarebbe composto da 635 filiali, circa 55 miliardi di euro di raccolta diretta e circa 42 miliardi di impieghi alla clientela. L’utile netto è stimato tra 400 e 460 milioni, con un CET1 Capital Ratio pari al 16% e Risk Weighted Assets fino a 20 miliardi. Il perimetro includerebbe inoltre il marchio Monte dei Paschi di Siena e circa 2 milioni di clienti.

Restano esclusi dal compendio le attività e passività del Large Corporate e Investment Banking, le principali partecipazioni, i crediti deteriorati e il rischio relativo al contenzioso non legato alle filiali incluse. Le filiali saranno inoltre «libere da vincoli distributivi su prodotti assicurativi» come si legge nel comunicato.

Il corrispettivo massimo dell’operazione sarà pari a 3,5 miliardi di euro e verrà definito a valle dell’Opas, anche sulla base dell’utile netto del Compendio Unipol. L’operazione resta subordinata alle autorizzazioni delle autorità di vigilanza competenti.

Sul piano strategico, Unipol sottolinea che l’operazione è finalizzata a «rafforzare il posizionamento nel mercato bancario italiano», aumentando capillarità distributiva e penetrazione commerciale, con l’obiettivo di consolidare il secondo posto nel settore assicurativo nazionale.

Il gruppo intende inoltre diversificare le fonti di ricavo, aumentando il contributo del comparto bancario alla redditività complessiva e migliorando la resilienza degli indicatori di solvibilità, riducendo la volatilità. Tra gli obiettivi figura anche il miglioramento del profilo reddituale e l’accelerazione del Piano 2025-2027.

In prospettiva, Unipol intende proporre a Bper Banca, di cui detiene il 19,8%del capitale, la combinazione con la banca acquisita, con l’ipotesi di denominare la nuova entità Banca Monte dei Paschi. Le modalità saranno negoziate con gli organi societari di Bper, nel rispetto della normativa sulle operazioni con parti correlate. Unipol precisa inoltre di non voler promuovere alcuna offerta pubblica su Bper.

In caso di esito positivo, la combinazione darebbe vita a un nuovo gruppo bancario posizionato al secondo posto in Italia per raccolta diretta, prestiti e numero di sportelli, grazie alla complementarità industriale e territoriale delle due realtà.

Il progetto prevede anche un rafforzamento del radicamento territoriale, con una posizione di primo piano in Lombardia e un’espansione significativa in regioni come Toscana e Veneto, oltre a una presenza capillare su tutto il territorio nazionale.

Le sinergie di costo e ricavo sono stimate «in via preliminare pari a oltre 800 milioni di euro», elemento considerato centrale nel razionale industriale dell’operazione.

La nuova realtà bancaria conterebbe oltre 2.600 sportelli, circa 170 miliardi di euro di impieghi e circa 225 miliardi di euro di raccolta diretta, integrando storia e marchi del sistema bancario italiano.

Nel contesto dell’operazione, Unipol sottoporrà all’assemblea straordinaria una delega al CdA per un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro, in una o più tranche, mediante emissione di azioni ordinarie da offrire in opzione agli azionisti. Le condizioni definitive saranno stabilite dal Consiglio in prossimità dell’avvio dell’offerta, prevista nel corso del 2026.

Le principali cooperative azioniste, pari a circa il 49% del capitale, hanno già espresso la disponibilità a partecipare all’aumento di capitale per le rispettive quote.

Sul piano patrimoniale, Unipol stima un Solvency Ratio superiore al 200%, con quello del comparto assicurativo sopra il 280% e un CET1 del comparto bancario superiore al 15% a operazione conclusa.

Per il 2026, la società prevede una remunerazione degli azionisti con un monte dividendi pari ad almeno 930 milioni di euro, rispetto ai circa 800 milioni del 2025.

Nell’operazione, Unipol è assistita da Rothschild & Co come advisor finanziario e da Chiomenti come advisor legale.

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