Unipol punta al Nordest, a Bper gli sportelli dell’ex banca Antonveneta
Le assicurazioni bolognesi con l’acquisizione di Mps puntano a creare un «un nuovo campione italiano» del credito destinato a collocarsi al secondo posto nazionale per raccolta diretta, prestiti alla clientela e numero di sportelli

L’Emilia Romagna è pronta a prendersi un altro pezzo di Nordest. L’ipotesi delineata da Unipol, con l’acquisto degli asset del Monte dei Paschi di Siena destinato poi a essere integrato in Bper, non rappresenta soltanto una nuova operazione di consolidamento finanziario. È anche il simbolo di uno spostamento di peso economico e decisionale che inevitabilmente penalizzerà il Veneto e, più in generale, il Nordest.
La presenza a Nordest
I numeri aiutano a capire la dimensione del caso. A fine 2025 Monte dei Paschi di Siena contava 1.549 sportelli censiti dall’Organo di vigilanza. In Veneto Mps, che una ventina d’anni fa si comprò Antonveneta per la cifra enorme di nove miliardi di euro, dispone ancora di 159 sportelli, pari al 12,6% della rete italiana, con Padova a far la parte del leone con 55 filiali, seguita da Vicenza, Venezia e Verona. In Friuli Venezia Giulia le sedi sono 29 con Udine e Trieste in prima fila. Una presenza tutt’altro che marginale, grazie alla dote di centinaia di sportelli Antonveneta, in un’area che continua a rappresentare uno dei motori industriali del Paese.
Con l’operazione immaginata da Unipol, questo presidio entrerebbe però nell’orbita emiliana. Il nuovo gruppo nascerebbe infatti attorno a Bper, banca cresciuta negli anni proprio grazie a una lunga stagione di aggregazioni e consolidamenti territoriali. Non è un dettaglio secondario. Negli stessi decenni in cui il Veneto vedeva progressivamente ridursi il peso dei propri grandi centri decisionali - dalle banche popolari alle utility, fino alle grandi partecipazioni industriali - l’Emilia-Romagna costruiva un sistema integrato capace di rafforzare contemporaneamente finanza, servizi e infrastrutture.
Basta guardare ai principali player regionali. A Bologna si è consolidato il ruolo di Unipol nel settore assicurativo-finanziario, accompagnando la crescita di Bper, si è rafforzata Hera, che nel 2013 incorporò Acegas-Aps Holding nata dalle unioni delle municipalizzate di Trieste e Padova, ed è cresciuto il sistema fieristico regionale, costruendo una rete di grandi soggetti capaci di attrarre investimenti, capitale umano e funzioni direzionali. Tutto questo parallelamente alla linea ad alta velocità Bologna-Milano che ha drasticamente ridotto le distanze economiche tra le due città, creando uno dei principali assi di sviluppo del Paese. E mentre l’Emilia-Romagna scalava le classifiche della competitività nell’innovazione e nella conoscenza, il Veneto arretrava su molti indicatori, pur mantenendo università di qualità e un tessuto manifatturiero ancora molto forte.
La costruzione del colosso Mps-Bper
L’operazione Mps-Bper sembra inserirsi dentro questa traiettoria. Unipol parla apertamente della creazione di «un nuovo campione italiano» del credito, destinato a collocarsi al secondo posto nazionale per raccolta diretta, prestiti alla clientela e numero di sportelli. La futura «Banca Monte Paschi», denominazione che eliminerebbe il riferimento diretto a Siena, nascerebbe con oltre 2.600 filiali, circa 170 miliardi di impieghi e 225 miliardi di raccolta diretta.
Il gruppo assicurativo stima sinergie superiori agli 800 milioni di euro e sottolinea la forte complementarità territoriale dell’operazione. Tra le aree indicate come strategiche compare esplicitamente anche il Veneto, regione nella quale il nuovo polo bancario realizzerebbe un «forte salto dimensionale».
È qui che il tema finanziario torna a intrecciarsi con quello politico ed economico. Le grandi banche continuano infatti a essere uno snodo decisivo nella distribuzione del credito, nella gestione del risparmio e nella costruzione delle reti relazionali tra imprese, istituzioni e territorio. Dal punto di vista occupazionale, restano aperti gli interrogativi sugli inevitabili effetti delle integrazioni. Carlo Cimbri, presidente di Unipol, ha assicurato che Bper «ha sempre dimostrato particolare attenzione non solo ai territori ma soprattutto alle persone e che non ci saranno situazioni traumatiche». Tuttavia, i numeri degli eventuali esuberi non sono ancora stati definiti e dipenderanno anche dal perimetro finale dell’operazione.
Nel frattempo Siena osserva con apprensione l’evoluzione della partita. Lo stesso Ad Luigi Lovaglio, intervenendo nei giorni scorsi al consiglio nazionale della Uilca a Venezia, aveva ribadito con orgoglio che «tutte le strade portano a Siena». Ma nel nuovo risiko bancario italiano le strade sembrano invece portare a Bologna.
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