UniCredit, gli utili a quota 3,2 miliardi: «Dialogo con Generali»
L’istituto di piazza Gae Aulenti ha comunicato di aver chiuso il miglior trimestre di sempre. L’amministratore delegato Andrea Orcel: «Con il Leone di Trieste possibili sinergie industriali»

UniCredit accelera sul fronte delle partnership, consolida risultati record e porta avanti le operazioni strategiche in Europa.
È questa la traiettoria delineata dalla banca guidata da Andrea Orcel, che nel primo trimestre archivia numeri oltre le attese e ribadisce le ambizioni di crescita, mentre sullo sfondo restano aperti i dossier Generali e Commerzbank.
Sul fronte Leone di Trieste, Orcel chiarisce la natura dell’investimento e apre alla cooperazione industriale. «È un investimento finanziario», ribadisce l’amministratore delegato, sottolineando come l’esposizione economica della quota - pari all’8,7% circa - sia stata ridotta sotto il 2% e «intendiamo mantenerla così».
Allo stesso tempo, però, il dialogo è avviato: «Abbiamo iniziato con loro il dialogo per cooperare in una serie di aree dove possiamo creare valore per entrambi». Un rapporto che il banchiere definisce consolidato nel tempo e che potrebbe evolvere: «Ha senso ampliare la partnership tanto nell’assicurativo quanto sul risparmio gestito».
In sostanza, nessuna crescita nel capitale, ma spazio a sinergie operative. Dalla strategia ai conti. UniCredit ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 3,2 miliardi di euro, in crescita del 16,1% anno su anno e sopra le stime di mercato.
I ricavi si attestano a 6,9 miliardi (+5%), mentre i ricavi netti raggiungono i 6,7 miliardi (+3,3%), nonostante gli impatti negativi legati ai tassi, al costo del credito e alla Russia. Si tratta del ventunesimo trimestre consecutivo di crescita redditizia e del miglior risultato di sempre per il gruppo.
«UniCredit ha riportato un’altra serie record di risultati trimestrali in tutte le principali metriche finanziarie», afferma Orcel, evidenziando «la solidità e la coerenza del nostro modello».
Nel dettaglio, il margine di interesse si attesta a 3,6 miliardi, mentre commissioni e risultato netto della gestione assicurativa salgono a 2,5 miliardi (+8%), arrivando a rappresentare il 38% dei ricavi netti, già in linea con gli obiettivi strategici al 2028. «Abbiamo aumentato l’ambizione per l’utile netto del 2026 a uguale o superiore a 11 miliardi di euro», afferma Orcel, mentre restano confermati i target di 13 miliardi al 2028 e circa 15 miliardi al 2030.
Sul fronte delle operazioni straordinarie, UniCredit ha intanto pubblicato il documento di offerta per l’Ops su Commerzbank: il periodo di adesione è partito ieri e si chiuderà il 16 giugno.
L'istituto tedesco ha specificato che «l’offerta riflette i termini annunciati il 16 marzo scorso e che il prezzo di offerta implicito rappresenta uno sconto dell'8,7% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni Commerzbank del 4 maggio».
Sul dossier Orcel mantiene una linea prudente ma fiduciosa. «Ci vuole tempo, ma con tanta pazienza e mantenendo la barra dritta, siamo molto fiduciosi che alla fine si farà, probabilmente non con questa offerta ma nel futuro più o meno lontano».
L’obiettivo non è il controllo immediato: «La nostra aspettativa è che finiremo intorno al 30%, cioè non arriveremo al controllo. Per noi va bene». Nelle considerazioni del Ceo emerge quindi una visione di lungo periodo, costruita su trasformazione e disciplina.
«Ci muoviamo su due assi: tentiamo di portare a casa i migliori risultati per i nostri azionisti nel breve termine, senza dimenticarci mai che dobbiamo continuare a trasformare la banca». Un percorso avviato nel 2021 e rafforzato dal nuovo piano, con un ruolo crescente anche per l’intelligenza artificiale nella semplificazione dei processi. L’amministratore delegato Andrea Orcel: «Con il Leone di Trieste possibili sinergie industriali» .
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