Regole per la lista del cda, Mps ora prende tempo: «Altri approfondimenti»

L’obiettivo del board rimane un’approvazione in tempi rapidi con una chiara formalizzazione dell’assetto della governance

Paolo Algisi
La sede centrale del Monte dei Paschi, a Siena
La sede centrale del Monte dei Paschi, a Siena

Mps prende tempo sul regolamento che dovrà disciplinare la procedura per la stesura della lista del consiglio di amministrazione.

Il consiglio del Monte dei Paschi di Siena, dopo aver «preso atto della proposta» messa a punto dal comitato nomine, ha «deciso di effettuare ulteriori approfondimenti» con l'obiettivo di «giungere all'approvazione del regolamento in tempi rapidi e con una chiara formalizzazione delle regole di governance».

Del regolamento il consiglio di amministrazione tornerà a parlare il prossimo 28 gennaio «al fine di effettuare le opportune valutazioni ed assumere le conseguenti delibere».

D'altra parte il tempo stringe: il 4 febbraio l'assemblea straordinaria deve approvare - «previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni» - le modifiche statutarie che introducono anche a Siena la lista del cda.

Ma da Francoforte il disco verde non è ancora arrivato, con la vigilanza della Banca centrale europea che, dopo aver bocciato il principio di residualità che faceva decadere la lista del cda in presenza di liste dei grandi soci concorrenti, starebbe ora analizzando con molta attenzione anche il regolamento.

La proposta del comitato nomine aveva fatto rumore in quanto prevedeva l'esclusione dei consiglieri sottoposti a indagine penale dai lavori per la lista.

Una prescrizione che, benché di carattere generale, intaccava nei fatti le prerogative dell'amministratore delegato, Luigi Lovaglio indagato per il presunto concerto su Mediobanca che potrebbe creare problemi nella definizione della lista con soci coinvolti nella stessa inchiesta.

La proposta avanzata di fatto avrebbe penalizzato il manager che di fatto ha risanato il Monte dei Paschi di Siena e gestito l'intera operazione di acquisizione di Mediobanca.

Il manager, tra l'altro, ad inizio dicembre aveva incassato l'unanime fiducia del consiglio di amministrazione in relazione all'inchiesta su Piazzetta Cuccia.

L'indicazione proveniente dal comitato nomine, di fatto, pur non precludendone la riconferma, ne indeboliva la posizione, in una fase di tensioni in consiglio anche in merito al destino di Mediobanca.

La decisione di non procedere con l'adozione della proposta del comitato nomine è stata presa «su indicazione del presidente Nicola Maione», non sempre in linea con Lovaglio, e «con il consenso di tutti i consiglieri», dunque anche quelli che siedono nel comitato nomine.

Negli ultimi giorni a rafforzare la posizione del banchiere avevano contribuito il sostegno esplicito di Delfin (famiglia Del Vecchio), primo azionista del Monte con il 17,5%, e quello del Tesoro (4,9%).

Lovaglio ha nel ministro Giorgetti un estimatore.

Il gruppo Caltagirone (10,3%) aveva invece rinviato le sue valutazioni all'assemblea e alle consultazioni sulla lista, respingendo le accuse di manovrare contro Lovaglio e parlando di «confronto interno» al cda.

Che, da parte sua, assicura che gestirà «con massima trasparenza ed efficacia la procedura di formazione della lista» che andrà al voto dell'assemblea sul rinnovo del consiglio, il prossimo 15 aprile.

Intanto anche Anima si muove: su indicazione di Banco Bpm lunedì il cda discuterà la nomina ad amministratore delegato del presidente di Eurizon, Saverio Perissinotto,. —

 

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