Mps, da Glass Lewis ok a Palermo, ma stop ai candidati di Caltagirone

A Siena si riducono le chance di un bis di Lovaglio. Via libera alla lista del cda per il vertice dell’istituto dalla società advisor dei fondi. L’invito a non eleggere in consiglio il figlio del costruttore, De Simone e Lombardi

Roberta Paolini

Tutto come da pronostico. Ieri il proxy advisor Glass Lewis ha mandato la propria raccomandazione agli azionisti del Monte dei Paschi di Siena di sostenere la lista presentata dal consiglio di amministrazione uscente nell’assemblea del 15 aprile, chiamata a rinnovare il board della banca.

Nel report pubblicato in vista del voto, il suggerimento è di appoggiare Fabrizio Palermo come ad e Nicola Maione alla presidenza (A differenza dell’altro proxy Iss, che invece aveva detto di non votare per il presidente uscente). Questa indicazione riduce le possibilità dell’ex ad del Monte Luigi Lovaglio di poter puntare a raccogliere il voto del circa 12 per cento di capitale di Siena in mano agli istituzionali, che tipicamente si allineano a quelle che sono le indicazioni dei proxy. Certo, si vedrà in assemblea, e comunque con la Legge Capitali la lista di Plt Holding che ricandida Lovaglio avrebbe comunque l’opportunità di arrivare ad accaparrarsi sei seggi nel nuovo board.

Secondo Glass Lewis, nonostante alcune criticità emerse durante il processo di definizione della lista, la proposta del board appare «meglio posizionata per offrire una cornice di governance bilanciata e stabile durante un periodo di transizione strategica» per l’istituto senese.

Secondo Glass Lewis la composizione proposta copre competenze rilevanti per la fase strategica dell’istituto, tra cui supervisione finanziaria, competenze regolamentari e sui mercati dei capitali, particolarmente importanti per una banca sistemica impegnata nell’integrazione con Mediobanca.

Il proxy advisor riconosce che sia Palermo sia Lovaglio presentano profili credibili per il ruolo di amministratore delegato, pur con posizionamenti differenti in termini di continuità e profilo di rischio.

Il report sottolinea che Lovaglio ha contribuito a migliorare la banca e a creare valore per gli azionisti, e che la sola performance operativa non giustificherebbe necessariamente la sua sostituzione. Tuttavia, con l’inchiesta penale in corso che lo coinvolge, il consiglio ha il diritto di scegliere una transizione nella leadership sulla base di valutazioni più ampie. Sebbene il procedimento sia ancora in una fase preliminare, sottolinea il proxy advisor, e Lovaglio abbia diritto alla presunzione di innocenza, l’esistenza di un’indagine introduce un certo grado di incertezza che può essere rilevante nella valutazione degli azionisti nell’ambito dell’attuale contest, in particolare considerando lo status della società come istituzione regolata. Il report ricorda inoltre che, qualora la Bce sollevasse obiezioni sulla limitata esperienza bancaria di Palermo, la presenza nella lista di Corrado Passera e Carlo Vivaldi, entrambi con lunga esperienza nel settore, garantirebbe alternative immediate.

Oltre a sostenere Palermo e Maione, Glass Lewis invita però gli azionisti della banca senese a non votare per alcuni specifici candidati. Il proxy suggerisce di bocciare la rielezione di Alessandro Caltagirone e di Elena De Simone, legati al gruppo Caltagirone – uno dei principali azionisti della banca – ritenendo preferibili altri candidati indipendenti presenti nella lista. Analoga raccomandazione riguarda Domenico Lombardi, presidente del comitato nomine, che secondo il report paga le carenze di chiarezza e trasparenza emerse durante l’intero processo di definizione della lista del consiglio. 

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