Fidimpresa Friulveneto: affidamenti per 450 milioni
Le imprese associate sono 26.600. Il bilancio 2025 si è chiuso con 688 mila euro di utile. Da Pozzo: «La fusione è stata una scelta lungimirante, ora certificata dai numeri»

Sono state effettuate 2.200 operazioni di fido, mentre i finanziamenti diretti hanno superato i 16 milioni.
Il totale degli affidamenti si attesta intorno ai 450 milioni, con garanzie rilasciate per circa 250 milioni.
Sono i dati diffusi ieri dal consiglio di amministrazione di Fidimpresa Friulveneto relativi al 2025, il primo esercizio successivo alla fusione tra Fidi Impresa & Turismo Veneto e Confidi Friuli.
«Numeri che confermano la solidità di un intermediario vigilato e la sua capacità di rafforzare ulteriormente la presenza a sostegno delle imprese del Nord Est – dichiara il presidente Massimo Zanon –, in continuità con quanto già emerso nei primi mesi successivi alla fusione».
Fidimpresa Friulveneto nasce per rafforzare il tessuto produttivo locale offrendo un sostegno concreto alle imprese socie e non socie in tutte le fasi della loro attività.
Con una struttura di 54 dipendenti (nel corso dell’anno si aggiungeranno altre figure) e una presenza capillare sul territorio di Veneto e Friuli Venezia Giulia, affianca le Pmi nella gestione degli affidamenti bancari, nei percorsi di finanza agevolata e nell’accesso al piccolo credito e ai finanziamenti pubblici.
Nel 2025 sono entrati 492 nuovi soci, così da portare il totale a quota 26 mila 600 imprese associate.
Il capitale sociale sfiora i 39 milioni e, considerando anche le riserve, raggiunge i 60 milioni con un Cet 1 (rapporto patrimonio/garanzie) del 38%, tra i più alti tra i Confidi italiani.
L’esercizio si chiude con un utile di 688 mila euro, in crescita del 20% rispetto al budget previsto in fase di fusione.
«Abbiamo fuso territori economici differenti, ma con la stessa voglia di lavorare insieme, una bella soddisfazione – aggiunge il vicepresidente vicario Cristian Vida –. Due confidi, che non avevano bisogno di fondersi, ma hanno operato la scelta per offrire servizi sempre più attenti ed evoluti. Oggi siamo un punto di riferimento per il settore bancario. Riteniamo lo scenario economico degli ultimi mesi andrà a colpire le aziende di autotrasporto e quelle esportatrici. La nostra area è fortemente esportatrice e molti settori rischiano il rallentamento: le aziende avranno bisogno di cassa e non solo. Noi solitamente accompagniamo lo sviluppo, ma siamo pronti anche ad aiutare le aziende. Ci aspettiamo maggiori esigenze di medio termine».
Il 2025 segna il consolidamento di Fidimpresa Friulveneto e ne ribadisce la solidità patrimoniale e operativa, oltre alla validità del progetto di fusione preparato con cura nei 18 mesi precedenti.
Durante l’anno i progetti maggiormente finanziati sono stati quelli che prevedevano uno sviluppo della digitalizziamone ed energia delle aziende.
Il commercio puro è quello che sta soffrendo un periodo di calo dei consumi e il passaggio generazionale.
«Abbiamo costruito un soggetto economico più forte, che unisce territori complementari. Veneto e Friuli Venezia Giulia possono ora contare su una struttura che ha dimensioni, mezzi e prospettiva per affrontare le sfide del credito, mettendosi al servizio del tessuto produttivo, supporto tanto più importante in questa delicata congiuntura economica – sottolinea il presidente del Comitato esecutivo, Giovanni Da Pozzo –. La bontà della fusione, scelta lungimirante e coerente con le esigenze delle imprese, è certificata dai numeri: ci confermiamo il secondo Confidi del Nordest e tra i primi in Italia per solidità patrimoniale».—
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