Mps, l’assalto di Intesa: offerta da 30 miliardi
L’istituto guidato da Carlo Messina scopre le sue carte: «Non è una risposta a Banco Bpm, ci lavoriamo da anni». Siena resta in attesa: «Valutiamo proposta e Opas»

Vale oltre 30 miliardi di euro l’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) presentata da Intesa Sanpaolo per acquisire Mps, con ricadute a cascata sulla catena di controllo di Generali. Se l’affondo andrà in porto, con una risposta positiva degli azionisti di Siena e il nulla osta dell’Antitrust, nascerà il secondo gruppo bancario dell’Eurozona per capitalizzazione di Borsa, alle spalle di Banco Santander.
Inoltre potrà contare su circa 20 milioni di clienti in Italia, una rete internazionale specializzata nel supporto alla clientela corporate in 24 Paesi, nonché 9.000 tra private banker e consulenti finanziari. L’utile netto stimato al 2029 supera i 16 miliardi, mentre la remunerazione stimata per i soci nel periodo 2025-2029 è di circa 61 miliardi di euro rispetto ai circa 50 miliardi previsti nel Piano precedente.
«Dopo qualche anno di crescita per linee interne, successivo all’acquisizione delle due banche venete e di Ubi, abbiamo colto un’opportunità unica per rafforzarci in Italia e in Europa», ha spiegato il Ceo Carlo Messina nel corso di un incontro con gli analisti. L’offerta prevede 16 azioni di nuova emissione della Ca’ de Sass ogni dieci Mps che verranno portate in adesione, con aggiunta di un euro cash. In caso di adesione totale all’offerta, il corrispettivo indicato è di circa 30,6 miliardi: 27,6 miliardi in «carta» e tre miliardi in contanti. L’offerta è a premio del 12,5% rispetto alla chiusura di venerdì.

Dunque si apre la seconda parte del risiko bancario, dopo che nei mesi scorsi Mps ha acquisito il controllo di Mediobanca, azionista di riferimento di Generali con il 13,2% del capitale. A questo proposito, e nella considerazione che Intesa e il gruppo triestino sono i principali due operatori del mercato assicurativo italiano, Messina ha precisato di considerare la partecipazione «soltanto un investimento azionario», che continuerà a esser trattato come tale e «senza interferenza di governance».
In parallelo, la Ca’ de Sass ha blindato la propria mossa comunicando l’acquisto - tramite strumenti derivati - di una partecipazione del 3,01% in Generali. Una mossa spiegata così dall’istituto milanese: «L’operazione è di natura puramente finanziaria, è temporanea e ha comunque lo scopo di garantire che l’offerente possa continuare, a seguito del buon esito dell’offerta, ad applicare il metodo contabile del patrimonio netto attualmente utilizzato per la partecipazione detenuta da Mediobanca in Generali».
Alcuni analisti fanno notare, inoltre, che superando la soglia del 3%, Intesa fa scattare i limiti del Testo Unico della Finanza sulle partecipazioni incrociate: in questo modo, Generali non potrà acquistare quote di Intesa superiori al 3% per tentare una contro-scalata o per bloccare i diritti di voto della banca in assemblea.
«Lo dico ora e una volta per tutte, consideriamo la quota in Generali un investimento azionario, niente di più», ha precisato Messina, «non vogliamo intervenire sulla gestione della compagnia, né sul suo management».
Nell’operazione viene coinvolta Unipol, che si prenderebbe 635 filiali dell’istituto senese (tradizionalmente molto radicato in Veneto), e la maggior parte delle strutture/attività centrali di Mps (con relative attività e passività) necessarie per operare come banca in modo indipendente, oltre al marchio e alle sue attività centrali. Il tutto da fondere poi in Bper, di cui l’assicurazione bolognese è azionista di riferimento.
Il corrispettivo per questo pacchetto è indicato in 3-3,5 miliardi, con Unipol che ha predisposto un aumento di capitale da 2,5 miliardi per l’operazione. Il gruppo guidato da Carlo Cimbri intende «conseguire il controllo di fatto» di Bper senza però promuovere un'offerta pubblica di acquisto o scambio sull'istituto modenese di cui è socio di riferimento con quasi il 20% del capitale.
L’intervento della compagnia guidata da Carlo Cimbri è finalizzato a superare i severissimi nodi dell’Antitrust, inevitabili quando si uniscono il primo e il quinto gruppo bancario del Paese. Intesa si terrebbe per sé 625 filiali e Mediobanca, con il credito al consumo e il pacchetto del 13,2% di Generali.
«Abbiamo lavorato duramente con Unipol per rendere possibile questa transazione», ha detto il ceo di Intesa Sanpaolo, evidenziando poi le differenze rispetto alla disponibilità di aggregazione manifestata domenica dall’Ad di Banco Bpm, Giuseppe Castagna. «La nostra offerta non è una risposta a Bpm: noi stiamo lavorando a questo da molto tempo», ha detto definendo quella di Piazza Meda per Mps «una lettera d'amore» a differenza «della nostra offerta».
Inoltre ha negato che vi siano spazi per un rilancio dell’offerta, in caso di adesioni limitate da parte degli attuali azionisti senesi. «Paghiamo già un premio significativo per una banca che sta attraversando una trasformazione importante».
Tornando alla conferenza stampa, il ceo ha fornito chiarimenti in merito ai 600 milioni di sinergie attese sul fronte del personale. A questo proposito ha spiegato che sono previste «uscite aggiuntive (rispetto, quindi, a quelle già decise fino a questo momento, ndr), esclusivamente volontarie, di circa 6.800 persone (di cui circa 5.000 dal perimetro Intesa Sanpaolo) e assunzioni aggiuntive di circa 6.800 giovani (di cui circa 2.700 come global advisor), nel rapporto di un’assunzione ogni uscita volontaria».
Intanto arriva la prima reazione da Siena. Nella serata il Cda di Rocca Salimbeni ha fatto sapere di aver «preso atto della comunicazione ricevuta da Banco Bpm» e «della comunicazione diffusa da Intesa Sanpaolo» e che procederà «nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, alla valutazione della proposta, non sollecitata, di potenziale operazione di aggregazione tra la Banca e Banco Bpm e dell’Opas promossa da Intesa Sanpaolo, non concordata». Una dichiarazione formale in attesa evidentemente di incontrare i vertici delle due banche contendenti.
Riproduzione riservata © il Nord Est








