Governance Pirelli, il ricorso dei soci cinesi sul golden power

Contestano le prescrizioni del governo che li obbliga a non avere più di tre consiglieri senza un ruolo esecutivo, l’assemblea del 25 nominerà il comitato con nuove regole

Sara Bonifazio

I soci cinesi di Pirelli non ri rassegnano a rimanere fuori dalla stanza dei bottoni e aprono una battaglia legale con il Governo italiano.

China National Tire & Rubber Corporation e Marco Polo International Italy, che fanno entrambe capo a Sinochem, il colosso industriale sotto il controllo diretto del Governo della Repubblica Popolare Cinese, hanno fatto il ricorso al Tar del Lazio contestando le ultime prescrizioni del Governo italiano che li obbliga a non avere più di 3 rappresentanti in cda e nessuno con ruoli esecutivi. Sul tavolo dei giudici amministrativi ci sono ora due distinti ricorsi, ma di contenuto identico, che chiamano in causa, tra gli altri, la presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ed altri ministeri, e chiedono l'annullamento del decreto del 10 aprile con il quale, sono state imposte condizioni e prescrizioni sulla loro quota in Pirelli, circa il 34,1%, se e fino a quando non scenderà sotto il 10 per cento.

La lista

Poiché Sinochem non rinuncia ad essere un azionista di peso, i suoi diritti di voto non sono stati sterilizzati ma per tutelare le attività in Usa di Pirelli, in particolare il cybertyre, è stato disposto che nella sua lista per il rinnovo del cda ci fossero solo tre nomi e ha candidato Zhang Haitao (General counsel di Cnrc), Xi Xiaohong (indipendente) e Wang Kun (indipendente). I soci italiani, Camfin e la Marco Tronchetti Provera Spa (con il 26,2% circa e intenzionata a salire fino al 29,9%), hanno depositato una lista lunga con 15 nomi, di cui 12 indipendenti, facendo posto anche alle minoranze, i fondi e le sgr italiane. Marco Tronchetti Provera appare destinato alla presidenza e Andrea Casaluci alla riconferma come amministratore delegato. Gli altri candidati sono Giovanni Tronchetti Provera (per lui un ritorno), Roberto Diacetti, Morello Diaz della Vittoria Pallavicini e Costanza Esclapon (indicati dal Comitato Gestori), Michele Carpinelli, Luca Rovati, Alessia Carnevale, Claudia Parzani, Veronica Squinzi, Michela Zeme, Roberto Burini, Antonella Carù, Alberto Villani. È sulla base di queste liste che i soci voteranno all'assemblea del 25 giugno. I ricorsi infatti, ha precisato Pirelli, «non incidono sul regolare svolgimento dell'assemblea degli azionisti» e, visti i tempi della giustizia amministrativa, non ci si aspetta un intervento prima di due tre mesi. La giurisprudenza non gioca a loro favore, nei precedenti casi (Syngenta/Verisem o Shenyang Aviation Industry/Manta Aircraft) aveva prevalso «l'interesse pubblico» e non avendo presentato ricorso nel 2023 quando il Governo aveva applicato per la prima volta i suoi poteri speciali ora, secondo alcuni pareri legali, è ancora più difficile contestare il nuovo provvedimento «su presupposti oggettivi». La battaglia legale sarà una sorta di stress test per il Golden Power che «si giocherà probabilmente sul principio di proporzionalità e del minor sacrificio, un tema di bilanciamento dei diritti» commenta l'avvocato Luca Picotti, del gruppo di ricerca dell'Osservatorio Golden Power.

La notizia avrebbe potuto essere negativa e aumentare la volatilità sul titolo, invece Piazza Affari (+1,25% a 6,05 euro) l'ha subito digerita: «Riteniamo che un potenziale ricorso fosse in qualche modo prevedibile e non prevediamo alcun impatto sulla successiva commercializzazione della tecnologia Cyber Tyre da parte di Pirelli» commenta un analista di Banca Akros e anche Equita non è sorpresa che la battaglia tra azionisti continui: «per noi lo scenario più probabile resta quello di una riduzione della partecipazione da parte del socio cinese ma dalla tempistica incerta».

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