Generali, risultato netto in crescita del 17,9%. Donnet: «Continueremo a fare leva su Ia e uso dei dati»

I premi lordi sono saliti a 53,4 miliardi di euro (+5,8%), sostenuti dalla crescita sia del ramo Danni (+6,3%) sia del Vita (+5,5%). La raccolta netta Vita ha superato gli 8,3 miliardi di euro, il livello più elevato mai registrato in un primo semestre

La redazione

Il Consiglio di Amministrazione di Generali, presieduto da Andrea Sironi, ha approvato la Relazione finanziaria semestrale consolidata 2026 del Gruppo. Nel primo semestre i premi lordi sono saliti a 53,4 miliardi di euro (+5,8%), sostenuti dalla crescita sia del ramo Danni (+6,3%) sia del Vita (+5,5%). La raccolta netta Vita ha superato gli 8,3 miliardi di euro, il livello più elevato mai registrato in un primo semestre, grazie al contributo positivo di tutte le linee di business.

Il risultato operativo è cresciuto dell'11,2%, raggiungendo i 4,505 miliardi di euro, trainato dall'andamento positivo di tutti i segmenti. Nel Vita il risultato operativo è salito a 2,194 miliardi (+8,8%), mentre il New Business Value è aumentato del 21,1%, a 1,890 miliardi. Nel Danni il risultato operativo ha raggiunto i 2,141 miliardi (+4,7%), con un Combined Ratio al 91,5%, in lieve peggioramento di 0,5 punti percentuali per effetto del maggiore impatto degli eventi catastrofali. Molto positiva anche la performance dell'Asset & Wealth Management, il cui risultato operativo è cresciuto del 31,3% a 735 milioni di euro, grazie sia all'Asset Management (+17,3%) sia al Wealth Management (+45,8%). Il segmento Holding e altre attività ha registrato un risultato operativo negativo per 276 milioni di euro, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025.

L'utile netto normalizzato è aumentato del 13,7%, attestandosi a 2,543 miliardi di euro, mentre l'utile netto complessivo è cresciuto del 17,9%, a 2,538 miliardi. L'utile per azione (EPS) normalizzato è salito a 1,68 euro (+14,3%). Il patrimonio netto del Gruppo è rimasto sostanzialmente stabile a 32,1 miliardi di euro (+0,1%), riflettendo l'utile del semestre, il pagamento del dividendo 2025 e il buyback legato al piano di incentivazione di lungo termine.

Il Contractual Service Margin (CSM) è aumentato a 35,8 miliardi di euro, rispetto ai 34,6 miliardi di fine 2025, mentre gli Asset Under Management (AUM) complessivi del Gruppo hanno raggiunto i 944 miliardi di euro, in crescita del 4,9% rispetto a fine esercizio. Generali conferma inoltre una solida posizione patrimoniale, con un Solvency Ratio pari al 216%, in lieve calo rispetto al 219% di fine 2025, un livello sostenuto dalla robusta generazione di capitale e che riflette l'avvio del buyback da 500 milioni di euro e la conclusione del periodo di grandfathering.

Inoltre, Generali ha annunciato l'avvio del programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro, previsto dal Piano Strategico 2025-2027, con acquisti sul mercato tra il 10 agosto e dicembre 2026 finalizzati all'annullamento delle azioni e a riconoscere un'ulteriore remunerazione agli azionisti.

«Questa performance riflette l’impegno di tutti i nostri colleghi e della nostra rete distributiva. Continueremo insieme a tutti loro a perseguire l’eccellenza nelle relazioni con i clienti, nelle competenze core e nel modello operativo del Gruppo, facendo leva sull’AI e sull’uso dei dati e con un forte focus sulla sostenibilità», ha commentato Philippe Donnet, ad di Generali

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