Banca Ifis: «Il 2026 anno di transizione. Molte offerte per il business Npl»

Le voci straordinarie pesano sui profitti del semestre ma il management conferma la guidance per fine esercizio. «Non attese altre rettifiche, sui dividendi decideremo»

Arianna Salvatori

 

Da 88 a 8. Banca Ifis ha archiviato il primo semestre 2026 con un utile netto in calo di 80 milioni di euro. E a pesare sul risultato sono stati, tra le altre voci, circa 30 milioni di euro di rettifiche e accantonamenti riconducibili agli esiti delle attività di revisione interna avviate dopo l'ispezione on-site della Banca d'Italia. A questi si sommano poi altri 4 milioni, relativi alle attività di armonizzazione dei criteri valutativi a seguito dell’integrazione con Illimity.

In totale, la somma che era stata annunciata il 25 giugno relativa ai vari aggiustamenti era di 70 milioni di euro. Sarà il secondo semestre, dunque, a registrare i restanti 36 milioni di aggiustamenti già preannunciati. Questi riguardano soprattutto Illimity, e derivano da un peggioramento delle attese di recupero, sia nei tempi sia negli importi, sulla base delle nuove indicazioni ricevute dai servicer esterni, oltre che da default superiori alle attese nel portafoglio immobiliare. Il management, tuttavia, ha sottolineato che non attende ulteriori rettifiche, anche se il rapporto definitivo della Banca d'Italia non è ancora stato notificato ed è atteso per settembre. È stato così confermata la guidance di utile per l’esercizio 2026, tra i 100 e i 110 milioni di euro.

Sui dividendi, Frederik Geertman, Ceo di Banca Ifis, ha detto che la decisione sarà presa verso la fine dell’anno, quando saranno arrivati i risultati finali dell'ispezione di Banca d'Italia e saranno disponibili numeri più chiari sul deconsolidamento del business Npl. «Quindi non è stata presa alcuna decisione al momento, ma», ha detto durante la conference call di presentazione, rassicurando sul fatto che «i dividendi resteranno una componente chiave dell'equity story e rimaniamo impegnati a distribuire un attraente livello di dividendi nel futuro».

Per quanto riguarda gli altri numeri chiave, il margine di intermediazione si è attestato a 406,5 milioni, trainato da 261,7 milioni di margine di interesse, più 71,3 milioni di commissioni nette e 73,5 milioni di ricavi da trading e altri proventi. Il contributo di Illimity è stato pari a 113,4 milioni. Il settore Commercial & Corporate Banking resta il principale pilastro del gruppo, con ricavi per 168,3 milioni, mentre il business Npl ne ha generati 94,9 milioni. Il comparto Governance, Servizi e attività non core ha contribuito per 38,4 milioni.

Ed è proprio il business Npl uno dei temi al centro degli interrogativi degli analisti nella conference call. La vendita dell’attività, un tempo core business della banca, era stata annunciata a fine giugno. Il management prevede di concluderla entro fine anno, massimo inizio 2027. «Siamo incoraggiati dall'alto livello di interesse ricevuto. Attualmente, siamo in contatto con una vasta gamma di potenziali acquirenti», ha commentato Geertman. «Il processo rimarrà competitivo, prevediamo di ricevere offerte non vincolanti entro la fine di settembre, a cui seguiranno offerte vincolanti entro la fine dell'anno». Resta dunque la grande incognita relativa al valore al quale verrà ceduto.

Solido il Cet1 ratio (il principale indice di solidità di una banca), pari al 13,4%, in crescita dal 13% di fine 2025. Per fine anno il gruppo punta a mantenerlo intorno al 13,5-14%, prima degli eventuali benefici derivanti dalla cessione degli Npl. Nel frattempo prosegue l’integrazione con Illimity. Il gruppo ha già completato una riduzione di 660 dipendenti attraverso prepensionamenti, uscite volontarie e dismissioni. Sono state infatti cedute Hype, Abilio e ArecNeprix, quest’ultima a Prelios per 30 milioni. La riorganizzazione dei contratti informatici e la nuova partnership con Finomnia dovrebbero contribuire alle sinergie di costo per 50 milioni annui. Nel complesso, Banca Ifis conferma quindi il traguardo di 75 milioni di benefici ricorrenti dal 2027, in un 2026 che il gruppo definisce ancora di transizione verso un modello maggiormente concentrato sul credito e sui servizi alle imprese.

Quello in corso, è dunque un anno di pulizia dei bilanci e di trasformazione. E si aspetta che nel 2027 si potranno osservare i risultati dati dagli effetti dell’integrazione con Illimity, dalle sinergie di costo, dal nuovo perimetro del gruppo e dalla focalizzazione sul commercial banking. Anche questo uno dei temi su cui il mercato si concentrerà nei prossimi mesi, per capire se la banca saprà rimanere competitiva nel nuovo assetto una volta ceduto il suo core business. Ieri in Borsa il titolo ha chiuso a più 0,54%, dopo uno scivolone iniziale quando sono stati diffusi i dati.

 

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