Delfin, la mossa di Zampillo per riavvicinare i fratelli Leonardo Jr e Basilico
Zampillo aveva deciso di mettere in discussione l’assegnazione dell’usufrutto sulla quota del figlio Rocco. Il senso della sua mossa, almeno secondo chi conosce da vicino le tensioni familiari, è molto diverso da quello che appare a una prima lettura. Non un attacco contro Basilico, ma il tentativo di fermare una guerra tra lui e il fratello minore

In pochi la ricordano, quella scena al funerale di Leonardo Del Vecchio. La moglie Nicoletta Zampillo che si avvicina una ad una alle altre compagne della vita del fondatore di Luxottica e consegna a ciascuna una rosa.
Un gesto semplice, molto privato, che aveva un peso enormemente simbolico. Per quanto complicata, frastagliata, attraversata da matrimoni, figli, storie diverse e vecchie rivalità, quella doveva continuare a sentirsi una famiglia. Del Vecchio aveva costruito così anche la sua cassaforte lussemburghese.
Non soltanto come una holding destinata a custodire partecipazioni miliardarie in EssilorLuxottica, Mediobanca, Generali e UniCredit, ma come un equilibrio quasi obbligato tra gli eredi. Le decisioni più importanti avrebbero dovuto nascere dal consenso e dall’unanimità. È anche dentro questa idea di “superiore armonia” che Zampillo aveva scelto, subito dopo la morte del marito, di cedere al figlio Rocco Basilico, in nuda proprietà, la metà del 25% di Delfin, spettante a lei in base alla legittima. Leonardo Del Vecchio, pur non essendone il padre naturale, lo aveva sempre considerato un figlio vero.
Successivamente Zampillo aveva deciso di rinunciare anche all’usufrutto su quella quota, consolidando in capo a Rocco pieni diritti amministrativi e di voto. Oggi però quella scelta viene rimessa in discussione dalla stessa Zampillo. E il senso della sua mossa, almeno secondo chi conosce da vicino le tensioni familiari, è molto diverso da quello che appare a una prima lettura. Non un attacco contro Rocco, ma il tentativo di fermare una guerra tra lui e il fratello minore Leonardo Maria Del Vecchio. Secondo quanto emerge, Zampillo avrebbe inviato una lettera al consiglio di amministrazione di Delfin contestando il modo in cui il figlio sarebbe stato iscritto nel libro soci della holding, come pieno proprietario delle quote e non come semplice nudo proprietario.
Al centro della vicenda c’è appunto l’atto di “rinuncia di legato” firmato il primo luglio 2022, appena tre giorni dopo la morte del fondatore di Luxottica e poche ore dopo la registrazione del testamento. «Era un momento nel quale, ancora devastata dal dolore, non ero in grado di valutare compiutamente la portata» di quell’atto, scrive Zampillo. Solo successivamente, «con l’ausilio dei miei consulenti», avrebbe maturato dubbi sulla validità giuridica dell’operazione, ritenuta «fortemente dubbia» e potenzialmente «invalida e comunque inefficace».
«Come madre, non avrei mai desiderato dover rimettere in discussione l’attribuzione dei diritti in questione a mio figlio Rocco. Tuttavia, gli eventi delle ultime settimane mi hanno costretto a una dolorosa riconsiderazione». Parole che negli ambienti finanziari vengono interpretate come il segnale di un tentativo estremo di riportare equilibrio dentro una successione ormai trasformata in una lunga battaglia legale e personale.
La frattura tra Rocco e Leonardo Jr si è infatti allargata progressivamente negli ultimi mesi. Il primo vero strappo si è consumato nell’assemblea del novembre 2025, quando Basilico chiede l’autorizzazione a trasferire una quota minima di Delfin, lo 0,4 per cento, verso un veicolo fiduciario personale chiamato Rbh. La richiesta viene però bloccata dal fronte opposto attraverso i quorum statutari. Basilico perde la partita e poco dopo lascia i suoi incarichi operativi nel gruppo. Il mese scorso poi Basilico presenta un ricorso davanti alla Corte del Granducato per contestare l’operazione attraverso cui Leonardo Jr ha ottenuto il via libera all’acquisto del 25% di Delfin detenuto dai fratelli Luca e Paola Del Vecchio attraverso la holding veicolo Lmdv Fin. Per sostenere il leverage buyout costruito da Lmdv, l’assemblea della holding ha approvato una nuova politica di distribuzione degli utili che porterà fino all’80% i dividendi distribuibili nel triennio 2025-2027.
Una scelta che consente di generare la liquidità necessaria per sostenere il peso del maxi finanziamento bancario legato all’operazione. Basilico contesta però la validità delle delibere, sostenendo che l’utilizzo della società veicolo Lmdv Fin avrebbe richiesto una maggioranza rafforzata superiore all’88% e non il semplice quorum del 75% utilizzato dall’assemblea. Anche Leonardo Jr ha avviato mesi fa un’azione legale davanti al Tribunale di Milano proprio per contestare la legittimità della rinuncia all’usufrutto che aveva attribuito a Basilico pieni diritti di voto dentro Delfin. Eppure, nonostante il livello ormai altissimo dello scontro, chi conosce da vicino il dossier sostiene che sia Zampillo che Leonardo Jr stiano cercando di evitare una rottura definitiva con Rocco. Lo stesso Leonardo Maria, secondo ambienti a lui vicini, starebbe tentando di riallacciare i rapporti con il fratello.
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