CiviBank: dividendo di 5,4 milioni. Trend positivo nel primo trimestre

Il risultato all’assemblea dei soci dell’istituto, che nel 2026 festeggia 140 anni di attività. Gervasio: Sparkasse ha un ruolo centrale

Maura Delle Case

L’assemblea degli azionisti di CiviBank, riunita ieri a Udine sotto la presidenza di Alberta Gervasio, ha approvato un dividendo complessivo di 5,4 milioni di euro, pari a 19,4 centesimi per azione, il rinnovo del collegio sindacale e il bilancio d’esercizio 2025, chiuso con un utile di 18,1 milioni contro i 20 milioni del 2024, anno che aveva però beneficiato di una plusvalenza.

Il passaggio assembleare si inserisce in un anno particolarmente significativo per la banca, che nel 2026 celebra i suoi 140 anni di attività, traguardo che ne conferma il radicamento storico e territoriale in Friuli Venezia Giulia e a Nord Est dove conta complessivamente 64 filiali e oltre 600 dipendenti.

Un radicamento ancor più importante all’esito del percorso di trasformazione e rilancio compiuto dall’istituto, che - è stato evidenziato in assemblea – ha consentito a CiviBank di rafforzare il proprio posizionamento nonostante un contesto economico complesso.

«Il percorso di rilancio della banca – ha dichiarato Gervasio - è stato possibile grazie all’impegno e alla professionalità delle nostre persone, che ogni giorno sono al fianco di famiglie e imprese».

«La fiducia di clienti, istituzioni, associazioni di categoria e stakeholder – ha aggiunto la presidente - è stata decisiva per accompagnare la rinascita di CiviBank, nel solco di una storia lunga 140 anni e con lo sguardo rivolto al futuro del nostro territorio».

Un ruolo centrale, ha evidenziato ancora Gervasio, è svolto anche dall’appartenenza al gruppo Sparkasse – realtà da 300 mila clienti, 173 filiali, oltre 2.000 dipendenti e quasi 16 miliardi di totale attivo -, che dal 2022 controlla CiviBank. «Un supporto che ci consente di valorizzare le peculiarità del Friuli Venezia Giulia e del Nordest – ha concluso la presidente – rafforzando la nostra capacità di essere banca del territorio e per il territorio».

Ampio spazio in assemblea è stato dedicato anche ai risultati operativi e alle prospettive di crescita illustrate dal direttore generale Luca Cristoforetti, che ha confermato il trend positivo dell’istituto. «Il 2025 ha confermato la capacità della banca di garantire redditività e crescita – ha spiegato il top manager – con nuovi finanziamenti per 558 milioni (+26%), un risultato operativo di 25,5 milioni, uno sviluppo del risparmio gestito e amministrato del 15,6% e un CET1 al 20,2%. Nel 2026 – ha dichiarato il direttore generale - faremo ancora meglio».

Nel corso dell’ultimo anno, l’istituto ducale ha consolidato il proprio posizionamento anche sul piano reputazionale e sociale, ottenendo il riconoscimento come Leader in Diversità e Inclusione 2025, la certificazione per la parità di genere e l’adesione al marchio regionale “Io Sono Friuli Venezia Giulia”. Prima banca nazionale a essere anche società benefit, CiviBank ha destinato circa un milione di euro annuo a iniziative a impatto sociale e ambientale. Un impatto misurato anche sotto il profilo occupazionale, con 39 nuove assunzioni, di cui il 59% under 30, che si aggiungono alle oltre 100 effettuate l’anno precedente. E ancora attraverso il sostegno a 43 progetti di crowdfunding dal 2021, che hanno raccolto oltre 450 mila euro con il contributo di 4.800 donatori.

Il rinnovato collegio sindacale, composto da Massimo Biasin (presidente), Claudia Longi e Ilario Modolo, completa il quadro di governance insieme al consiglio di amministrazione in carica, chiamato a sovrintendere agli obiettivi del 2026: 547 milioni di nuove erogazioni di credito, crescita degli impieghi del 3,8%, aumento della raccolta diretta di 50 milioni (+1,7%) e della raccolta indiretta di 129 milioni (+8%). «Nel primo trimestre abbiamo erogato 163 milioni di euro, di cui 43 milioni ai privati e 120 milioni alle imprese. Siamo molto soddisfatti La domanda di credito ha mostrato una ripresa a fine 2025 e sta proseguendo anche nel 2026 – ha concluso Cristoforetti -, con una moderata crescita nonostante le tensioni geopolitiche».

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