Bcc Prealpi SanBiagio, nel 2025 raccolta a quota 7 miliardi

L’esercizio si chiude con un utile netto a 64,8 milioni di euro. Il presidente Antiga: «Modello di business che combina solidità finanziaria, prudenza e vicinanza al territorio»

La redazione

Raccolta in crescita del 7,9% a quota 7 miliardi, un Cet1 al 37,6% e un utile netto in leggera flessione a 64,8 milioni di euro (erano 68,5 nel precedente esercizio). Sono i numeri con cui ha chiuso il bilancio 2025 Banca Prealpi SanBiagio, la bcc di Tarzo (Treviso) parte del gruppo Cassa Centrale. I risultati verranno sottoposti all’assemblea dei soci domenica 17 maggio.

I finanziamenti netti alla clientela hanno superato i 2,5 miliardi di euro registrando una crescita annua del 5,7%, superiore alla media del settore bancario nazionale. Analoga dinamica per la raccolta diretta che si è attestata a 3,9 miliardi, in crescita del 4,3%.

La raccolta indiretta ha superato i 3 miliardi di euro registrando l’incremento del 12,8%, trainata da flussi netti che riflettono la rinnovata fiducia di soci e clienti. Di riflesso, il prodotto bancario complessivo è salito a 9,5 miliardi di euro con un balzo del 7,3%.

Il rapporto impieghi/depositi al 65,1% riflette l’elevata liquidità dell’istituto. Sul fronte dell’efficienza, la crescita dei ricavi primari e il controllo della spesa hanno portato il cost income ratio al 52,4% (-2 punti percentuali su base annua). Risultato che, secondo l'istituto, riflette «un’efficienza operativa in costante crescita», grazie a una gestione oculata e a investimenti mirati in innovazione digitale e capitale umano.

«I numeri che contraddistinguono il bilancio 2025 sono certamente confortanti e premiano un modello di business che combina solidità finanziaria, prudenza e autentica vicinanza al territorio. In uno scenario macroeconomico molto incerto - ha commentato il presidente di Banca Prealpi SanBiagio, Carlo Antiga - la nostra priorità è continuare a essere un punto di riferimento stabile per famiglie e imprese, offrendo prodotti e servizi in linea con il mercato».

Le esposizioni deteriorate scendono a 56 milioni di euro (-8,0%). L’ammontare del credito deteriorato al netto delle svalutazioni è pari a 4 milioni di euro, con l’indicatore Npl ratio netto che si posiziona allo 0,15%, confermando la qualità del portafoglio creditizio.

I parametri patrimoniali si rafforzano ulteriormente, con un Cet1 Ratio che sale al 37,6% (rispetto al 32,5% del 2024), ampiamente sopra la media di settore, garanzia di stabilità nel lungo termine.

«I risultati conseguiti nel 2025 - ha aggiunto il direttore generale, Mario Marcon - sono frutto della capacità di offrire soluzioni su misura e di una presenza capillare che continua a crescere, come dimostrato dalle aperture di filiali nel corso d’anno». L'istituto è presente con 68 filiali, negli oltre 200 comuni di competenza, distribuiti tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino.

«Il nostro impegno resta saldo nel presidiare il territorio - prosegue Marcon - offrendo strumenti di finanza flessibile e una consulenza professionale prestata dal nostro personale che fa la differenza, specialmente in settori strategici come l'agricoltura e il manifatturiero orientato all'export».

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