Assemblea Generali, Donnet: «Il 2026 spartiacque per raggiungere i target»

All’assise ha partecipato il 69% del capitale. In crescita la partecipazione di UniCredit, che sale all’8,72%. Il presidente Sironi: «Abbiamo un Dna profondamente europeo»

Giorgia Pacino

Un piano su cui si è partiti «con il piede giusto» e di cui il 2026 sarà «spartiacque fondamentale» per il raggiungimento degli obiettivi.

In un clima disteso, ben diverso da quello dello scorso anno – quando si nominava il consiglio di amministrazione in un evento partecipatissimo al Generali Convention Center di Trieste, che segnava anche il ritorno in presenza dopo il periodo della pandemia – il group ceo di Generali Philippe Donnet ha sottoposto all’approvazione degli azionisti i risultati record raggiunti nel 2025, primo anno del nuovo ciclo Lifetime Partner 27: Driving Excellence.

Dal settimo piano di Palazzo Berlam, il presidente Andrea Sironi, Donnet e il group Cfo Cristiano Borean si sono rivolti in diretta streaming all’assemblea degli azionisti, intervenuti con rappresentante designato – «le tensioni geopolitiche avrebbero potuto ripercuotersi sull’ordinato svolgimento della nostra assise», ha spiegato Sironi motivando la scelta dell’assise da remoto. All’assemblea ha partecipato il 69,95% del capitale sociale. Unica sorpresa la crescita della quota di UniCredit, salito all’8,72%. Gli altri azionisti sopra il 3% sono, come da attese, Mps attraverso Mediobanca al 13,19%, Delfin al 10,05%, Gruppo Caltagirone al 6,26% e Benetton al 4,86%.

UniCredit sale all’8,72% di Generali
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«Il 2025 è stato ancora una volta un anno davvero positivo per il gruppo. In un contesto di grande complessità, abbiamo saputo portare avanti con successo un percorso di crescita sostenibile e creazione di valore», ha sottolineato Donnet, dicendosi «profondamente orgoglioso» dei risultati raggiunti.

L’assemblea ha approvato un bilancio 2025 chiuso con numeri record: un utile netto normalizzato a 4,3 miliardi (+14,5%), premi lordi in aumento a 98,1 miliardi (+3,6%), grazie alla crescita significativa del segmento Danni (+7,6%), una raccolta netta Vita ai vertici del settore, in crescita a 13,5 miliardi, e il risultato operativo migliore di sempre a quota 8 miliardi (+9,7%), guidato da tutti i segmenti di business.

«Dopo aver raggiunto e superato gli obiettivi del ciclo strategico precedente, ci siamo posti traguardi ancora più ambiziosi e le performance 2025 confermano che siamo partititi con il piede giusto», ha aggiunto Donnet, rivendicando l’impegno a garantire agli azionisti una remunerazione stabile e crescente nel tempo.

Il dividendo per azione proposto e approvato dall’assemblea ammonta infatti a 1,64 euro, in crescita del 14,7%. «Nel 2015, l’ultimo anno prima della mia entrata in carica come Group Ceo, era pari a 72 centesimi, meno della metà dell’attuale», ha fatto notare Donnet. «Il nostro titolo ha quasi triplicato il proprio valore ed è oggi molto vicino ai suoi massimi storici. Nel 2025, ha registrato una crescita del 30% che ci ha permesso di sovraperformare l'indice del settore assicurativo europeo».

Nel 2026, l'anno centrale del nuovo piano strategico, il Group Ceo vede un passaggio decisivo per il raggiungimento degli obiettivi del Leone. «Continueremo a operare in un mondo caratterizzato da incertezze e tensioni geopolitiche sempre più forti – ha proseguito – ma è proprio nei momenti più critici che un grande assicuratore e asset manager riesce davvero a fare la differenza».

 

I numeri li ha illustrati nel dettaglio il Group Cfo Cristiano Borean, ricordando l’ottima performance del segmento Danni e della raccolta netta Vita, la posizione di capitale estremamente solida, con un solvency ratio al 219%, e l’aumento del patrimonio netto di gruppo a 32,6 miliardi. «Ottimi risultati che aumentano la nostra fiducia nel raggiungimento obiettivi strategici prefissati».

 

«L’indipendenza delle nostre Generali difesa con i risultati»
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Numeri che, per il presidente Andrea Sironi, si inseriscono «in una traiettoria di gruppo che esprime un Dna profondamente europeo»: Generali è il principale operatore assicurativo in Italia, in posizione di primo piano nei maggiori Paesi dell'Europa occidentale e in costante rafforzamento in Europa centrale e orientale. «È anche da questa prospettiva europea - ha spiegato Sironi - che si colloca il nostro punto di vista, in qualità di attore finanziario, pienamente coerente con quanto delineato dai recenti rapporti Letta e Draghi».

Per il presidente del Leone la creazione della Savings & Investment Union è un passaggio fondamentale per colmare «una delle fragilità storiche dell'Europa: l'incapacità di trattenere e valorizzare al proprio interno l'enorme volume di risparmio privato europeo, che ancora oggi in larga parte defluisce verso mercati extraeuropei».

Tra i punti all’ordine del giorno approvati dall’assemblea, un buyback da 500 milioni di euro, la relazione sulla remunerazione e il rinnovo del collegio sindacale – composto dal presidente Carlo Schiavone, dai sindaci effettivi Paolo Ratti e Sara Landini e dai supplenti Silvia Muzzi e Mario Civetta. L’assise ha, infine, dato il via libera a una serie di modifiche allo statuto per recepire le novità introdotte dalla Legge Capitali.

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