A 134 anni dalla fondazione Civibank cresce e si rafforza

UDINE - Al giro di boa del 134 anni «si conferma il valore, e l’unicità, di Civibank. Ci siamo, siamo forti, siamo indipendenti, siamo vicini al territorio, alle sue imprese alle sue famiglie, e traiamo forza dall’unione».
Così Michela Del Piero, presidente dell’istituto di credito, alla vigilia del compleanno della banca, che cade il 22 luglio, 134 anni dopo quel 1886 quando venne costituita.
Possiamo dire che è un traguardo...
«Innegabilmente. Dopo 134 anni ci siamo ancora, e non è banale vista la sparizione di tanti istituti locali. Riuscire a festeggiare questo compleanno è dunque un obiettivo molto positivo».
Ma non solo questo, evidentemente.
«Il messaggio che vogliamo lanciare in questa occasione è che Civibank c’è, è forte ed è indipendente. Oltre a questo, in considerazione del particolare momento che stiamo vivendo, c’è anche la considerazione che, se si è insieme, si è più forti. La forza dell’unione, dell’essere insieme con il territorio per il territorio».
Quando parla di territorio pensa al Friuli Venezia Giulia, e non solo....
«Certamente. Penso al Nordest, al Fvg e al Veneto, dove siamo presenti e continuiamo a crescere».

Accennava al periodo complicato, all’emergenza coronavirus. Come è andata dal vostro punto di vista?
«In questi mesi ci siamo sempre stati per i nostri clienti, famiglie e imprese. Le nostre filiali sono sempre restate aperte, negli uffici c’è sempre stata una persona di riferimento a disposizione dei clienti. Non solo, siamo stati tempestivi anche nelle risposte, nella concessione delle moratorie, nel dare attuazione ai provvedimenti previsti dai vari Dpcm, penso ai finanziamenti alle imprese. Non abbiamo ricevuto lamentele, anzi».
Oggi, anche alla luce di quel che è accaduto nel passato ad altri istituti, alla riforma imposta, alle trasformazioni in atto, ha ancora senso una banca popolare?
«Secondo me ha una sua funzione e ce l’ha ancora di più in questo momento per la sensibilità e l’attenzione che dimostra al territorio. Rispetto al ruolo di questo tipo di banca io resto un difensore estremo. In un’area come la nostra, ricca di aziende, operosa, con grande concentrazione di attività produttive se non ci fosse una banca del territorio sarebbe una carenza anche in termini di differenziazione dell’offerta. L’offerta è sana e concorrente quanto più è diversificata. Avere accanto ai grandi istituti di credito banche come la nostra che offrono un servizio diverso, fa bene a tutti: al cliente e al sistema bancario».

Caratteristiche diverse rispetto ai colossi del credito?
«Siamo sicuramente più veloci nel rispondere a determinate esigenze. In momenti come quello che stiamo vivendo in cui anche le imprese si trovano di fronte a scenari nuovi, a esigenze diverse e conseguenti differenti necessità, essere veloci e conoscere bene il cliente è un vantaggio per noi, perché ci aiuta a crescere, e per il cliente per il tipo di servizio che possiamo garantire».
Accennava al Veneto e a ulteriori piani di crescita. Dettagli?
«L’espansione in Veneto prosegue secondo i piani e i risultati a oggi, rispetto alle filiali aperte nel 2019, sono molto positivi. Stiamo valutando nuove location e nell’attesa a breve apriremo a Padova e Montebelluna. Da questo punto di vista il Covid non ci ferma né ferma il nostro piano di sviluppo, in cui crediamo molto».

Dal suo osservatorio, l’economia del Fvg come sta andando?
«Sinceramente avevamo molti timori. Oggi abbiamo segnali positivi, l’industria è in piena ripresa e sta lavorando bene, in generale il tessuto imprenditoriale è ripartito con un certo dinamismo. Fare previsioni resta oggettivamente difficile, recuperare il terreno perduto non sarà agevole, tanto che le previsioni parlano del 2021 per un ritorno a regime. Ma le aziende sono aperte e lavorano, ed è un primo risultato».
I bilanci 2020 sconteranno la crisi sanitaria e il lockdown, e c’è chi invita a trovare nuovi parametri per valutare il merito creditizio che vadano oltre i saldi di bilancio. Secondo lei?
«Il 2020 non sarà un esercizio indicativo dal punto di vista dei bilanci, la gran parte delle imprese realizzerà risultati inferiori alle aspettative. Dal punto di vista finanziario saranno sostenuti dai provvedimenti Covid, penso alle moratorie o ai finanziamenti, che le aiuteranno ad affrontare il futuro prossimo. La banca, dal canto suo, terrà conto di più elementi per valutare le aziende, e non solo dei bilanci». —
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